Differenze tra le versioni di "Luigi Pirandello"

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===[[Explicit]]===
Ho messo circa sei mesi a scrivere questa mia strana storia, ajutato da lui. Di quanto è scritto qui egli serberà il segreto, come se l'avesse saputo sotto il sigillo della confessione.<br>Abbiamo discusso a lungo insieme su i casi miei, ie spesso io gli ho dichiarato di non saper vedere che frutto se ne possa cavare.<br>– Intanto, questo, – egli mi dice: – che fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siamo noi, caro signor Pascal, non è possibile vivere.<br>Ma io gli faccio osservare che non sono affatto rientrato né nella legge, né nelle mie particolarità. Mia moglie è moglie di Pomino, e io non saprei proprio dire ch'io mi sia.<br>Nel cimitero di Miragno, su la fossa di quel povero ignoto che s'uccise alla ''Stìa'', c'è ancora la lapide dettata da Lodoletta:<br><br>{{centrato|<small>COLPITO DA AVVERSI FATI</small><br>MATTIA PASCAL<br><small>BIBLIOTECARIO<br>CVOR GENEROSO ANIMA APERTA<br>QVI VOLONTARIO<br>RIPOSA<br>LA PIETÀ DEI CONCITTADINI<br>QVESTA LAPIDE POSE</small><br><br>}}Io vi ho portato la corona di fiori promessa e ogni tanto mi reco a vedermi morto e sepolto là. Qualche curioso mi segue da lontano; poi, al ritorno, s'accompagna con me, sorride, e – considerando la mia condizione – mi domanda:<br>– Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?<br>Mi stringo nelle spalle, socchiudo gli occhi e gli rispondo:<br>– Eh, caro mio... Io sono il fu Mattia Pascal.
Ho messo circa sei mesi a scrivere questa mia strana storia, ajutato da lui. Di quanto è scritto qui egli serberà il segreto, come se l'avesse saputo sotto il
sigillo della confessione.<br>Abbiamo discusso a lungo insieme su i casi miei, ie spesso io gli ho dichiarato di non saper vedere che frutto se ne possa cavare.<br>– Intanto, questo, – egli mi dice: – che fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siamo noi, caro signor Pascal, non è possibile vivere.<br>Ma io gli faccio osservare che non sono affatto rientrato né nella legge, né nelle mie particolarità. Mia moglie è moglie di Pomino, e io non saprei proprio dire ch'io mi sia.<br>Nel cimitero di Miragno, su la fossa di quel povero ignoto che s'uccise alla ''Stìa'', c'è ancora la lapide dettata da Lodoletta:<br><br>{{centrato|<small>COLPITO DA AVVERSI FATI</small><br>MATTIA PASCAL<br><small>BIBLIOTECARIO<br>CVOR GENEROSO ANIMA APERTA<br>QVI VOLONTARIO<br>RIPOSA<br>LA PIETÀ DEI CONCITTADINI<br>QVESTA LAPIDE POSE</small><br><br>}}Io vi ho portato la corona di fiori promessa e ogni tanto mi reco a vedermi morto e sepolto là. Qualche curioso mi segue da lontano; poi, al ritorno, s'accompagna con me, sorride, e – considerando la mia condizione – mi domanda:<br>– Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?<br>Mi stringo nelle spalle, socchiudo gli occhi e gli rispondo:<br>– Eh, caro mio... Io sono il fu Mattia Pascal.
 
==''L'amica delle mogli''==
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