Differenze tra le versioni di "Apprendimento"

*L'amore istruisce gli dèi e gli uomini, perché nessuno impara senza desiderare di imparare. ([[Simone Weil]])
*{{NDR|I ragazzi dovrebbero imparare}} quelle cose che torneranno loro utili quando saranno uomini fatti. ([[Agesilao II]])
*Noi impariamo...<br/>il 10% di ciò che leggiamo<br/>il 20% di ciò che ascoltiamo<br/>il 30% di ciò che vediamo<br/>il 50% di ciò che vediamo e ascoltiamo<br/>il 70% di ciò che discutiamo con altri<br/>l'80% di ciò che viviamo di persona<br/>il 95% di ciò che insegniamoinsegnamo a qualcun altro. ([[William Glasser]])
*Quando si è tristi [...] la cosa migliore è apprendere qualcosa. Questo è l'unico rimedio infallibile. Puoi diventare vecchio e tremante nella persona, puoi restar sveglio la notte prestando attenzione ai disturbi delle tue arterie, puoi sentire la mancanza del tuo unico amore, vedere il mondo circostante devastato da perfidi folli o sapere che il tuo onore viene calpestato e gettato nelle cloache da menti abiette. C'è un unico rimedio, allora, per questo: apprendere. Capire perché il mondo si muove e che cosa lo muove. Questo è l'unico argomento che la mente non può mai esaurire, da cui non può mai essere tormentata, che non può temere e di cui non può diffidare né rammaricarsi. Conoscere è quello che ti ci vuole. Guarda quante cose vi sono da imparare! Scienza pura, l'unica purezza che esista. Puoi apprendere l'astronomia nel corso di una vita, la storia naturale in tre, la letteratura in sei. E poi, dopo aver esaurito un miliardo di vite per medicina, biologia, teocritica, geografia, storia ed economia... ebbene, puoi cominciare a costruire una ruota da carro col legno giusto, oppure trascorrere cinquant'anni imparando a cominciare a imparare come battere il tuo avversario nella scherma. Dopo di che potrai ricominciare da capo con la matematica, fino a che non sarà giunto il momento di imparare ad arare. ([[Terence Hanbury White]])
*Si impara solamente da coloro che sono in tutto diversi da noi. Si trova la quiete accanto a chi ci è affine. ([[Elias Canetti]])
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