Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

*La fede religiosa è inestirpabile, appunto perché siamo creature ancora in evoluzione. Non si estinguerà mai, o almeno non si estinguerà finché non vinceremo la paura della morte, del buio, dell'ignoranza e degli altri. (p. 13)
*Il livello d'intensità fluttua a seconda dei tempi e dei luoghi, ma è una verità incontestabile che la [[religione]] non si accontenta – e sul lungo periodo non può farlo – delle proprie straordinarie pretese e delle proprie sublimi certezze. Essa deve cercare di interferire con la vita dei non credenti, degli eretici o degli adepti delle altre fedi. Può parlare di beatitudine nell'altro mondo, ma vuole il potere in questo. E non c'è da aspettarsi altro. In fin dei conti è un prodotto esclusivamente umano. E non avendo fiducia in ciò che essa stessa predica non può consentire alla coesistenza delle altre fedi. (p. 16)
*Il regime del generale [[Ante Pavelić]] e del suo partito ustascia era tanto disgustoso che perfino alcuni generali nazisti protestarono per dovervi collaborare. (p. 20)
*{{NDR|Sulla [[guerra in Bosnia ed Erzegovina]]}} La città di Sarajevo, in prevalenza musulmana, era accerchiata e bombardata giorno e notte. Altrove in Bosnia-Erzegovina, specie lungo il fiume Drina, intere città erano sottoposte a massacri e saccheggi in quella che i serbi stessi definivano «pulizia etnica». A rigor di termini, sarebbe stato più esatto parlare di «pulizia religiosa». [[Slobodan Milošević|Milošević]] era un burocrate ex comunista riciclato come nazionalista xenofobo, e la sua crociata antimusulmana, in realtà una copertura per l'annessione della Bosnia a una «Grande Serbia», fu condotta da milizie non ufficiali, operanti sotto il suo «rinnegabile» controllo. In queste bande, costituite di fanatici religiosi, spesso benedetti da preti e vescovi ortodossi, confluirono talvolta «volontari» di fede ortodossa provenienti dalla Grecia e dalla Russia. Esse si misero d'impegno a cancellare ogni testimonianza della civiltà ottomana, come nel caso particolarmente atroce di Banja Luka, allorché vennero fatti saltare con la dinamite parecchi minaretti storici; questo atto di barbarie non fu il frutto di una battaglia, ma venne perpetrato durante un cessate il fuoco. (p. 21)
*{{NDR|Sulla [[guerra in Bosnia ed Erzegovina]]}} Sarebbe stato assai più corretto se la stampa e la televisione avessero riportato che «oggi, forze cristiano-ortodosse hanno ripreso il bombardamento di Sarajevo», o che «ieri, milizie cattoliche hanno fatto crollare lo Stari Most». Ma la terminologia confessionale era riservata solo ai «musulmani», anche se i loro massacratori ce la mettevano tutta a distinguersi adornando le bandoliere di grosse croci ortodosse o i calci dei fucili con immagini della Vergine Maria. Dunque, ancora una volta, ''la religione avvelena ogni cosa'', incluse le nostre facoltà di discernimento. (p. 22)
*{{NDR|Sull'[[Iraq]]}} È {{sic|stata}} una dei massimi centri di sapere e di cultura nella storia umana. Fu qui che alcune delle opere andate perse di [[Aristotele]] e di altri greci («perse» perché le autorità cristiane ne avevano chiuso le scuole di filosofia nella convinzione che prima della predicazione di Gesù non potessero darsi valide riflessioni morali) vennero conservate, ritradotte e trasmesse, attraverso l'Andalusia, agli ignoranti «cristiani» occidentali. Dotti e biblioteche, poeti e architetti di Baghdad erano rinomati. Gran parte di questa fioritura fu raggiunta sotto i califfi musulmani, il cui atteggiamento in fatto di cultura ondeggiava tra liberalità e repressione. Baghdad presenta anche tracce dell'antico cristianesimo caldeo e nestoriano ed è stata uno dei principali centri della diaspora ebraica. Fino a poco prima del 1950, ospitava altrettanti ebrei di Gerusalemme. (p. 24)
*Non intendo qui sviluppare un discorso sul rovesciamento di [[Saddam Hussein]] dell'aprile 2003. Dirò solo che coloro che consideravano «laico» il suo regime si ingannavano. È vero che il [[Partito Ba'th|Baath]] fu fondato da un certo [[Michel Aflaq]], un cristiano ambiguo con simpatie per il fascismo, ed è anche vero che l'iscrizione a questo partito era aperta a tutti, senza distinzioni religiose (sebbene abbia ragione di pensare che le adesioni ebraiche fossero assai limitate). Tuttavia, almeno a partire dalla disastrosa [[Guerra Iran-Iraq|invasione dell'Iran]], nel 1979, che suscitò contro di lui da parte della teocrazia iraniana furibonde accuse di essere un «infedele», Saddam Hussein aveva riverniciato il suo regime – basato, comunque, su una minoranza tribale della minoranza sunnita – come devoto e consacrato al ''jihad''. (p. 25)
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