Differenze tra le versioni di "Giampiero Galeazzi"

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*La rivista ufficiale della Rai, il Radiocorriere, mi definì il "giornalista giullare".
*Mio padre è stato campione di canottaggio. Vinse gli europei nel 1932, nel due senza. Poi continuò facendo l'allenatore alla Tevere Remo e poi alla Canottieri Roma. Per cercare di curare un braccio che mi era rimasto bloccato dopo un incidente mi fece fare canoa. E così divenni un fiumarolo. Stavo sempre in riva al Tevere. Ho imparato anche a nuotare, nel Tevere.
 
{{Int|''[https://www.gazzetta.it/fuorigioco/13-01-2019/fuorigioco-galeazzi-ehi-non-sono-morto-bisteccone-piu-vivo-che-mai-320307458262.shtml Fuorigioco, Galeazzi: "Ehi non sono morto! Bisteccone è più vivo che mai"]''|Articolo di Roberto Pelucchi pubblicato su ''gazzetta.it'', 14 gennaio 2019}}
*Ho unito due tipologie diverse di pubblico: sono stato [[Pippo Baudo]] e [[Sandro Ciotti]] messi assieme, una bomba atomica.
*Era il 1970, un giorno dovevo andare a giocare un doppio di tennis con [[Renato Venturini]], che lavorava alla radio. Andai a prenderlo nella sede di via del Babuino e mi presentò ai colleghi dello sport. Ero alto e massiccio, così Gilberto Evangelisti se ne uscì con la frase: "Renà, ma chi è 'sto Bisteccone?".
*Per un altro colpo di fortuna feci la mia prima radiocronaca di canottaggio {{NDR|alle olimpiadi di Monaco del 1972}}. Mirko Petternella era stato trattenuto al palazzetto per la scherma e così debuttai io. Con questa frase: "Qui c'è molto vento, le bandiere sembrano di legno". Pensi che cazzata... Dallo studio Roberto Bortoluzzi disse: "Sì Galeazzi, vai avanti". Avrà pensato: se questo è l'inizio, annamo bene... Invece me la cavai".
*[[Nicola Pietrangeli|Nicola]] mi ha insegnato il tennis, [[Adriano Panatta|Adriano]] mi ha laureato, mi ha fatto capire lo spirito di questo sport. La Coppa Davis era il top, adesso l'hanno riformata e snaturata, togliendole tutto il suo fascino.
*Io nasco e muoio telecronista. Non ero estroso come il grande [[Beppe Viola]], però conoscevo lo sport e le sue dinamiche. Con i calciatori c'era una libertà diversa rispetto ad ora. Io ho inventato le interviste prepartita, alla discesa dai pullman, e appena finita la gara prendevo i giocatori sotto braccio e li confessavo a bordo campo, prima di tutti.
*[[Pierluigi Pardo]] ha fatto il mio stesso percorso sul piano della simpatia, poi è romano, un gaudente. [[Sandro Piccinini]] mi piaceva, ora mi sembra troppo fabbricato. [[Fabio Caressa]] sembra che a volte veda altre partite, però non dimentico che [[Campionato mondiale di calcio 2006|nel 2006 in Germania]] fu l'unico a stingermi la mano dicendo: "Grazie Gian Piero, lei è stato quello che ha aperto una nuova strada nella telecronaca sportiva".
*Sandro Petrucci, collega del Tg1, diceva che avevo tre anime: quella popolare degli stadi di calcio, quella aristocratica del tennis e quella romantica del canottaggio.
 
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