Differenze tra le versioni di "Tommaso Labranca"

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*{{NDR|Sulla [[Settimana della moda di Milano]]}} Chi ha ucciso il mondo della moda milanese? Nessuno. È stato un suicidio. Troppa presunzione di essere l'azienda trainante nazionale. Ma per uno che lavorava seriamente di ago, forbici e matita c'erano dieci cialtroni che si improvvisavano stilisti perché da piccoli avevano un album da cui ritagliavano gli abitini per rivestire bamboline di cartoncino. (''Sfilate'', 27/2010)
*''Acciaio'' di [[Silvia Avallone]], secondo classificato al recente Premio Strega, è un libro brutto. [...] Avallone usa un italiano talmente piatto da sconfinare nello sciatto, un grado zerissimo della scrittura pensato per non disturbare nessuno. Non c'è un solo guizzo letterario che possa provocare un brivido lessicale. Le frasi scorrono insapori come cibo d’ospedale. [...] La scrittura di Avallone e quella di tanti best-seller è resa volutamente sciapa sin dall’inizio proprio in previsione di una traduzione, nella vana speranza di creare successi internazionali. Il problema è ancora un volta quello: noi dobbiamo subire i libri anglosassoni pieni di Tesco, Wallmart, Channel 4 e crumbles, fingendo di capire cosa sono. Però nei nostri non possiamo usare Esselunga, pastiera o Tele Sassuolo altrimenti l’editor ti dice: «È troppo italiano. Anzi, è proprio italiota!» (''Registri'', 29/2010)
*{{NDR|Sulla [[bellezza]]}} In fondo sono felice di non essere mai stato bello. Almeno non ho sofferto nel perdere la più inafferrabile tra le qualità. Anzi, come epitaffio tombale voglio: «Passò dai brufoli alle rughe senza un solo attimo di bellezza». (''Estetica'', 31/2010)
*Ascoltare la [[radio]] è la cosa più vicina alla lettura. Come il libro, la radio racconta suggerendo, offre spunti sui quali si mette in gioco la fantasia. È la solita contrapposizione: la radio stimola perché è erotica, la [[televisione]] è esplicitamente pornografica. (''Radio'', 33/2010)
* {{NDR|Su [[Aldo Forbice]]}} Forbice è umile con i potenti e arrogante con gli umili, ossia servile con direttori di giornali e politici e tagliente come il suo casato con gli ascoltatori che pongono domande. Da far ascoltare ai propri figli per insegnare loro come non ci si deve comportare nella vita. (''Radio'', 33/2010)
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