Differenze tra le versioni di "Henry David Thoreau"

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*Dobbiamo imparare a [[risveglio|risvegliarci]] e a mantenerci desti, non con aiuti meccanici ma con una infinita speranza nell'[[alba]], che non ci abbandona neppure nel sonno più profondo. Non conosco nulla di più incoraggiante dell'incontestabile capacità dell'uomo di elevare la sua vita con uno sforzo cosciente. È bello sapere dipingere un certo quadro, o scolpire una statua e così rendere belli alcuni oggetti; ma è molto più degno di gloria scolpire e dipingere l'atmosfera stessa e il mezzo con il quale guardiamo, cosa che possiamo fare moralmente. L'arte più degna è influire sulle qualità del giorno. (cap. II, 1995, p. 93)
[[Immagine:Thoreaus quote near his cabin site, Walden Pond.jpg|thumb|upright=1.4|Citazione di Thoreau tratta da ''Walden'', riportata in lingua originale su un cartello]]
 
*Andai nei [[bosco|boschi]] perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici [...].<ref>Passo citato ne ''[[L'attimo fuggente]]'': «Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, [...] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto».</ref> (cap. II, 1988, pp. 152 sg.)
*[[Semplicità]], semplicità semplicità! Dico, che i vostri affari siano due o tre e non cento o mille; invece d'un milione contate mezza dozzina, e tenete i vostri conti sull'unghia del pollice! (cap. II, 1995, p. 94)
*Trascorriamo un giorno tanto deliberatamente quanto la Natura (cap. II).
:''Let us spend one day as deliberately as Nature.''
*Come la [[Confederazione germanica|Confederazione Tedesca]], la nostra vita è composta da staterelli, con i confini sempre fluttuanti, cosicché neppure un tedesco potrebbe dirvi in qualunque momento quali essi siano. (cap. II, 1995, p. 94)
*Colonizziamo noi stessi, lavoriamo e muoviamoci con i piedi ben giù, nel fango e nella mota delle opinioni, dei pregiudizi, delle tradizioni, degli inganni e delle apparenze […] finché non arriveremo a un fondo solido e alla viva roccia, che potremo chiamare ''realtà'', e di cui potremo dire: «Questo esiste senza possibilità di errore» e poi, avendo un ''point d'appui'', sotto l'inondazione, il gelo e il fuoco, cominciamo a preparare un luogo dove si possa piantare con sicurezza un muro, o uno Stato, o un palo da lampione, o magari un idrometro […] affinché i secoli futuri possano sapere come, a poco a poco, un'inondazione di falsità e apparenze si fosse formata nei secoli trascorsi. […] Morte o vita che sia, desideriamo soltanto la realtà. (cap. II, 1988, p. 160)
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