Differenze tra le versioni di "Lillo Gullo e Flora Graiff"

→‎Citazioni: inserimento immagine fotopastello "Pane di spada", opera di Flora Graiff
(→‎Epigrafe: Fix, ma giusto per rammentare - a tacere di molte altre irregolarità - che una voce con più autori può solo contenere citazioni sui due autori e - N. B. - citazioni scritte "a 4 mani" dai due autori, nel ns. caso di citaz. il cui testo sia scritto da L. Gullo e dalla Sig. Flora Graiff. Ogni altra cosa è nulla. Mi feci già lecito rappresentare questa esigenza del tutto evidente, del resto. La struttura di una voce,inoltre,segue un modello preciso. Non può essere personalizzata..)
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===Citazioni===
[[File:Pane_di _spada.jpg|thumb|Flora Graiff<br> fotopastello ''Pane di spada'']]
 
*''Nelle camere colme di nuvole | dove l'indovino sgomitola sogni | il labbro morde musi di nuvola.'' (''Morsi pindarici'', p. 18)
*''L’occhio ciclopico della pentola | non si lascia accecare | dalle zucchine della vivandiera.'' (''Occhio di pentola'', p. 30)
*''Già calce che cuoce | nel muro ancora ribolle | un fiato di vulcano.'' (''Fiato di vulcano'', p. 34)
*''Sguaina dalla tasca | la mano che fu una spada | e tra le dita lievita un pane.'' (''Pane di spada'',<br> p. 54)
*''Sulla soglia irrompe il dilemma: | sfidare la fucileria della strada | o sventolare un petalo per resa?'' (''Sulla soglia'', p. 58)
* La vocazione è domestica, in parziale urto con [[Pascal]] che riteneva l'uomo incapace di starsene tranquillo in una stanza. Senza distrazioni, filosofava il francese, l'uomo finisce presto con l'essere vinto dalla coscienza della fine. E chissà – proviamo a inforcare le sue lenti – chissà che non sia stata proprio la smania di divertissements, nell'[[Ottocento]], a spingere taluni pittori di [[Parigi]] ad uscire dall'atelier per rizzare il cavalletto en plein air, mettiamo ad Argenteuil, in mezzo ad un campo di papaveri scarlatti o su un battello ormeggiato nel bacino della Senna. E chissà – non abbiamo ancora riposto le lenti nell'astuccio – chissà che non sia stata la stessa smania, nel [[Novecento]], in [[America]], a catapultare sulla strada le menti più inquiete della Beat Generation. [...] Il poeta porta in dote la ruminazione di versi scarnificati che, tuttavia, non si negano lo sbaffo barocco di un germe d melodia, mentre l'artista fa dono del suo guardare in guisa di fotopastelli, ossia fotografie ritoccate con i pastelli, che rimemorano la grazia discreta delle pale d'altare che venerano i santi alloggiati nelle navate laterali delle basiliche cristiane. Figura e vocabolo, linguaggi affini e distinti, metafora del legame affettivo e inventivo che nella vita unisce i due autori. (da ''Poetica. Enigmi domestici'', p. 62)
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