Differenze tra le versioni di "Xavier de Maistre"

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{{nota disambigua|il quasi omonimo politico e giurista italiano (1753 – 1821)|[[Joseph de Maistre]]}}
[[File:Xavier_de_Maistre.jpg|thumb|Xavier de Maistre]]
'''Xavier de Maistre''' (1763 – 1852), scrittore, militare, pittore e pittorescienziato savoiardosabaudo.
 
==''Viaggio intorno alla mia camera''==
=== [[Incipit]] ===
[[File:Guillaume pour Maistre.jpg|thumb|300px|Miniatura tratta dall'edizione Tardieu 1862]]
*''Qu’il est glorieux d’ouvrir une nouvelle carrière, et de paraître tout à coup dans le monde savant, un livre de découvertes à la main, comme une comète inattendue étincelle dans l’espace!''
*Aprire nuove strade al sapere! Comparire tra i dotti con un libro di scoperte in mano, come una fulgida e impreveduta cometa dallo spazio! Quale gloria! {{NDR|Traduzione di [[Fruttero & Lucentini]]}}
 
*Quanto è degno di gloria aprire una strada nuova, e apparire dall'oggi al domani nel mondo dei dotti, un libro di scoperte in mano, quale cometa inattesa che brilla nello spazio! {{NDR|Traduzione di Rosa Maria Losito}}
*Quanto è glorioso iniziare una nuova carriera e apparire all'improvviso nel mondo della cultura, un libro di scoperte in mano, come una cometa inattesa brilla nello spazio! {{ndr|Traduzione di Giovanni Bogliolo, 2013}}
 
*Quanto è glorioso l'aprir nuova carriera agli ingegni; il comparire improvviso nel dotto mondo, con un libro di scoperte alla mano, qual cometa inattesa nella vastità dello spazio! {{NDR|Traduzione di Giuseppe Montani}}
 
*Egli {{NDR|il lettore}} non potrà essere che soddisfatto di sè medesimo, ove pervenga un giorno a saper far viaggiare la sua anima tutta sola. [...] Avvi infatti nulla di più lusinghiero, che l'estendere in certo modo la propria esistenza, l'occupare ad un tempo la terra e i cieli, il raddoppiar, per così dire, sè stesso? — L'eterno e non mai soddisfatto desiderio dell'uomo non è forse di accrescere il suo potere e le sue facoltà, d'essere ove non è, di richiamare il passato e di vivere nell'avvenire? — Ei vuol comandare agli eserciti, presiedere le accademie, esser adorato dalle belle; ed, ove tutto ciò ottenga, sospira allora i campi e la [[tranquillità]], porta invidia alla capanna de' pastori. Sempre ei si chiama deluso ne' suoi disegni, nelle sue speranze; poichè sempre incontra qualche sciagura, inseparabile dalla sorte umana. Ma no non dica, per questo, che la [[felicità]] è impossibile a trovarsi. — Un quarto d'ora di viaggio con me gliene mostrerà il cammino (IX; pp. 39-40).
*No, [[dio|quegli]] che inonda così l'oriente di luce, non la fa brillare a' miei sguardi, per inabissarmi bentosto nelle tenebre del nulla. Quegli che stende quest'orizzonte incommensurabile, quegli che elevò queste masse enormi, le cui ghiacciate sommità or tutte sfolgoreggiano de' primi raggi del sole, è pur quegli che ordinò al mio cuore di battere e al mio spirito di pensare (XXI; p. 78).
*Sempre verace e imparziale uno [[specchio]] rinvia agli occhj della persona, che in esso guarda, le rose della giovinezza e le rughe dell'inoltrata età, senza detrazione e senza lusinghe. — Solo, tra tutti i consiglieri de' grandi, ei loro dice costantemente la [[verità]].<br>Ciò mi fece desiderar l'invenzione di uno specchio morale, in cui tutti gli uomini potessero vedersi co' loro vizi e colle loro virtù. Pensai anzi una volta a proporre per esse un premio a qualche accademia; se non che riflessioni più mature me ne provarono l'inutilità.<br>Oh quanto è raro che la [[bruttezza]] riconosca sè stessa! Indarno gli specchj si moltiplicano intorno a noi, e riflettono con tanta esattezza la luce e la verità. All'istante che i raggi, che da essi partono, sono per penetrare nel nostro occhio, e dipingerci a noi stessi quali siamo, l'[[amor proprio]] introduce il suo prisma ingannevole fra noi e la nostra immagine, e ci rappresenta una divinità.<br>E di tutti i prismi, dal primo che uscì dalle mani dell'immortal [[Newton]], fino a quelli dell'ultimo lavoro, nessuno ha posseduto una forza di refrazione così possente, e prodotto sensazioni così vive e così aggradevoli, come il prisma dell'amor proprio.<br>Ora, poichè gli specchj comuni annunziano invano la verità a uomini sempre contenti della loro figura; poichè non possono fare ad essi conoscere le loro fisiche imperfezioni; a che servirebbe il mio specchio morale? Pochissimi fisserebbero in esso gli occhi; e nessuno vi ravviserebbe sè medesimo (XXVII; pp. 99-100).
*Sempre verace e imparziale uno [[specchio]] rinvia agli occhj della persona, che in esso guarda, le rose della giovinezza e le rughe dell'inoltrata età, senza detrazione e senza lusinghe. — Solo, tra tutti i consiglieri de' grandi, ei loro dice costantemente la [[verità]] (XXVII; p. 99).
:*Oh quanto è raro che la [[bruttezza]] riconosca sè stessa! Indarno gli specchj si moltiplicano intorno a noi, e riflettono con tanta esattezza la luce e la verità. All'istante che i raggi, che da essi partono, sono per penetrare nel nostro occhio, e dipingerci a noi stessi quali siamo, l'[[amor proprio]] introduce il suo prisma ingannevole fra noi e la nostra immagine, e ci rappresenta una divinità (p. 100).
 
=== Traduzione di Rosa Maria Losito ===
 
=== Citazioni su ''Viaggio intorno alla mia camera'' ===
*Leggiera, ma vaghissima produzione è questa, che uscì anonima in Francia l'anno V della rivoluzione. Dà occasione a questo libro l'arresto ch'ebbe {{ndr|Xavier de Maistre}} in sua camera per quarantadue giorni a cagion di un duello. Seduto sulla sua seggiola a bracciuoli ed a carrucole, e guardando tutto ciò che lo circonda, il letto, i quadri, i libri, il suo stesso valletto, gli sorgono mille graziosi pensieri, che talvolta non altro fa che accennare, e dà luogo a varie riflessioni che se fossero vestite con la giornea del filosofo ed espresse con socratica gravità potrebbero stare a petto a mille altre della stessa natura, che formano l'argomento di assai più grossi volumi. Tra queste primeggia una specie di sistema tra l'anima e la bestia, come le chiama l'autore, cioè tra la ragione ed il senso, tra l'intelligenza e la concupiscenza, direbbero gli scolastici, che è una assai graziosa cosa. (Anonimo)<ref>''Biblioteca italiana'', vol. 34, 1824, p. [https://books.google.it/books?id=_SVCAQAAMAAJ&pg=PA106#v=onepage&q&f=false 106].</ref>
*Una leggiadra fantasia sul gusto del ''Viaggio sentimentale'' dello [[Laurence Sterne|Sterne]]: tra l'amabilità ancora settecentesca e certe delicate sfumature già romantiche v'è un non so che di deliziosamente ingenuo che ci riporta al piccolo mondo, un po' chiuso e impacciato nelle sue grazie, della vecchia aristocrazia piemontese. {{NDR|[[Pietro Paolo Trompeo]], ''De Maistre, Xavier'', in ''Enciclopedia italiana'', 1934.}}
*«È [[Laurence Sterne|Sterne]]!» si disse. Sì, ma uno Sterne un po' troppo innocente. Non si è api se non si ha il pungiglione. Bisogna riconoscerlo: Xavier de Maistre è troppo saggio [...]. Si vorrebbe che andasse più avanti nelle cose. Ne sfiora molte ma non ne penetra nessuna. Il tono del ''Viaggio intorno alla mia camera'' passa da una vivacità moderata a una temperata malinconia senza arrivare a mai agli estremi. È per questo che il piccolo libro piace a tanti. ([[Anatole France]])<ref>''La génie latin'', in ''Oeuvres complètes illustrées'', t. XXI, Paris, Calmano-Lévy, 1931, pp. 271-74. Traduzione di Raffaele Donnarumma, in Xavier de Maistre, ''Viaggio intorno alla mia camera'', a cura di Gennaro Auletta, Milano, Mondadori, 1997, p. 8.</ref>
*L'opera di De Maistre nasce da un'intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di [[Alexander von Humboldt|Humboldt]]. {{NDR|[[Alain de Botton]], ''L'arte di viaggiare'', Guanda, 2002, p. 242.}}
*Una leggiadra fantasia sul gusto del ''Viaggio sentimentale'' dello [[Laurence Sterne|Sterne]]: tra l'amabilità ancora settecentesca e certe delicate sfumature già romantiche v'è un non so che di deliziosamente ingenuo che ci riporta al piccolo mondo, un po' chiuso e impacciato nelle sue grazie, della vecchia aristocrazia piemontese. {{NDR|([[Pietro Paolo Trompeo]], )<ref>''De Maistre, Xavier'', in ''Enciclopedia italiana'', 1934.}}</ref>
*Si tratta probabilmente del primo esperimento, consapevole e compiuto, di mettere in relazione le passioni, le riflessioni e i ricordi personali a un luogo fisico, circoscritto dal perimetro delle pareti della stanza della propria quotidianità, vera anticipazione della letteratura dell'''intérieur'' di cui l'Ottocento sarà generoso elargitore. {{NDR|Tomás Maldonado, ''Un nuovo modo di viaggiare nel mondo'', in ''Memoria e conoscenza'', Feltrinelli, 2005.}}
*L'opera di De Maistre nasce da un'intuizione profonda e suggestiva: che il piacere del viaggio dipenda forse più dall'atteggiamento mentale con cui partiamo che non dalla destinazione scelta. Se solo riuscissimo a vivere il nostro ambiente quotidiano con lo spirito del viaggiatore, dunque, potremmo scoprire che esso non è affatto meno interessante degli alti passi montani e delle giungle popolate di farfalle del Sudamerica di [[Alexander von Humboldt|Humboldt]]. {{NDR|([[Alain de Botton]], )<ref>''L'arte di viaggiare'', Guanda, 2002, p. 242.}}</ref>
*Si tratta probabilmente del primo esperimento, consapevole e compiuto, di mettere in relazione le passioni, le riflessioni e i ricordi personali a un luogo fisico, circoscritto dal perimetro delle pareti della stanza della propria quotidianità, vera anticipazione della letteratura dell'''intérieur'' di cui l'Ottocento sarà generoso elargitore. {{NDR|(Tomás Maldonado, )<ref>''Un nuovo modo di viaggiare nel mondo'', in ''Memoria e conoscenza'', Feltrinelli, 2005.}}</ref>
*Il titolo non si riferisce soltanto all'opera di [[Laurence Sterne]], ''A Sentimental Journey through France and Italy'' (1768), ma anche al primo viaggio di circumnavigazione intorno al mondo effettuato da [[James Cook]], assieme a Joseph Banks e Daniel Solander, tra il 1768 e il 1771. [...] Tutto il ''Voyage'' è ricco non solo di citazioni concernenti scienziati o filosofi naturali (come quelle relative agli «immortali» Newton e Spallanzani, a Harvey, oppure ai torinesi Beccaria e Cigna), ma anche di passi che rivelano una indubbia conoscenza dei dibattiti scientifici dell'epoca. (Marco Ciardi)<ref>''Reazioni tricolori'', FrancoAngeli, 2010, pp. 64-5.</ref>
 
== ''Spedizione notturna intorno alla mia camera'' ==
===[[Incipit]]===
*''Pour jeter quelque intérêt sur la nouvelle chambre dans laquelle j’ai fait une expédition nocturne, je dois apprendre aux curieux comment elle m’était tombée en partage.''
*Per suscitare un po' d'interesse sulla nuova stanza nella quale ho effettuato la spedizione notturna, devo far sapere ai curiosi come mi fosse capitata in sorte. {{ndr|Traduzione di Rosa Maria Losito, p. 77}}
 
 
=== Traduzione di Paolina Leopardi ===
*Infelice colui che non può rimaner [[solitudine|solo]] un giorno della sua vita senza provare il tormento della [[noia]], e che preferirebbe anche, se fosse d'uopo, il conversare con gli sciocchi al conversar con se stesso (I; p. 102).
*O [[tempo]]!... divinità terribile! non è già la tua falce crudele che mi spaventi, sono i tuoi orridi figli che io temo, l'indifferenza e l'oblio, i quali fanno una lunga morte di tre quarti della nostra vita (XXVI; p. 135).
*Lasciando penzoloni le gambe una a dritta ed una a sinistra della finestra, detti principio al mio viaggio a cavallo. [...] Per la sua posizione il viaggiatore a cavallo della sua finestra comunica da una parte col cielo, mentre gode il superbo spettacolo della natura, e gli astri, e le meteore sono a sua disposizione; e dall'altra, l'aspetto della sua dimora e gli oggetti che contiene lo richiamano all'idea della di lui [[esistenza]], e lo fanno rientrare in se stesso. [...] Abitatore a vicenda dei cieli e della terra, il suo spirito ed il suo cuore godono di tutto ciò che è dato all'uomo di godere (XXIX; pp. 138-39).
*Le rimembranze della [[felicità]] già passata sono le rughe dell'anima! Quando si sente infelice, bisogna cacciarle dal suo pensiero come se fossero fantasmi che venissero ad insultare la nostra presente situazione: è meglio le cento volte di abbandonarsi allora alle insidiose lusinghe della [[speranza]], e sopra tutto bisogna dissimulare accortamente, e non confidare ad alcuno le proprie sventure. Ho notato nei varii viaggi che ho fatto tra gli uomini, che essendo uno costantemente infelice, termina con divenire ridicolo (XXXVI; pp. 153-54).
*Le rimembranze della [[felicità]] già passata sono le rughe dell'anima (p. 153).
 
*Essendo uno costantemente infelice, termina con divenire ridicolo (p. 154).
===[[Explicit]]===
*Non c'è che dire, è bello essere in rapporti tanto familiari con la [[notte]], col cielo e le meteore, e sapersi servire dei loro influssi. Eh, i rapporti con che siamo costretti ad avere con gli esseri umani sono assai più pericolosi!<br>Quante volte non sono stato ingannato dopo aver riposto in loro la mia [[fiducia]]! Volevo dirne qualcosa anche qui, in una nota che ho soppresso visto che era più lunga dell'intero testo. Il che avrebbe alterato le giuste proporzioni del mio viaggio, il cui maggior merito è la [[brevità]]. {{ndr|Traduzione di Stefano Lanuzza}}
 
=== Citazioni su ''Spedizione notturna intorno alla mia camera'' ===
*Questo secondo libriccino, ancor più breve del primo, non è né meno garbato né meno piacevole. Procede forse con passo più fermo e ha idee più mature. Esempio raro, quello di un libro che si aggiunge come seguito d'un altro senza guastarlo. (Anatole France)<ref>''Op. cit.'', p. 9.</ref>
 
 
== ''Il lebbroso della città di Aosta'' ==
===[[Explicit]]===
*"A che", diss'egli finalmente, "tenterei io di farmi illusione? Io non debbo aver altra [[società]] che me stesso, nè altro amico che Dio; in lui ci rivedremo; addio, generoso forestiero, siate felice.... addio per sempre." Il Viaggiatore uscì, il lebbroso serrò la porta, e tirò da dentro il chiavistello.
 
== Note ==
<references />
 
== Bibliografia==
*[https://books.google.it/books?id=N2tiAAAAcAAJ&printsec=frontcover#v=onepage&q&f=false ''Viaggio intorno alla mia camera''], trad. di anonimo ([Giuseppe Montani)], 2ª ed., Manini, 1824.
*''Viaggio intorno alla mia stanza'', trad. di Rosa Maria Losito, Guida, 1990.
*''Viaggio intorno alla mia camera – Spedizione notturna intorno alla mia camera'', trad. di Carmelo Geraci, Moretti & Vitali, 1999.
*[https://books.google.it/books?id=vaYMNI81lXoC&pg=PA311#v=onepage&q&f=false ''Il lebbroso della città di Aosta''], in ''Novelle di [[Cesare Balbo]]'', Le Monnier, 1854.
*Fruttero & Lucentini, ''Íncipit'', Mondadori, 1993.
*Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti (a cura di), ''Dizionario delle citazioni'', Rizzoli, 2013.
 
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