Differenze tra le versioni di "Jacques Maritain"

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→‎Umanesimo integrale: posizione riguardo al pensiero moderno di Cartesio, Rosseau, Kant, Darwin, Freud, Hegel e Marx (antroponcentrismo di matrice razionalista e naturalista)
(→‎Citazioni di Jacques Maritain: creazione divina dell'anima del nascituro)
(→‎Umanesimo integrale: posizione riguardo al pensiero moderno di Cartesio, Rosseau, Kant, Darwin, Freud, Hegel e Marx (antroponcentrismo di matrice razionalista e naturalista))
*Grazie soprattutto ad [[Emmanuele Mounier]] scrive — l'espressione 'personalista e comunitario' ê divenuta un ritornello per il pensiero cattolico. Anch'io, in questo non sono esente da una qualche responsabilità... Penso che Mounier l'abbia presa da me. Essa ê giusta, ma vedendo l'uso che se ne fa ora, non ne sono molto fiero.
*Il religioso perfetto [[preghiera|prega]] così bene che ignora di pregare.
*In virtù d'un processo di differenziazione normale in se stesso (benché viziato dalle più false ideologie) l'ordine profano o temporale, nel corso dei tempi moderni, si êè costituito nei confronti dell'ordine spirituale o sacro in una relazione d'autonomia tale da escludere di fatto la strumentalità. In altri termini è giunto alla sua maggiorità. E questo êè ancora un guadagno storico che una nuova cristianità dovrebbe conservare.
*Ma per il pensiero razionalistico e naturalistico che cosa è diventato l'uomo dei giorni nostri? Un essere senza centro di gravità, senza [[personalità]], trascinato dal movimento fatale delle larve polimorfe del mondo sotterraneo dell'[[istinto]] e del desiderio<ref name="Studium, 1946" />.
*Nei confronti dell'uomo si può notare che nei primi periodi dell'epoca moderna, con [[Cartesio]] anzitutto, e poi con [[Jean-Jacques Rousseau|Rosseau]] e [[Immanuel Kant|Kant]], il [[razionalismo]] aveva costruito della personalità dell'uomo un'immagine superba e splendida, infrangibile, gelosa della sua immanenza e della sua autonomia, e finalmente buona per essenza. Nel nome stesso dei diritti e dell'autonomia di questa personalità, la polemica razionalistica aveva condannato qualsiasi intervento esterno in questo universo perfetto e sacro -sia che tale intervento provenga dalla rivelazione e dalla [[grazia divina|grazia]], o da una tradizione di umana saggezza, o dall'autorità di una legge di cui l'uomo non sarebbe l'autore, oda un Bene sovrano che solleciterebbe la sua volontà, o, infine, da una realtà oggettiva che misurerebbe e regolerebbe la sua intelligenza. [..] Ora in poco più di un secolo questa fiera personalità [[antropocentrismo|antropocentrica]] ha declinato, si è sminuzzata rapidamente, trascinata nella dispersione dei suoi elementi materiali. Un primo tempo significativo è segnato qui, nel campo della biologia, dal trionfo delle idee [[Charles Darwin|darwiniane]] sull'origine scimmiesca dell'uomo. Secondo questo punto di vista, l'uomo deriva da una lunga evoluzione di specie animali (il che è, dopotutto, una questione secondaria, puramente storica); è cioè il prodotto di un'evoluzione storica senza discontinuità metafisica. In questa prospettiva è escluso che l'essere umano costituisca qualcosa di assolutamente nuovo nella serie biologica e che a ogni generazione di un essere umano, un'anima sia creata dall'autore di tutte le cose e gettata nell'esistenza per un destino eterno. [...] Il secondo colpo, il colpo di grazia, se così si può dire, lo ha inferto [[Sigmund Freud|Freud]] nel campo della psicologia (non parlo qui dei suoi metodi di ricerca in cui ci sono delle scoperte geniali, ma della sua [[metafisica]]).[...] Ogni ben regolata [[dignità]] della nostra [[coscienza]] personale appare come una velata maschera mentitrice. In definitiva, l'uomo non è che l'incrocio di una libido anzitutto sessuale di un istinto di morte<ref name="Studium, 1946" />.
*Assistiamo a una dispersione e decomposizione definitiva. Il che non impedisce più che mai all'essere umano di rivendicare la [[sovranità]], ma non più per la [[persona|persona individuale]]. Questa non sa più dove sia e si vede solo dissociata e decomposta; è ormai matura per abdicare a profitto dell'uomo collettivo, di questa grande figura dell'umanità storica della quale [[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] ha fatto la teologia, e che, per lui, consisteva nello [[Stato]] con la sua perfetta struttura giuridica, e per [[Karl Marx]] consisterà nella società comunista col suo dinamismo immanente.<ref name="Studium, 1946">Jacques Maritain, ''Umanesimo integrale'', Studium, Roma, 1946 (Nuova ed. Edizioni Borla, Roma 2002)</ref><ref>''Umanesimo integrale'', citato in card. Christoph Schönborn, ''A Sua immagine e somiglianza'', Lindau, Maggio 2008, isbn 978-88-7180-754-6, pp. 54-55.</ref>
*Ma nuove nascite avverano. È anche una legge statistica che le scoperte difficili di cui si ha più bisogno la crescita della storia, si fanno raramente senza il soccorso delle energie dell'errore e di calamità. Le purificazioni che avrebbero salvato tutto, si producono allora dopo che tutto è stato rovinato e comincia a rifiorire. Cosi' va il corso del mondo. Gli stessi che hanno aiutato i santi a santificarsi bruciandoli a fuoco lento traggono profitto dai loro meriti e nutrono la gloria dei crocifissi una volta che siano stati canonizzati i luoghi comuni della loro eloquenza e la prosperità delle loro imprese e non mancheranno dal preparare nuovi santi per nuovi dolori e nuove canonizzazioni. I mondi che sono sorti nell'eroismo, tramontano nella fatica, affinché vengano a loro volta nuovi eroismi e nuove sofferenze che faranno sorgere altri mondi. La storia umana cresce così perché non si ha là un processo di ripetizione ma di espansione e progresso; cresce, come una sfera di espansione, ravvicinandosi insieme alla sua doppia consumazione: nell'assoluto di quaggiù, ove l'uomo è dio senza Dio; e nell'assoluto dell'atto ove è Dio con Dio.
*Non solo compiti di [[iniquità]] sono tenuti da maschere o da figure di giustizia, ma compiti di giustizia sono tenuti (e guastati) da maschere di iniquità. Non solo del cattivo lavoro storico, del lavoro inutile è fatto da portatori degli stendardi di verità, ma del buon lavoro, del lavoro utile, è fatto (e guastato) dagli avversari degli stendardi di verità.
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