Denis Mukwege: differenze tra le versioni

*Certo, le violenze sessuali non sono fenomeni visibili come le catastrofi naturali o i conflitti armati. Sono aggressioni che vengono perpetrate in segreto, in luoghi nascosti e spesso con il favore dell'oscurità. I testimoni sono rari e, quando ci sono, scompaiono o scelgono di non parlare. L'unica traccia che rimane è quella impressa sui corpi delle donne e, per ovvie ragioni, è negli ospedali che la realtà viene alla luce. (p. 23)
*Dopo lo [[stupro]] molte donne non riescono a trattenere le urine e le feci. Sporche e maleodoranti, faticano a compiere le loro attività quotidiane. Avere rapporti sessuali diventa impossibile. Spesso il loro apparato riproduttivo è talmente danneggiato da non permettere loro di avere figli. I mariti le rifiutano non tanto perché menomate, quanto piuttosto per il disonore di essere state toccate da un altro uomo. Il fatto che ciò sia avvenuto sotto costrizione non sembra importare. Ripudiate, si trovano di fronte a un solo destino: l'esclusione sociale. L'unica speranza è che qualche parente o conoscente le accompagni al nostro ospedale perché possano essere curate. (p. 34)
*Il fatto è che la nostra famiglia è di etnia ''[[Shi (popolo)|bashi]]'', un gruppo etnico stanziaostanziato nel Sud Kivu, dove la maggioranza della popolazione è cattolica. Tuttavia, l'etnia affonde le sue radici nella zona di Kaziba, dove da più di un secolo è insediata la missione protestante norvegese, che è riuscita ad affermare la propria tradizione religiosa. In altre parole, gli abitanti di Kaziba o quelli che ci vivono da più generazioni si distinguono agli altri ''bashi'', formando una specie di sottogruppo chiamato ''bazibaziba''. È una comunità molto coesa, dove regna un forte spirito di solidarietà, e la maggior parte dei matrimoni è contratta all'interno del gruppo. Sono rari i casi in cui un cattolico viene ammesso all'interno di una famiglia. (p. 50)
*I matrimoni interreligiosi dovrebbero diventare la norma, perché è la relazione con Dio a salvare l'uomo, non la religione. (p. 51)
*{{NDR|Sulla [[Rivolta dei Simba]]}} Il loro capo era il giovane politico [[Pierre Mulele]] che, come Kashamura, aveva ricoperto la carica di ministro nel governo di Lumumba. Per attrarre nuove leve nel suo esercito si serviva della superstizione e della stregoneria. Ogni nuovo soldato doveva compiere un rito d'iniziazione in cui veniva asperso con un'acqua benedetta composta da varie erbe. Quella pozione magica avrebbe dovuto neutralizzare le pallottole dei nemici: invece che colpirli, sarebbero cadute a terra come gocce di pioggia.<br>Molte delle reclute erano ragazzini sbandati. Il volto dipinto con caolino bianco e argilla rossa, il capo acconciato con foglie di banano, seminudi ed esaltati per l'effetto di droghe, si lanciavano all'attacco al grido di «Maji ya Mulele!» («L'acqua di Mulele!»), certi di essere invulnerabili. Gli stessi soldati dell'esercito regolare, spaventati dalla stregoneria di Mulele, ricoprivano i loro fucili con corone di foglie per proteggersi dal pericoloso effetto della pozione. (p. 55)
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