Differenze tra le versioni di "Pavel Pavlovič Muratov"

 
==Citazioni di Pavel Muratov==
*Forse non sono affatto da ricercarsi nella luce dei musei le fonti di un autentico entusiasmo per gli antichi. Chi si risolverà a sostenere che ha realmente sentito la Grecia tra le quattro mura del "deposito londinese" e ha serbato nell'anima la sua immagine, uscendo sullo Strand eternamente umido o addentrandosi nei boschi nebbiosi, romantici, nordicamente sognanti di Hyde Park? Il genio del luogo a [[Londra]] è nettamente estraneo al genio del luogo in cui hanno visto la luce per la prima volta i marmi del Partenone e della Demetra di Cnido. Non è forse più vicino all'aria che ha alimentato l'invisibile vita di queste creature del mondo antico, quell’aria che ciascuno di noi respira nell'ampio cortile del Romano Museo delle Terme, anche se non vi si trovano oggetti di così grande qualità [...] Il visitatore che qui osserva i rilievi antichi può sentire a volte il cadere di una pera matura o il battere alla finestra di un albero di fico dalle foglie digitate mosse dal vento. Presso i vecchi cipressi, in mezzo al cortile, zampilla una fontana, l'edera avvolge le bianche pile sacrificali. Vi si trovano anche, in gran quantità, frammenti e sarcofaghi inondati di sole, che rende il loro travertino azzurro e trasparente, il loro marmo caldo e vivo. Per la meravigliosa vitalità di queste cose si può cedere la perfezione di un capolavoro conservato con cura in una sorda stanza.<br>I petali di una rosa sfiorita rimasti sulle pieghe dell'abito di una donna, scolpita non si sa quando e da chi, la abbelliscono molto di più di qualsiasi lode dei conoscitori e di tutte le dispute degli studiosi. In questi petali, in queste ombre di foglie e di rami che scivolano sul marmo, nelle lucertole che vanno su e giù per i frammenti, c'è una specie di legame fra il mondo antico e il nostro, che da solo permette al cuore di riconoscerlo e di credere alla sua vita.<ref>Citato in [[Pavel Florenskij]], ''La prospettiva rovesciata e altri scritti'', a cura di N. Misler, Gangemi Editore, Roma, pp. 57-67; in ''Il rito ortodosso come sintesi delle arti, di Pavel Florenskij'', [http://www.gliscritti.it/blog/entry/689#ftnanc2 Gli scritti. Centro Culturale]</ref>
*Possiamo solo sognare che un giorno tutti i rilievi e le statue che sono state trovate nel Foro e sul Palatino vi saranno riportate dai musei di [[Roma]] e [[Napoli]]. Un giorno capiremo che, per un oggetto antico, una morte onorevole per mano del tempo e della natura è meglio di un sonno letargico in un museo.
:''We can only dream that some day all the reliefs and statues that have been found in the Forum and on the Palatine will be returned here from the museums of Rome and Naples. Some day we will understand that, for an ancient object, an honourable dying at the hands of time and nature is better than lethargic slumber in a museum.''<ref>Citato in [[Pavel Florenskij]], ''Beyond Vision, {{small|Essays on the Perception of Art}}'', compiled and edited by Nicoletta Misler, translated by Wendy Salmond, Reaktion Books, Londra, [https://books.google.it/books?id=pZXxAQAAQBAJ&lpg=PT115&dq=&pg=PT115#v=onepage&q&f=false p. 115]</ref>
*Questa felicità non ha ancora del tutto abbandonato [[Napoli]]. Le abbaglianti strade bianche conducono a [[Posillipo]], e la veduta che si apre sulle forme vulcaniche del capo Miseno e dei [[Campi Flegrei]] si fondono col sapore della polvere sottile e dell'umidità amaro-salata del vento del mare.<ref>In [[Ettore Lo Gatto]] (a cura di), ''Correnti e tendenze nella letteratura russa dalle origini ad oggi''; citato in Salvatore M. Ruggiero, ''Storie da Posillipo'', [https://books.google.it/books?id=7hytDgAAQBAJ&lpg=PA13&dq=&pg=PA13#v=onepage&q&f=false p. 13]</ref>
*Solo i limoneti e la macchia sempreverde qui parlano dell’Italia. Per il resto il paesaggio di [[Ravello]] somiglia poco alla terra dove per secoli sono passate intere serie di civiltà. La stessa esistenza di questa antichissima città a tale altitudine appare incomprensibile, quasi incredibile. «Chi potrebbe credere che fra rupi inaccessibili sorge una città ricca di nobili stirpi e famosa per i suoi edifici?» Qualsiasi viaggiatore contemporaneo che visiti queste rovine, uniche nel loro genere, può ripetere questa esclamazione di un annalista medievale.<ref>Da ''Obrazy Italii [Immagini d’Italia]'',