Differenze tra le versioni di "Mario Missiroli"

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*Un'illusione democratica è che il [[femminismo]] rappresenti l'estremo sviluppo logico dei {{sic|principii}} liberali, la più ardita esperienza rivolta al progresso ed all'emancipazione universale. Nulla di più falso. Il femminismo può sembrare un'audace novità solo alle dattilografe, le quali, per aver letto un volume di Ellen Key<ref>Ellen Key (1849–1926), scrittrice svedese.</ref>, s'illudono d'aver toccato la vita al fondo dei più amari e ardui problemi. Il femminismo è un motivo eterno, un momento necessario nell'evoluzione dello spirito. Quando lo Stato, che è creazione maschile, discende verso la sconfitta e la rovina, ecco apparire il femminismo e comparire insieme con la peste. (134, p. 211)
*Il [[materialismo storico]] non ha nulla a che fare col materialismo filosofico (tanto è vero che che il Lange<ref>Friedrich-Albert Lange (1828– 1875), filosofo, sociologo e giornalista tedesco.</ref> non ne parla nemmeno nella sua celebre Storia del materialismo), e non ha affatto la pretesa di spiegare, mediante motivi economici o materialistici, i sentimenti in genere e la psicologia individuale in ispecie. Il materialismo storico è una concezione, che pone, alla base della storia e della vita sociale, i rapporti di produzione e l'antagonismo delle classi. Secondo questa dottrina le ideologie collettive o di classe sono in diretta dipendenza dell'economia e dei processi di produzione, ma non i sentimenti individuali. Il materialismo storico non esclude l'eroismo. Avviso ai socialisti! (156, pp. 236-237)
*{{NDR|[[Antonio Graziadei]]}} Più che nell'invidia e nell'ambizione, gli ondeggiamenti del deputato di Imola vanno ricercati in quello spirito critico, sarcastico e beffardo, che è proprio dei romagnoli. Ad un temperamento corrosivo egli unisce una tal quale capacità di intendere obiettivamente i punti di vista più opposti, le tesi più disparate. E poiché intendere è, quasi sempre, sinonimo di amare, l'on. Graziadei si trova spesso nella penosa situazione di chi deve amare le idee più contraddittorie. Di qui il virtuosismo dialettico di questo annoiato don Giovanni delle idee, innocente guardiano di ''harem'' disabitati. (160, pp. 240-241)
*L'assunzione al Senato di [[Alberto Bergamini]] è un omaggio reso al giornalismo, al lavoro, all'ingegno, alla probità. Non v'è giornalista, che non debba esserne lieto. Se c'è un uomo, il quale possa vantarsi di essere figlio delle proprie opere, di dovere unicamente a sé stesso, questi è Alberto Bergamini, il demoniaco direttore del ''Giornale d'Italia''. È nato a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. Età: è di quelli che non invecchiano mai. (163, pp. 243-244)
 
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