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*Da tre secoli a questa parte mai l'Italia è stata ciò che è ora: in quarant'anni di [[unità d'Italia|unità]], di questa unità che con le sue ingiustizie è sempre il nostro più grande bene, in quarant'anni di unità, noi abbiamo realizzato progressi immensi. Noi non eravamo nulla e noi siamo molto più ricchi, molto più colti, molto migliori dei nostri padri. (da ''Scritti sulla questione meridionale: Volume 1'', Laterza, Bari, 1958, p. 125)
 
*I [[politico|politici]] italiani sono in generale uomini di assai mediocre valore: non amano noie e anche i migliori fra di essi sono incapaci di affrontare i problemi di larga importanza. (Da ''Napoli e la questione meridionale'', Guida Editori, Napoli, 2004, p. 19.)
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (Da ''La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 144)
 
*Il nazionalismo è alla nazione ciò che il bigottismo è alla religione. (Da ''Scritti politici: La pace. La libertà. Bolscevismo, fascismo e democrazia'', Laterza, Bari, 1959, p. 255)
 
*L'[[Italia]], conquistatrice del mondo durante l'antichità romana, museo di tutte le arti del medio evo, mirabile nella civiltà moderna per i suoi sforzi di rinnovazione è, e rimane tuttavia, un paese molto povero: soprattutto essa soffre d'''impécuniosité'', deficienza di danaro, deficienza di capitali. (da ''La ricchezza dell'Italia'', Napoli, 1904, p. 8)
 
*La [[storia]] è un'alterna vicenda di vittorie e di disfatte: non vi sono popoli sempre vincitori. La civiltà consiste nel determinare fra vincitori e vinti quei rapporti che rendono la vittoria meno ingiusta e la disfatta meno insopportabile. (Da ''La decadenza dell'Europa. Le vie della ricostruzione'', R. Bemporad & Figlio, 1922, p. 144)
 
*La vera saggezza è nel pensare da [[ottimismo e pessimismo|pessimista]], poiché la natura delle cose è ingiusta e crudele e la illusione è debolezza; ma, nella vita pratica e nella misura del possibile, agire da [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] poiché nessuna energia, nessuno sforzo di bontà e di amore vanno mai interamente perduti. (citato in ''Francesco Saverio Nitti'', UTET, Torino, 1984, p. 561)
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