Differenze tra le versioni di "Mario Missiroli"

(→‎Opinioni: nota Ellen Key)
*I grandi spiriti, che abbandonarono la fede, da [[Ernest Renan|Renan]] a [[Alfred Loisy|Loisy]], confessarono, senza rossore, il loro disagio, e rimpiansero sempre il passato, riguardando la loro deviazione come una mutilazione e una sventura. Una profonda amarezza, che nessun applauso può dissipare, è nelle loro pagine, nelle loro parole. Sono sempre sul limitare della confessione. In ogni apostata c'è un'anima che implora in segreto la grazia divina. (106, p. 166)
*L'[[ateismo]] non è quasi sempre la falsa risonanza di una fede? (106, p. 166)
*Un'illusione democratica è che il [[femminismo]] rappresenti l'estremo sviluppo logico dei {{sic|principii}} liberali, la più ardita esperienza rivolta al progresso ed all'emancipazione universale. Nulla di più falso. Il femminismo può sembrare un'audace novità solo alle dattilografe, le quali, per aver letto un volume di Ellen Key<ref>Ellen Key (1849–1926), scrittrice svedese.</ref>, s'illudono d'aver toccato la vita al fondo dei più amari e ardui problemi. Il femminismo è un motivo eterno, un momento necessario nell'evoluzione dello spirito. Quando lo Stato, che è creazione maschile, discende verso la sconfitta e la rovina, ecco apparire il femminismo e comparire insieme con la peste. (134, p. 211)
*L'assunzione al Senato di [[Alberto Bergamini]] è un omaggio reso al giornalismo, al lavoro, all'ingegno, alla probità. Non v'è giornalista, che non debba esserne lieto. Se c'è un uomo, il quale possa vantarsi di essere figlio delle proprie opere, di dovere unicamente a sé stesso, questi è Alberto Bergamini, il demoniaco direttore del ''Giornale d'Italia''. È nato a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. Età: è di quelli che non invecchiano mai. (163, pp. 243-244)
 
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