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*La prima guerra sudanese durò dieci anni, fino al 1972. Poi, per i dieci anni successivi, si instaurò una fragile pace provvisoria. Quando, nel 1983, il governo islamico di Khartoum tentò di imporre la legge islamica (''sharia'') a tutto il paese, cominciò la nuova e più terribile fase di questa guerra ancora in atto. Si tratta del conflitto più grande e più lungo della storia dell'Africa e, probabilmente, in questo momento anche del mondo intero; ma svolgendosi in una sperduta provincia del nostro pianeta e non minacciando direttamente né Europa né America, non suscita alcun interesse. Per giunta, a causa delle difficoltà di comunicazione e delle drastiche restrizioni di Khartoum, i teatri di questa guerra, i suoi vasti e tragici campi di morte sono praticamente irraggiungibili dai media e la maggior parte del mondo ignora completamente che in Sudan sia in atto un conflitto di proporzioni gigantesche. (p. 171)
*Non so come sia cominciata questa guerra. È passato tanto di quel tempo! Una mucca rubata ai dinka dai soldati dell'esercito governativo, che poi i dinka si sono ripresi, provocando una sparatoria e dei morti? Più o meno le cose saranno andate così. Naturalmente la mucca non era che un pretesto: i signori arabi di Khartoum non potevano tollerare che pastori del sud godessero dei loro stessi diritti. La gente del sud non voleva che il Sudan indipendente fosse governato dai figli dei mercanti di schiavi. Il sud voleva la secessione, uno stato proprio. Il nord decise di distruggere i ribelli. Comciarono i massacri. Si dice che finora la guerra abbia causato un milione e mezzo di vittime. (p. 173)
*{{NDR|Sulla [[Guerra civile in Etiopia]]}} Con l'aiuto di Mosca, [[Menghistu Hailè Mariàm|Menghistu]] costruì il più potente esercito africano a sud del Sahara. Contava quattrocentomila soldati, possedeva razzi e armi chimiche. Contro di loro combattevano i partigiani dei monti settentrionali (Eritrea, Tigré) e del sud (Oromo) che, appunto nell'estate del '91, respinsero gli eserciti governativi fino ad Addis Abeba. Questi partigiani erano ragazzi scalzi, spesso bambini, laceri, affamati e male armati. Al loro arrivo gli europei cominciarono ad abbandonare la capitale, prevedendo una spaventosa carneficina. Accadde invece qualcosa di completamente diverso, qualcosa che potrebbe fornire la trama di un film insolito, intitolato ''Il crollo del grande esercito''. Alla notizia che il suo capo si era dato alla fuga, quel potente esercito armato fino ai denti si sfaldò nel giro di poche ore. (pp. 192-193)
*[[Menghistu Hailè Mariàm|Menghistu]] lavorava giorno e notte. I beni materiali non gli interessavano, voleva solo il potere assoluto. Gli bastava regnare. (p. 193)
*L'Etiopia è un paese dalla superficie pari a quelle di Francia, Germania e Polonia messe insieme. In Etiopia abitano più di sessanta milioni di persone, che tra qualche anno saranno più di sessanta milioni, tra qualche decina più di ottanta ecc. ecc.</br>Forse, allora, qualcuno aprirà una libreria? Almeno una? (p. 195)
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