Mike Tyson: differenze tra le versioni

498 byte aggiunti ,  3 anni fa
typos; ripristino un pezzo
mNessun oggetto della modifica
(typos; ripristino un pezzo)
*Voglio vivere la mia vita sobria. Non voglio morire. Sono sul punto di morire, perché sono un alcolista.<ref name=morendo></ref>
 
==da ''True -. La mia storia''==
 
* Quando ci sloggiavano da un palazzo abbandonato, passavamo al successivo. Era un trauma ogni volta, ma cos’altrocos'altro poteva fare? La cosa che più odio di me stesso l’hol'ho imparata da mia madre: non fermarsi davanti a niente. Mai.
*{{NDR|Parlando del carcere minorile}} Dopo quella prima volta, entrare e uscire da Spofford diventò una routine, come andare in villeggiatura. Durante uno dei miei soggiorni là ci radunarono tutti nell’auditorionell'auditorio e proiettarono Io sono il più grande, il film su [[Muhammad Ali]]. Finita la pellicola, scoppiammo in un applauso fragoroso, per restare subito dopo a bocca aperta: Alì in persona era salito sul palco. Era un gigante. Non aveva ancora detto una parola, e io avevo già deciso: volevo diventare come lui. Il suo discorso fu un’ispirazioneun'ispirazione.
*Un vero campione dovrebbe combattere il match della vita anche se gli hanno rapito il figlio o ammazzato la madre. Il suo distacco emotivo deve essere assoluto. Anche gli artisti sono così. Ho letto di musicisti strafatti, che riuscivano comunque a salire sul palco e offrire al pubblico uno spettacolo memorabile. Dietro le quinte non si reggevano in piedi, ma tenevano duro grazie alla loro disciplina e determinazione. A volte passavano direttamente dallo stadio all’ospedaleall'ospedale. Io volevo diventare come una di quelle star o di quei campioni.
*{{NDR|Su [[Cus D'Amato]]}} Pensavo di essere un privilegiato: anche gli altri pugili lavoravano per vincere il titolo, ma solo io avevo un genio come preparatore.
*Guardai il mio appartamento e vidi come mia madre aveva vissuto, nella povertà e nel caos; poi pensai a com’eracom'era morta. Quello cambiò la mia prospettiva sul modo in cui avevo intenzione di passare la vita. Magari sarebbe stata breve, ma avrei fatto di tutto perché fosse gloriosa.
*Mi stressava anche solo camminare per strada. Dei tizi mi avvicinavano e mi dicevano che avevano scommesso tutto su di me e che dovevo vincere, altrimenti avrebbero perso la casa e la moglie li avrebbe lasciati. Non volevo deluderli.
*In tutta onestà, non ero fatto per essere famoso. Ora che racconto queste storie, non riesco a credere di essere stato a quel tempo un mostro tanto ignorante e irriconoscente. Tutta quella fama ti fa sentire vuoto, se non sei in pace con te stesso.
*Prima di andare in Messico ce l’avevol'avevo con il mondo intero. Non avevo mai conosciuto nessuno che fosse più povero di quanto ero stato io. Non potevo immaginare che al mondo esistesse gente “così” povera. Fui sconvolto da quella verità e quasi mi arrabbiai con loro: ora non potevo più piangermi addosso. Il mio successo era nato soprattutto dalla vergogna che provavo a causa della mia povertà. Quella vergogna mi ha fatto soffrire più di qualsiasi altra cosa nella mia vita.
*Il mio incontro migliore è stato proprio quello contro [[w:James_Douglas_(pugile)|Douglas]], perché lì ho dimostrato che potevo prenderle da uomo e poi rimettermi in piedi.
*Rapper, poeta, attivista… be’be', [[Tupac Shakur|Tupac]] era tutto: Huey Newton, Mao Tse-tung e Karl Marx insieme. Io sono in grado di citare Marx e Hegel, ma lui conosceva tutte le teorie rivoluzionarie, poteva discuterne per ore. Se parlavi con lui e arrivavi a conoscerlo bene, ti rendevi conto che non era un teppista, ma uno a cui piaceva istruire il prossimo.
*Quando combatti contro un americano e lo metti ko, inevitabilmente la volta successiva lo vedi esitare sul ring. Ma se hai a che fare con un messicano, anche se la prima volta l’hail'hai messo giù, la volta successiva combatterà come se fosse stato lui a stenderti. Non si lasciano intimidire, tornano sul quadrato con sfrontatezza e ci danno dentro.
*Proprio allora [[w:Evander_Holyfield|Holyfield]] mi diede un’altraun'altra testata. Mi piombò addosso un senso di spossatezza, come se stessi per avere un blackout; furono la rabbia e l’adrenalinal'adrenalina che mi scorrevano in corpo a darmi la scossa. Volevo ucciderlo. Era evidente che i colpi di testa erano intenzionali. E io mi trasformai in un soldato indisciplinato e persi ogni autocontrollo. Fu allora che gli diedi un morso all’orecchioall'orecchio.
*Ero un casino vivente.
*Più ci riflettevo più mi piaceva l’ideal'idea di farmi fare sul volto un tatuaggio che veniva usato dai guerrieri per spaventare i loro avversari. È per questo che lo scelsi.
*L’esperienzaL'esperienza più spaventosa della mia vita era stata vincere il titolo mondiale senza Cus al mio fianco. Di colpo ero ricco sfondato, ma completamente smarrito. E a quel punto erano arrivati gli avvoltoi e le sanguisughe.
*Sapevo che la Russia non era adatta a me. Là, la parola “equilibrio” non fa parte del vocabolario. È tutto smodato, niente vie di mezzo. Per questo mi trovavo tanto bene. Era un paese perfetto per i miei demoni. Ci stavo da dio. Potevo fare qualunque cosa impunemente.
*{{NDR|Sulla morte della figlia Exodus}}Di tutte le tragedie della mia vita, la morte di Exodus è l’unical'unica alla quale non riesca a trovare un senso. Non c’èc'è nessuno con cui prendersela, posso solo rassegnarmi e accollarmi la sofferenza. Ormai sono passati quattro anni, e ancora non so se riuscirò a sopravvivere alla sua perdita. Se fossi stato presente, sarebbe andata diversamente? Me lo chiedo spesso.
*Per adempiere al precetto dell’hajjdell'hajj, devi camminare intorno alla pietra sette volte e baciarla, ammesso di arrivarci. Moltissimi musulmani vanno alla Mecca da una vita, senza mai riuscire ad avvicinarsi abbastanza da baciarla. Io lo feci quattro volte in trenta minuti. Per permettermelo fecero aprire la folla come il Mar Rosso davanti a Mosè. Spinsero da parte i devoti più pii affinché io potessi appoggiare la mia lurida bocca di cocainomane sulla pietra. Mi sentii uno schifo.
*Molti sostengono che la boxe è morta, ma a me l’annunciol'annuncio sembra prematuro. Tornerà alla ribalta, ve lo dico io. Nella sua forma moderna esiste da quasi duecento anni, non morirà tanto facilmente. Basta aspettare l’avventol'avvento di un nuovo peso massimo davvero grande. Sarà uno spettacolo di cui nessuno si stancherà più.
*La carne non mi mancava affatto. Sgarrai un'unica volta, mangiando un boccone minuscolo di bistecca, e stetti talmente male da vomitare. Ormai era diventata veleno per il mio organismo. La quantità abnorme di carne che mangiavo un tempo non faceva che alimentare la mia aggressività, e i latticini mi gonfiavano come un pallone. Ora avevo sostituito l'una e gli altri con i legumi, e Kiki mi preparava frullati di frutta e verdura squisiti. Adottato con rigore, il [[veganismo]] mi guarì da ogni disturbo: pressione alta, artrite e iperglicemia svanirono come d'incanto. <!--([https://books.google.it/books?id=CVAFAgAAQBAJ&pg=PT498 p. 498])-->
*Non accadrà mai più che i programmi sportivi annuncino un nuovo contratto multimiliardario per Mike Tyson. Quei giorni sono finiti per sempre. Ma posso ancora continuare a intrattenere le persone. Non ci guadagnerò molto, ma mi piace comunque. E se fai ciò che ami, capitano sempre cose belle.
*Per gran parte della mia carriera mi sono sentito come un mostro da circo, e in seguito come un mostro e basta.
*Se nasci povero, provi l’impulsol'impulso di accumulare il più possibile quando ne hai l’occasionel'occasione. Ma con l’etàl'età, ti rendi conto che la vita non è fatta di ciò che ottieni, ma di ciò che perdi.
*Ho avuto una vita straordinaria, in tutto: nel bene, nel male, nel brutto, nel mediocre, nell’orrendonell'orrendo.
*Sono esistiti uomini più ricchi, o più famosi, ma nessuno aveva la mia arroganza.
*È evidente che l’odiol'odio che nutro nei confronti di me stesso sia patologico. Ho fatto cose terribili. In base alla morale dei testi sacri che ho letto – la Torah, il Corano, il Nuovo Testamento, la Bhagavadgita, tutti quanti – finirò dritto all’infernoall'inferno. D’altrondeD'altronde, ci sono nato.
*Non volevo diventare Iron Mike. Lo odiavo, quel tizio. Ho dovuto adeguarmi, per sopravvivere, ma è stato un errore.
 
==Bibliografia==
*[[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992. ISBN 88-8598-826-2
*Mike Tyson, ''[https://books.google.it/books?id=CVAFAgAAQBAJ&pg=PT0 True. La mia storia]'', traduzione di Studio Editoriale Littera, Edizioni Piemme, Milano, 2013, p. 498 (ed. ebook). ISBN 9788858510070
 
==Film==