Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

*[[David Irving]] non è solo uno storico fascista, ma anche un grande storico del [[Fascismo]].
:''David Irving is not just a Fascist historian. He is also a great historian of Fascism.''<ref>Da ''[http://www.fpp.co.uk/StMartinsPress/Hitchens0696.html Hitler's Ghost»]'', ''Vanity Fair'', giugno 1996.</ref>
*Dimenticate tutte quelle sciocchezze che avrete probabilmente sentito sul fatto che il [[Kosovo]] sia «la [[Gerusalemme]]» della [[Serbia]]. Potrebbe anche contenere dei bei siti culturali antichi serbi e serbi ortodossi, ma si tratta molto più di una Cisgiordania o di una Gaza di Serbia, con una popolazione oppressa, segregata e assoggettata che per generazioni fu trattata nella sua stessa terra natale come se fosse composta di rifiuti umani . Nessuno che abbia passato un po' di tempo nel territorio, come feci io durante e dopo lo sfratto delle milizie serbe, può credere per un solo istante che i kosovari si sottometterebbero di nuovo sotto il dominio di Belgrado. È finita.
:''Forget all the nonsense that you may have heard about Kosovo being "the Jerusalem" of Serbia. It may contain some beautiful and ancient Serbian and Serbian Orthodox cultural sites, but it is much more like Serbia's West Bank or Gaza, with a sweltering, penned-up, subject population who were for generations treated as if they were human refuse in the land of their own birth. Nobody who has spent any time in the territory, as I did during and after the eviction of the Serb militias, can believe for a single second that any Kosovar would ever again submit to rule from Belgrade. It's over.''<ref>{{en}} Da ''[http://www.slate.com/articles/news_and_politics/fighting_words/2008/02/the_serbs_selfinflicted_wounds.html The Serbs' Self-Inflicted Wounds: With Kosovo independent, Yugoslavia is finally dead]'', ''Slate.com'', 22 febbraio 2008.</ref>
*È vero che il tracollo dell'avventura americana in Indocina condannata al fallimento, fu seguito da una repressione e una rappresaglia massicce, specialmente in Cambogia, e dall'esilio di un numero enorme di capaci vietnamiti. Ma anche questo cupo totale fu un fatto minore, se paragonato alle enormi perdite imposte dalla stessa guerra. In Iraq, il genocidio, la repressione e l'aggressione hanno preceduto l'intervento della coalizione e sono stati condannati da una piccola ma notevole serie di risoluzioni dell'Onu.
:''It is true that the collapse of the doomed American adventure in Indochina was followed by massive repression and reprisal, especially in Cambodia, and by the exile of huge numbers of talented Vietnamese. But even this grim total was small compared to the huge losses exacted by the war itself. In Iraq, the genocide, repression, aggression and cultural obliteration preceded the coalition's intervention and had been condemned by a small but impressive library of UN resolutions.''<ref name="iraqvietnam"/>
*{{NDR|Su [[Benazir Bhutto]]}} Dimostrava sempre la stessa mancanza di imbarazzo priva di ironia. Con quanta grazia mi mentiva, ricordo, e con uno sguardo così impassibile da quegli occhi di topazio, sul fatto che il programma nucleare pakistano fosse esclusivamente pacifico e civile. Come appariva sempre ipocritamente indignata quando le venivano poste domande non gradite sull'enorme corruzione di cui lei e il suo marito playboy Asif Ali Zardari furono accusati. [...] E ora le due principali eredità del governo Bhutto – le armi nucleari e gli islamisti legittimati – si sono tangibilmente avvicinate.
:''She always displayed the same unironic lack of embarrassment. How prettily she lied to me, I remember, and with such a level gaze from those topaz eyes, about how exclusively peaceful and civilian Pakistan's nuclear program was. How righteously indignant she always sounded when asked unwelcome questions about the vast corruption alleged against her and her playboy husband, Asif Ali Zardari. [...] And now the two main legacies of Bhutto rule—the nukes and the empowered Islamists—have moved measurably closer together. ''
 
{{Int|1=Da [http://archiviostorico.corriere.it/2008/febbraio/26/vittimismo_dei_serbi_suoi_disastri_co_9_080226027.shtml ''Il vittimismo dei serbi e i suoi disastri'']|2=''Corriere della Sera'', 26 febbraio 2008}}
*Ma perché Milosevic insisteva tanto per mantenere anche il controllo esclusivo sul Kosovo, dove la popolazione albanese sfiorava il 90%? «In quel caso - rispose Milosevic freddamente - è per motivi storici». È un peccato, in retrospettiva, che ci sia voluto tanto tempo per diagnosticare questa patologia tipicamente serba, un connubio tra arroganza e vittimismo, grazie alla quale tutto quello che appartiene a loro è di loro esclusivo possesso, mentre quello che appartiene agli altri rimane sempre negoziabile.
*Dimenticate tutte quellele sciocchezze che avrete probabilmenteavete sentito sul fatto che il [[Kosovo]], siache sarebbe «la [[«Gerusalemme]]» della [[Serbia]]. PotrebbeCerto, ancheospita conteneresul deisuo beiterritorio sitisplendidi culturalie antichi monumenti serbi e serbi serbo-ortodossi, ma si trattapotrebbe moltodefinire piùa diragione unala Cisgiordania ooppure dila unaStriscia di Gaza didella Serbia, con una popolazione oppressastraripante, segregatarinchiusa e assoggettatasoggiogata che per generazioni fusi trattataè vista trattare come feccia nella sua stessa terra natale come se fosse composta di rifiuti umani . Nessuno, che abbia passatotrascorso unqualche po'giorno diin tempo nelquel territorio, come feci io durante e dopo lo sfratto delle milizie serbe, può credere per un solo istante che i kosovari sisiano sottometterebberodisposti diad nuovoaccettare sottonuovamente il dominiogoverno di Belgrado. È davvero finita.
*È molto importante ricordare che Milosevic aveva inaugurato la sua meschina e violenta carriera, come capo di una famiglia criminale serbomontenegrina, precisamente cancellando l'autonomia del Kosovo nel 1990, riciclandosi come demagogo nazionalista anziché comunista, e provocando il crollo della federazione jugoslava.
*Certo, bisogna ammettere che si tratta di una tragedia per i serbi e una vera ingiustizia, leggi un affronto al loro orgoglio e alla loro storia. Ma questa ingiustizia se la sono cercata. Ho visto, in Kosovo, gli «insediamenti» per i serbi che il regime di Milosevic andava costruendo nel vano sforzo di rettificare gli squilibri demografici. E chi erano questi poveri «coloni»? Gli infelici civili serbi che avevano vissuto nella Krajina in Croazia, fino a quando la guerra di conquista scatenata dal loro indomito leader non aveva provocato un immane disastro, costringendoli ad abbandonare fattorie e villaggi che occupavano da secoli. A costoro era stata promessa una nuova terra nella regione colonizzata dall' Albania, ma da qui sono stati sradicati e scacciati ancora una volta. Che fine avranno fatto? Forse stanno scagliando sassi contro i McDonald's di Belgrado, e giurano ardentemente di non dimenticare mai le perdute glorie del 1389, ma forse di tanto in tanto si chiederanno dov'è che hanno fatto il primo di una lunga catena di sbagli.
 
{{Int|1=Da [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/19/con-senza-dio-hitchensla-fede-ci-rende.html?ref=search ''Con o senza Dio Hitchens. La fede ci rende cattivi'']|2=''la Repubblica'', 18 febbraio 2012}}
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