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*La [[storia]] è spesso il risultato di una mancanza di riflessione. È il frutto bastardo della stupidità umana, parto dello smarrimento, dell'idiozia e della pazzia.
*Il dramma delle culture, infatti – compresa quella europea – , è consistito in passato nel fatto che i loro primi contatti reciproci sono stati quai sempre appannaggio di gente della peggior risma: predoni, soldataglie, avventurieri, criminali, mercanti di schiavi e via dicendo. Talvolta, ma di rado, capitava anche gente diversa, come missionari in gamba, viaggiatori e studiosi appassionati. Ma il tono, lo standard, il clima fu conferito e creato per secoli dall'internazionale della marmaglia predatrice che non badava certo a conoscere altre culture, a cercare un linguaggio comune o a mostrare rispetto nei loro confronti. Nella maggior parte dei casi si trattava di mercenari rozzi e ottusi, privi di riguardi e di sensibilità, spesso analfabeti, il cui unico interesse consisteva nell'assaltare, razziare, uccidere. Per effetto di queste esperienze le culture, invece di conoscersi a vicenda, diventavano nemiche o, nel migliore dei casi, indifferenti. I loro rappresentanti, a parte i mascalzoni di cui sopra, si tenevano alla larga, si evitavano, si temevano. Questa manipolizzazione dei rapporti interculturali da parte di una classe rozza e ignorante ha determinato la pessima qualità dei rapporti reciproci. Le relazioni interpersonali cominciarono a venir classificate in base al criterio più primitivo: quello del colore della pelle. Il razzismo divenne un'ideologia per definire il posto della gente nell'ordinamento del mondo. Da una parte i Bianchi, dall'altra i Neri: una contrapposizione dove spesso entrambe le parti si sentivano a disagio.
*{{NDR|Su [[John Okello]]}} Come spesso succede in Africa, conosce o finge di conoscere molti mestieri: è scalpellino, muratore, poi imbianchino. Semianalfabeta ma dotato di carisma, è un semplice di spirito che si prende per un messia. È guidato da alcune semplici idee che gli vengono in mente mentre taglia una pietra o mosa i mattoni. (p. 82)
*{{NDR|Su [[John Okello]]}} Ha la pelle molto scura, la faccia massiccia, i tratti grossolani. Ha in testa un berretto da poliziotto: gli insorti sono entrati nei magazzini della polizia, prendendone alcuni fucili e delle uniformi. Ma il suo berretto ha una fascia di stoffa azzurra (chissà mai perché proprio azzurra). Okello sembra assente, come sotto choc, si direbbe quasi che non ci veda. La gente gli si affolla intorno, spinge, preme, tutti parlano e gesticolano in mezzo a una confusione indescrivibile che nessuno si occupa di controllare. (p. 83)
*{{NDR|Sul [[Colpo di Stato in Nigeria del 1966]]}} La principale difficoltà nella riuscita del colpo di stato dipendeva dal fatto che esso doveva svolgersi contemporaneamente in cinque città: a Lagos, capitale della federazione, e nelle capitali delle quattro regioni nigeriane: Ibadan (Nigeria occidentale), Kaduna (Nigeria del nord), Benin (Nigeria centro-occidentale) ed Enugu (Nigeria orientale). In un paese dalla superficie tre volte più grande della Polonia, abitato da cinquantasei milioni di abitanti, il putsch è stato effettuato da un esercito di appena ottomila soldati. (p. 91)
*Ancora oggi si ignora la sorte di [[Abubakar Tafawa Balewa|Balewa]]. Secono certuni sarebbe agli arresti in una caserma. Secondo altri sarebbe stato ucciso. (p. 92)
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