Differenze tra le versioni di "Xavier de Maistre"

*«È [[Laurence Sterne|Sterne]]!» si disse. Sì, ma uno Sterne un po' troppo innocente. Non si è api se non si ha il pungiglione. Bisogna riconoscerlo: Xavier de Maistre è troppo saggio [...]. Si vorrebbe che andasse più avanti nelle cose. Ne sfiora molte ma non ne penetra nessuna. Il tono del ''Viaggio intorno alla mia camera'' passa da una vivacità moderata a una temperata malinconia senza arrivare mai agli estremi. È per questo che il piccolo libro piace a tanti. ([[Anatole France]])<ref>''La génie latin'', in ''Oeuvres complètes illustrées'', t. XXI, Paris, Calmano-Lévy, 1931, pp. 271-74. Traduzione di Raffaele Donnarumma, in Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', a cura di Gennaro Auletta, Milano, Mondadori, 1997, p. 8.</ref>
*Una leggiadra fantasia sul gusto del ''Viaggio sentimentale'' dello [[Laurence Sterne|Sterne]]: tra l'amabilità ancora settecentesca e certe delicate sfumature già romantiche v'è un non so che di deliziosamente ingenuo che ci riporta al piccolo mondo, un po' chiuso e impacciato nelle sue grazie, della vecchia aristocrazia piemontese. ([[Pietro Paolo Trompeo]])<ref>''De Maistre, Xavier'', in ''Enciclopedia italiana'', 1934.</ref>
*Le finissime e argute pagine ispirate da quarantadue giorni di arresti trasportano il lettore in un'atmosfera tutta settecentesca di viaggi e di avventure: il tono delicato di uno Sterne (v. il ''Viaggio sentimentale'', e ''Vita e opinioni di Tristano Shandy'') avvolge la narrazione e le dà un carattere sbarazzino e libero, pieno di sentimento e di malinconia. ([[Carlo Cordié]])<ref>''Viaggio intorno alla mia camera'', in ''Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi''.</ref>
*L'opera di De Maistre nasce da un'intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di [[Alexander von Humboldt|Humboldt]]. ([[Alain de Botton]])<ref>''L'arte di viaggiare'', Guanda, 2002, p. 242.</ref>
*Si tratta probabilmente del primo esperimento, consapevole e compiuto, di mettere in relazione le passioni, le riflessioni e i ricordi personali a un luogo fisico, circoscritto dal perimetro delle pareti della stanza della propria quotidianità, vera anticipazione della letteratura dell'''intérieur'' di cui l'Ottocento sarà generoso elargitore. (Tomás Maldonado)<ref>''Un nuovo modo di viaggiare nel mondo'', in ''Memoria e conoscenza'', Feltrinelli, 2005.</ref>
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