Ferdinando Martini: differenze tra le versioni

*Gli Abissini magri tutti, di statura media e, se mai, piuttosto bassi che alti, non sono belli e neanche robusti; più belli nelle membra e più forti i Sudanesi. [...] Certo è che sono, per alcuni rispetti, mirabili. Possono fare, e per quelle strade, cinquanta, sessanta chilometri al giorno, e durare un mese senza stancarsi: circa cento in ventiquattro ore, con brevi riposi, li fecero accompagnandoci nel ritorno da Asmara e Massaua. E a dire che non si stancano si dice poco: quando più pare che debbano essere rifiniti, si mettono a correre, a fare, come dicono, la ''fantasia'', vociando a squarcigola certe cantilene che ripetono infinite volte di seguito, infinite volte chinandosi e rialzandosi come per uno scatto. I motivi di quelle cantilene, ch'io riporto come mi furono trascritti, non valgono gran che: nella musica gli Abissini sono più indietro degli Arabi, e scusate se è poco. (pp. 109-110)
*Gli Abissini hanno saldo il sentimento e vivo il desiderio della giustizia. (p. 122)
*Il ''[[Buda (folklore)|Buda]]'', dunque, è un fabbro il quale, bevuto un decotto di certa erba, che veramente cagiona l'ebrietà e, in forti dosi, perfino il delirio, piglia di notte le forme di iena e se ne va in giro a fare incantesimi; le eclampsie, le epilessie, le convulsioni isteriche, il ballo di San Vito, tutti malefizi del ''[[Buda]]''. (p. 127)
*Ancora: il sentimento religioso fu per lo passato negli Abissini tutta una cosa col sentimento nazionale, perché il loro più costante nemico fu il mussulmano, che, notate, tentò imporre il giogo, non mai le credenze. Questa parte della storia dell'Etiopa possono non curare gli Svedesi, a noi Italiani sarebbe funesto il dimenticarla. Politicamente parlando dunque, credo che ogni propaganda, o protestante o cattolica, darà nella colonia pessimi frutti: nondimeno è giusto riferire quanto affermano gli Abissini medesimi, che, cioè, tra il missionario cattolico e il protestante corre grande divario. Il cattolico sta a sè, non cerca gli indigeni, attende che attratti dalla pietà delle opere o dalla esemplarità del costume si rivolgano a lui: il protestante invece, irrequieto, con la speditezza pertinace e febbrile delle razze nordiche, s'imbuca ne' più oscuri angoli delle capanne, s'inoltra pe' reconditi penetrali delle famiglie, e s'attacca, e tormenta, e assilla, e non lascia, cimice e mignatta ad un tempo. (pp. 134-135)
*Le rarità di Asmara sono tre: la chiesa, le capanne di ras Alula, e la fortezza di Bet-Macà. (p. 143)
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