Differenze tra le versioni di "Indro Montanelli e Mario Cervi"

→‎Citazioni: regime fascista e Azione Cattolica
(→‎Citazioni: regime fascista e Azione Cattolica)
*La Francia era angosciata dai sintomi di un riavvicinamento italo-tedesco, che era ancora psicologico, più che politico, ma che si delineava. Non che Hitler avesse preso risolutamente parte per l'Italia, nella guerra etiopica. Anzi, fino alla vigilia del 3 ottobre 1935, aveva rifornito di armi il Negus: e si capisce perché. Quanto più la campagna durava, tanto i rapporti tra Mussolini e le potenze occidentali si deterioravano. Nello stesso tempo diminuiva la capacità italiana, militare e politica, di reagire a un eventuale nuovo colpo tedesco sull'Austria, e aumentava la propensione italiana ad appoggiarsi al dittatore tedesco.
*Mai egli trascorse una notte con [[Claretta Petacci|Claretta]] a Palazzo Venezia. S'incontravano, tra molti e quasi comici sotterfugi anche a Riccione, quand'egli vi si recava con la famiglia e i Petacci si trasferivano per l'occasione in un albergo di Rimini o al Terminillo, durante qualche vacanza. Forse in qualche momento la Petacci ebbe l'ambizione essere l'ispiratrice o la consigliera politica, oltre che l'amante di Mussolini. Non vi riuscì mai, o dovette limitarsi ai queruli ammonimenti sulla pochezza e sull'infido comportamento dei suoi collaboratori (come Rachele, del resto). Cosi, nel 1936, Mussolini aveva tutto ciò che uno statista «cesareo» potesse sognare: l'onnipotenza, una popolarità quasi senza ombre, l'Impero, la sua favorita. E non mancavano che nove anni a piazzale Loreto.
*Il nodo vero {{NDR|tra regime fascista e Santa Sede}} restava l'Azione cattolica, alla quale il Papa rivendicava il diritto di «portarsi anche sul terreno operaio, lavorativo, sociale». Troppo per Mussolini, risoluto a relegare sempre più l'organizzazione nello stretto campo dello «spirituale» e a impedire che certi suoi uomini dimostrassero eccessivo mordente. Si asserì che a metà maggio esponenti della Azione cattolica avevano tenuto riunioni per discutere progetti ostili al Regime. Il 29 maggio 1931 Mussolini ruppe gli indugi e ordinò ai Prefetti di sciogliere «le associazioni giovanili di qualsiasi natura e grado di età che non facciano direttamente capo alle organizzazioni del Partito Nazionale Fascista o dell'Opera Nazionale Balilla». La Gioventù cattolica e ogni altra branca giovanile della Azione cattolica subirono così la sorte degli Esploratori cattolici. Le loro sedi furono chiuse, il materiale che vi si trovava sequestrato. (Capitolo quarto, La Conciliazione, p. 79)
*[...] fin dai primi passi {{NDR|Galeazzo}} [[Galeazzo Ciano|Ciano]] gerarca si rivelò per quello che era: intelligente ma superficiale, velleitario più che virile, fatuo più che brillante, smanioso di imitare Mussolini – anche nella ostentata rinuncia a ogni principio di moralità internazionale – ma privo della testa, della grinta, dell'intuito di lui. Si atteggiava a rude, e riusciva ad essere soltanto goffo. Bel ragazzo, un po' del genere tango, aveva però, nel modo di muoversi, alcunché di inguaribilmente molle. «Camminava – ha scritto Renzo Trionfera – divaricando i piedi come, per deformazione professionale, capita ai vecchi camerieri di trattoria.» Le male lingue gli lanceranno, quando firmerà il patto con la Germania {{NDR|Patto d'Acciaio}}, una battuta al cianuro: «piede-piatto d'acciaio». (Capitolo sesto. Il decennaleDecennale, p. 118)
 
====[[Explicit]]====
24 480

contributi