Differenze tra le versioni di "Xavier de Maistre"

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=== [[Incipit]] ===
[[File:Guillaume pour Maistre.jpg|thumb|300px|Miniatura tratta dall'edizione Tardieu 1862]]
*''Qu’il est glorieux d’ouvrir une nouvelle carrière, et de paraître tout à coup dans le monde savant, un livre de découvertes à la main, comme une comète inattendue étincelle dans l’espace!'' {{NDR|1880; p. 3}}.
*Aprire nuove strade al sapere! Comparire tra i dotti con un libro di scoperte in mano, come una fulgida e impreveduta cometa dallo spazio! Quale gloria! {{NDR|Traduzione di [[Fruttero & Lucentini]]}}
*Quanto è degno di gloria aprire una strada nuova, e apparire dall'oggi al domani nel mondo dei dotti, un libro di scoperte in mano, quale cometa inattesa che brilla nello spazio! {{NDR|Traduzione di Rosa Maria Losito}}
=== Traduzione di Giuseppe Montani ===
*Il diletto di [[viaggiare]] nella propria camera è immune dall'inquieta [[gelosia|gelosìa]] degli uomini e indipendente dalla [[fortuna]] (I; p. 14).
:''Le plaisir qu’on trouve à voyager dans sa chambre est à l’abri de la jalousie inquiète des hommes; il est indépendant de la fortune'' (1880; p. 4).
*Dietro varie osservazioni ho potuto avvedermi che l'[[uomo]] è composto di un'[[anima]] e d'una bestia. — Questi due esseri sono assolutamente distinti, ma talmente incassati l'uno nell'altro, o innestati uno sopra l'altro, ch'è necessario all'anima non so quale elevatezza, perchè realmente si distingua dalla bestia.<br>Udii da un vecchio professore (è una delle più vecchie cose di cui mi ricordo) che [[Platone]] chiamava la materia ''l'altra''. Benissimo: io però darei più volentieri questa denominazione alla bestia, ch'è aggiunta alla nostra anima. Essa veramente è ''l'altra'', che ci inquieta e ci tormenta in istrana maniera. Ciascuno si accorge, così all'ingrosso, che l'uomo è doppio; ma altro non si sa dire, se non ch'egli è composto d'anima e di [[corpo]], e si accusa questo corpo di non so quante cose, ben mal a proposito sicuramente, poich'egli è così incapace di sentire come di pensare. Conviene invece prendersela colla bestia, con quest'essere sensitivo affatto distinto dall'anima, vero ''individuo'', che ha la sua esistenza separata, i suoi gusti, le sue inclinazioni, la sua [[volontà]], nè si solleva al disopra degli altri animali, se non perchè è meglio allevato e provveduto d'organi più perfetti.<br>Signori e signore inorgoglitevi pure della vostra [[intelligenza]], quanto vi piace; ma diffidate molto dell'''altra'', massime quando siete in [[compagnia]].<br>Ho fatto non so quante esperienze sull'unione di queste due creature eterogenee. Per esempio, ho riconosciuto chiaramente che l'anima può farsi obbedire dalla bestia; e che questa fatalmente obbliga anch'essa spessissimo l'anima ad operare contro il proprio volere. Secondo le regole, l'una ha il potere legislativo, e l'altra l'esecutivo, ma questi due poteri si fanno sovente vicendevole contrasto. — La grand'arte d'un uomo di ''genio'' è di sapere allevare bene la sua bestia, affine ch'ella possa andar sola, mentre l'anima, liberata dal suo spiacevole contatto, può {{sic|inalzarsi}} fino al [[cielo]] (VI; pp. 30-32).
*Egli {{NDR|il lettore}} non potrà essere che soddisfatto di sè medesimo, ove pervenga un giorno a saper far viaggiare la sua anima tutta sola. [...] Avvi infatti nulla di più lusinghiero, che l'estendere in certo modo la propria esistenza, l'occupare ad un tempo la terra e i cieli, il raddoppiar, per così dire, sè stesso? — L'eterno e non mai soddisfatto desiderio dell'uomo non è forse di accrescere il suo potere e le sue facoltà, d'essere ove non è, di richiamare il passato e di vivere nell'avvenire? — Ei vuol comandare agli eserciti, presiedere le accademie, esser adorato dalle belle; ed, ove tutto ciò ottenga, sospira allora i campi e la [[tranquillità]], porta invidia alla capanna de' pastori. Sempre ei si chiama deluso ne' suoi disegni, nelle sue speranze; poichè sempre incontra qualche sciagura, inseparabile dalla sorte umana. Ma no non dica, per questo, che la [[felicità]] è impossibile a trovarsi. — Un quarto d'ora di viaggio con me gliene mostrerà il cammino (IX; pp. 39-40).
== ''Spedizione notturna intorno alla mia camera'' ==
===[[Incipit]]===
*''Pour jeter quelque intérêt sur la nouvelle chambre dans laquelle j’ai fait une expédition nocturne, je dois apprendre aux curieux comment elle m’était tombée en partage.'' {{NDR|1880; p. 110}}
*Per suscitare un po' d'interesse sulla nuova stanza nella quale ho effettuato la spedizione notturna, devo far sapere ai curiosi come mi fosse capitata in sorte. {{ndr|Traduzione di Rosa Maria Losito, p. 77}}
*Volendo offrire qualche attrattiva alla nuova camera dove ho compiuto una spedizione notturna, rendo edotti i curiosi come questa mi sia toccata. {{ndr|Traduzione di Claudio Di Scalzo}}<ref>Da [http://www.olandesevolante.com/index.php?CID=510&IDDOC=1712 Olandesevolante.com]</ref>
=== Traduzione di Paolina Leopardi ===
*Infelice colui che non può rimaner [[solitudine|solo]] un giorno della sua vita senza provare il tormento della [[noia]], e che preferirebbe anche, se fosse d'uopo, il conversare con gli sciocchi al conversar con se stesso (I; p. 102).
:''O douce solitude! j’ai connu les charmes dont tu enivres tes amants. Malheur à celui qui ne peut être seul un jour de sa vie sans éprouver le tourment de l’ennui, et qui préfère, s’il le faut, converser avec des sots plutôt qu’avec lui-même!'' (1880; pp. 110-11)
*O [[tempo]]!... divinità terribile! non è già la tua falce crudele che mi spaventi, sono i tuoi orridi figli che io temo, l'indifferenza e l'oblio, i quali fanno una lunga morte di tre quarti della nostra vita (XXVI; p. 135).
*Lasciando penzoloni le gambe una a dritta ed una a sinistra della finestra, detti principio al mio viaggio a cavallo. [...] Per la sua posizione il viaggiatore a cavallo della sua finestra comunica da una parte col cielo, mentre gode il superbo spettacolo della natura, e gli astri, e le meteore sono a sua disposizione; e dall'altra, l'aspetto della sua dimora e gli oggetti che contiene lo richiamano all'idea della di lui [[esistenza]], e lo fanno rientrare in se stesso. [...] Abitatore a vicenda dei cieli e della terra, il suo spirito ed il suo cuore godono di tutto ciò che è dato all'uomo di godere (XXIX; pp. 138-39).
===Citazioni===
*Nè è sempre tra le selve e le rupi la [[solitudine]]; il misero è solo per ogni dove (p. 314).
:''La solitude n’est pas toujours au milieu des forêts et des rochers. L’infortuné est seul partout''. (1880; p. 205)
*Ei v'ha nell'estrema miseria un piacere non sentito d'altrui, e che forse vi parrà strano, il piacere di esistere e respirare (p. 315).
:''Il est d’ailleurs encore, au dernier terme de l’infortune, une jouissance que le commun des hommes ne peut connaître, et qui vous paraîtra bien singulière : c’est celle d’exister et de respirer'' (1880; p. 208).
 
===[[Explicit]]===
 
== Bibliografia==
*''[https://www.archive.org/details/oeuvrescomplte00maisuoft Œuvres complètes de Xavier de Maistre]'', Firmin-Didot et Cie, Parigi, 1880.
*[https://books.google.it/books?id=N2tiAAAAcAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false ''Viaggio intorno alla mia camera''], trad. di anonimo [Giuseppe Montani], 2ª ed., Manini, 1824.
*''Viaggio intorno alla mia stanza'', trad. di Rosa Maria Losito, Guida, 1990.
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