Differenze tra le versioni di "Aleksandr Isaevič Solženicyn"

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*I prigionieri, tra gli uomini, sono quelli che più soffrono il freddo, più di qualunque altra cosa. (vol. 3, parte 6, cap. 5, p. 477)
*Ecco l'attimo che invocavamo, i miei amici e io, quando non eravamo ancora studenti. L'attimo per il quale pregano tutti gli ''zek''<ref>Abbreviazione di ''zaključënnnyj'' (detenuto).</ref> del GULAG (all'infuori degli ortodossi<ref>Detenuti rimasti fedeli all'ideologia comunista.</ref>). È morto, il dittatore asiatico<ref>Iosif Stalin.</ref>. Ha tirato le cuoia, la carogna. Oh, chissà che incontenibile giubilo ci deve essere in questo momento là da noi nel lager speciale! Mentre qui le maestre di scuola, delle giovani ragazze russe, singhiozzano da spezzare il cuore: «Cosa ne sarà adesso di noi?» Hanno perduto la persona più cara... Vorrei urlare loro attraverso tutta la piazza: «Cosa ne sarà di voi? Semplicemente, i vostri padri non verranno più fucilati! I vostri fidanzati non verranno più arrestati! E voi non sarete più delle ČS!<ref>''Člen semi'' (membro della famiglia), individuo incriminato in quanto «membro della famiglia» di un nemico del popolo.</ref>» (vol. 3, parte 6, cap. 5, p. 485)
*Di semplice c'è una cosa sola, una verità che la nostra società rifiuta più violentemente di ogni altra: e cioè che il tronco più profondo della nostra vita è la [[Coscienza morale|coscienza]] religiosa, e non la coscienza [[Ideologia|ideologica]] formata dal partito. (vol. 3, parte 6, cap. 6, p. 500)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
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