Differenze tra le versioni di "Caitlin Moran"

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* Se decidete di assumere un genitore nel vostro ufficio, dovrete mettere in conto che ogni tanto sarà costretto a stare a casa per curare il bambino con la febbre gialla; ma scommetto sarà l'unica persona che sa come far ripartire una fotocopiatrice rotta e riesce ad abbozzare un piano strategico semestrale nel tempo che l'ascensore impiega a portarvi dal ventiquattresimo piano alla reception. (p. 231)
* Ogni contrazione sarà un compito a sé stante, un'esperienza lunga un minuto che spaventerebbe chiunque non fosse preparato a riceverla; ma io conosco la verità che rende il tutto sopportabile, ossia che non c'è nulla di storto o di sbagliato, tutto dovrebbe essere com'è. A differenza degli altri dolori che affliggono l'umanità, questo non segnala il fatto che ci sia qualcosa di storto, ma, anzi, che tutto stia andando per il meglio. (p. 233)
* E se una donna dicesse che non vuole avere figli, il mondo si comporterebbe in maniera ancora più strana. «Ooohhh, mai dire mai!» risponderebbe, come se capire di essere o non essere il tipo di persona che desidera produrre dentro le proprie viscere un intero essere umano fatto di sesso e cibo, per poi disegnare il resto della vita intorno alle sue esigenze, sia una decisione da prendere su due piedi. (p. 237)
 
* La ragione per cui non si domanda agli uomini se vogliono avere dei bambini, ovviamente, è perché gli uomini possono continuare ad avere una vita normale anche dopo un figlio. Questo è il modo in cui funziona ancora il mondo. Milioni di uomini ammirevoli scelgono di non farlo, naturalmente, e decidono di affrontare l'esperienza mano nella mano con la loro partner e di dividere equamente a metà la privazione del sonno, le paura, la stanchezza e l'assenza di rimorso dei loro strilli da aquilotti. Questi uomini mi piacciono. Ma quando alle donne viene chiesto se intendono fare figli, sotto sotto si intende un'altra domanda più oscura e più specifica. Se ascolti molto, molto attentamente [...] riesci a sentirla: «Quando ti deciderai a mandare tutto a quel paese per avere dei bambini?» Quando intendi sacrificare almeno quattro anni della tua carriera, a un'età in cui il [[fascino]], la [[creatività]] e l'[[ambizione]] sono al top, per avere un bambino? Quando metterai in stand-by la genialità e il potere, com'è bello e giusto che sia, per soddisfare minuto per minuto i bisogni di quell'inerme creatura che è il tuo neonato? (pp. 240-241)
* Quando la gente chiede a una donna che lavora: «Quand'è che avrai un bambino?» la vera domanda è: «Quand'è che te ne vai?» (p. 241)
* Uomini e donne sono parimenti convinti di una verità sbagliata: che le donne senza figli siano persone incomplete. [...] È come se una donna venisse considerata bambina finché non ha figli, o come se possa ottenere lo status di «adulta» soltanto dando vita a una persona più giovane; che le lezioni impartite dalla [[maternità]] siano impossibili da replicare e che ogni tentativo di raggiungere tale grado di saggezza e autorealizzazione sia un'alternativa povera e scadente. (p. 242)
* Temo che parte della credenza secondo cui possiamo diventare adulte potenti solo quando abbiamo dei figli [...] sia dovuta al fatto che le donne vengono svalutate quando iniziano a invecchiare. Si crede che il picco della nostra rispettabilità e della nostra sapienza debba essere raggiunto negli anni in cui siamo ancora fertili, gestiamo una famiglia e spesso anche un lavoro. [...] Il vostro momento d'oro è negli anni in cui state dietro ai bambini: l'implicita discriminazione sessuale, e la stupidità, che si nascondono in questa convinzione mi sbalordiscono. (pp. 242-243)
* Perché un bebè non solo porta al mondo una serie di problemi, ma ''toglie'' anche una persona utile al mondo. Almeno una, spesso due; quando si hanno dei bimbi piccoli, per anni non si può più partecipare alle forze della rivoluzione e della giustizia. (p. 243)
* Vale la pena ricordare che avere un figlio non è di importanza vitale per voi in quando donne. Sì, ''potreste'' imparare migliaia di cose interessanti sull'amore, sulla forza, sulla fede, sulla paura, sui rapporti umani, sulla fedeltà genetica e sull'effetto che le albicocche esercitano su un apparato digerente ancora immaturo, ma d'altro canto non credo esista una sola lezione impartita dalla maternità che non possa essere appresa altrove. (p. 245)
* Nessuno ha mai sostenuto, nemmeno per un momento, che gli uomini senza figli si siano persi qualche aspetto fondamentale della propria esistenza, oppure che senza l'esperienza della paternità fossero più poveri o zoppi. (pp. 245-246)
* Ogni donna che scelga, con gioia, ponderatezza, calma e desiderio, di non avere figli rende all'umanità un enorme favore sul lungo termine. Abbiamo bisogno di più donne cui sia consentito di confermare il proprio valore in quanto persone, e non in quanto produttrici di altre persone. (p. 246)
* Per quanto la maternità sia una vocazione incredibile, non ha più valore di quanto ne abbia una donna senza figli al top delle proprie capacità e dei propri talenti. Pensarla diversamente tradisce la convinzione che essere una donna pensante, creativa, produttiva e soddisfatta non basti, e che nessuna azione equivarrà mai al dare alla luce un bambino. (p. 246)
* Nel XXI secolo non ci si può ancora concentrare solo sulle persone che potremmo creare e su ciò che ''loro'' potrebbero fare; bisogna pensare a ciò che siamo ''noi'' e ciò che facciamo ''noi''. (p. 247)
* Ecco il motivo per cui ogni femminista moderna che si rispetti dovrebbe essere interessata ai pettegolezzi che fioriscono intorno alle celebrity; oggigiorno il gossip è l'ambito principale in cui formare la nostra percezione della donna (o comunque questa è la mia scusa per comprare le tipiche riviste che si trovano dal parrucchiere). (pp. 248-249)
* Le donne che, in un mondo fondato sulla discriminazione sessuale, costruiscono la propria fortuna sfruttando proprio la discriminazione sessuale si comportano come un Governo di Vichy con le tette. Porti la quarta, sei depilata fino al midollo e fingi orgasmi su orgasmi? Allora stai collaborando con un regime decadente e corrotto. (p. 253)
* Dopo la liberazione, le persone psicologicamente sottomesse per secoli non iniziano subito a produrre opere gloriose, potenti e volitive. [...] Le vittime devono comprendere quale sia stata la loro relazione con l'aggressore e arrivare a costruire nuove strutture di comando, o almeno capire se hanno ''bisogno'' di strutture di comando. Occorrerà condividere le esperienze vissute per comprendere: a) ciò che è «normale» e b) se si è interessati a essere normali. E soprattutto servirà tempo per comprendere ciò in cui davvero credono, ciò che pensano. Se tutto quello che è stato loro insegnato è la storia, i costumi e il ragionamento dei vincitori, bisognerà aspettare a lungo prima che realizzino quali «pezzi» vogliono mantenere e quali vogliono buttare; quali pezzi siano insidiosi e quali recuperabili. (p. 255)
* La musica pop è l'avanguardia culturale del cambiamento sociale. Considerata la sua immediatezza, la sua influenza e il suo potere (non ci vogliono due anni per arrivare nelle sale, come nel caso dei film; non occorre scrivere per tre anni, come per i libri; non ci sono campagne decennali, come in politica), qualsiasi pensiero o sentimento fermenti nell'inconscio collettivo può scalare le classifiche internazionali nel giro di due mesi. (p. 255)
 
 
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