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*Infatti una mente [[ottusità|ottusa]] è sempre accompagnata da impressioni grossolane e da una certa mancanza d'irritabilità. (p. 15)
*Ah! se la qualità della società potesse esser surrogata dalla quantità, varrebbe la pena di vivere pur anche nel gran mondo; ma, pur troppo, cento pazzi messi in mucchio non fanno un uomo ragionevole. (p. 16)
*L'uomo volgare non si preoccupa che di ''passare il [[tempo]]'', l'uomo di talento che d'''impiegarlo''. (p. 17)
*Ciò che un individuo può essere per un altro è molto strettamente limitato; ciascuno finisce col restar solo, [...]. (p. 18)
*La mancanza di beni a cui un uomo non ha mai sognato d'aspirare, non può affatto privarlo di qualche cosa; [...]. (p. 25)
*Il solo [[denaro|danaro]] è il bene assoluto, perché esso non provvede unicamente ''ad un solo bisogno «in concreto,»'' ma ''al bisogno'' in generale ''«in abstracto.»'' (p. 26)
*In tutto ciò che facciamo, come in tutto ciò che ci asteniamo di fare, noi prendiamo in considerazione l'opinione altrui quasi prima d'ogni altra cosa, e si è da una tal cura che in seguito ad un esame profondo vedremo nascere la metà circa dei tormenti e delle [[angoscia|angoscie]] che abbiamo provato. (p. 31)
*Intanto l'orgoglio a più buon mercato è l'orgoglio [[nazionalismo|nazionale]]. Esso tradisce presso chi ne è tocco l'assenza di ogni qualità ''individuale'' di cui potesse andar fiero, perocché, se così non fosse, questi non sarebbe ricorso ad una qualità che divide con tanti milioni d'individui. (p. 33)
*Le decorazioni sono cambiali tirate sull'opinione pubblica; il loro valore si basa sul credito del traente. (p. 34)
*L'[[onore]] è la [[coscienza]] esterna, e la coscienza l'onore interno. (p. 34)
*Il [[maschio e femmina|sesso femminile]] invoca e si aspetta dal sesso mascolino assolutamente tutto; tutto ciò che desidera e tutto ciò che gli è necessario; il [[maschio e femmina|sesso mascolino]] non domanda all'altro, prima di tutto e direttamente, che un'unica cosa. (p. 37)
*D'ordinario la [[gloria]] è tanto più tardiva quanto più sarà durevole, perocché tutto ciò che è squisito matura adagio. (p. 45)
*L'uomo più [[felicità|felice]] è dunque colui che conduce un'esistenza senza dolori troppo forti sia nel morale, sia nel fisico, e non colui che ebbe per sua parte le gioie più vive ed i piaceri più grandi. (p. 61)
*Il pazzo corre dietro ai piaceri della vita e non trova che disinganni; il saggio evita i mali. (p. 62)
*[...] per non diventare [[felicità e infelicità|infelicissimi]], il mezzo più certo si è di non domandare d'esser felicissimo. (p. 63)
*Quando si volesse valutare la condizione di un uomo dal punto di vista della sua felicità, bisognerebbe prender notizie non su ciò che lo diverte, ma su ciò che lo attrista, [...]. (p. 64)
*Tenere le pretese il più basso possibile in proporzione colle proprie risorse d'ogni specie, ecco la via più sicura per evitare grandi guai. (p. 64)