Differenze tra le versioni di "Luigi Pirandello"

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*Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso. (libro terzo, IX)
*Ma sa che una volta io ho veduto ridere un cavallo? Sissignore, mentre il cavallo camminava. Lei ora va a guardare il muso a un cavallo per vederlo ridere, e poi viene a dirmi che non l'ha visto ridere. Ma che muso! I cavalli non ridono mica col muso! Sa con che cosa ridono i cavalli, signor notaro? Con le natiche. Le assicuro che il cavallo camminando ride con le natiche, sí, alle volte, di certe cose che vede o che gli passano per il capo. Se lei vuol vederlo ridere il cavallo, gli guardi le natiche e si stia bene! (libro quarto, III)
*Nessuno dubita di quel che vede, e va ciascuno tra le cose, sicuro ch'esse appaiano agli altri quali sono per lui; figuriamoci poi se c'è chi pensa che ci siete anche voi [[Animale|bestie]] che guardate uomini e cose con codesti occhi silenziosi e chi sa come li vedete, e che ve ne pare. (libro quinto, III)
*Perché, quand'uno pensa d'uccidersi, s'immagina morto, non piú per sé, ma per gli altri? (libro quinto, IV)
*Quando si sia fatta l'abitudine di vivere in un certo modo, andare in qualche luogo insolito e nel silenzio avvertire come un sospetto che ci sia qualcosa di misterioso a noi, da cui, pur lí presente, il nostro spirito è condannato a restar lontano, è un'angoscia indefinita, perché si pensa che, se potessimo entrarci, forse la nostra vita si aprirebbe in chi sa quali sensazioni nuove, tanto da parerci di vivere in un altro mondo. (libro settimo, III)