Differenze tra le versioni di "Max Brooks"

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*Mi ero ormai reso conto che i morti viventi erano sorprendentemente privi di odori. Sì, c'era quel sottile accenno di decomposizione, più forte se il corpo si era trasformato da parecchio, o se la carne masticata si era spinta oltre le budella raccogliendosi in un cumulo marcescente negli indumenti intimi. Nelle altre circostanze, però, i morti viventi emanavano quello che io definisco "puzzo inodore". Non avevano nemmeno i batteri nello stomaco o in bocca che, negli umani, sono responabili dell'alito cattivo. (Tomonaga Ijiro, p. 207)
*Prima della guerra vivevamo in una condizione di semi-isolamento, peggio che al culmine della guerra fredda. Almeno ai tempi di mio padre potevi contare sull'appoggio economico dell'Unione Sovietica e dei suoi pupazzi del ComEcon, per quel che valeva. Dalla caduta del blocco comunista, però, la nostra diventò un'esistenza di privazione costante. Cibo razionato, carburante razionato... il paragone più azzeccato che mi viene in mente è con la Gran Bretagna dei bombardamenti aerei; anche noi, come quell'isola assediata, vivevamo sotto la nuvola scura di un nemico onnipresente.<br>L'embargo degli Stati Uniti, sebbene non più serrato come durante la guerra fredda, mirava comunque a sopprimere la nostra economia punendo qualsiasi nazione che provava a stabilire con noi un rapporto di scambio libero e aperto. Tra tutti i successi che ottenne la strategia americana, il suo trionfo più eclatante fu che [[Fidel Castro|Fidel]] poté usare la scusa dell'oppressore per restare al potere. «Guardate quanto è dura la vostra vita», ci diceva. «È colpa dell'embargo, è colpa degli yankee, e senza di me starebbero imperversando sulle nostre spiagge in questo stesso momento!». Era un genio, il figlio prediletto di Macchiavelli. Sapeva che non l'avremmo mai deposto finché il nemico era alle porte. E così sopportammo le difficoltà e l'oppressione, le lunghe code e le voci zittite. Era questa la Cuba dove ero cresciuto, e non avrei mai potuto immaginarla diversa. Poi i morti cominciarono a risorgere. (Seryosha Garcia Alvarez, p. 209)
*Guardi quello che successe in Islanda, un paradiso prebellico, così sicura e remota che non sentiva neppure il bisogno di avere un esercito permanente. Cosa avrebbero potuto fare in Islanda dopo la ritirata dell'esercito americano? Come potevano fermare il torrente di profughi dall'Europa e dall'ovest della Russia? Non è difficile capire come quell'idiliaco paradiso glaciale si sia trasformato in un calderone di sangue ghiacciato, e perché sia ancora oggi la zona bianca più infestata del pianeta! (Seryosha Garcia Alvarez, p. 210)
*Sì, l'[[Unione Sovietica]] era arretrata e inefficiente, e sì, la nostra economia crollò dalle cima di montagne di armi. Ma quando la madrepatria ne ebbe bisogno, queste montagne salvarono i suoi figli. (Sergei Ryzhkov, p. 265)
*La guerra ci ha riportati alle nostre radici, ci ha fatto ricordare che cosa significa essere russi. Siamo di nuovo forti, di nuovo temuti, e per un russo questo significa una sola cosa: finalmente siamo di nuovo al sicuro! (Maria Zhuganova, p. 297)
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