Differenze tra le versioni di "Caitlin Moran"

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* «Là!» indica mia madre. Tutto il divano si sporge per vedere. «Sì, sono DECISAMENTE peli! E anche le tue gambotte iniziano a metter su pelo... stai crescendo, stai diventando una ''signora''!»<br>Il modo in cui mia mamma dice queste cose mi fa pensare che diventare una signora sia la cosa peggiore che possa capitare a una ragazzina di tredici anni; in più sembra pure che la colpa sia mia. (p. 41)
* Oggi credo siano soltanto quattro le cose che una donna adulta e moderna debba possedere: un paio di scarpe gialle (stranamente vanno con tutto), un amico che venga al posto di polizia a pagarti la cauzione alle quattro di mattina, la ricetta di una torta a prova di bomba e una vulva come Dio comanda. Una patatona pelosa, una bernarda barbuta che per la sua proprietaria, quando si mette comodamente seduta ''en deshabillé'', sia come una scimmietta addomesticata in grembo che si possa mandare a borseggiare i vicini in caso di bisogno (un po' come quella dei ''[[I predatori dell'Arca perduta|Predatori dell'arca perduta]]''). (p. 46)
* Provate a camminare nude in una stanza, di fronte a occhi che sanno apprezzare lo spettacolo, e vedrete che lo specchio mostrerà ciò che è giusto ci sia lì: una zona oscura, qualcosa cui non si vuole far del male, una presenza per metà animalesca e per metà segreta cui rivolgersi con riverenza, e che non venne creata soltanto per rimanere immobile mentre i piselli ci si gettano sopra come se fosse la penultima puntata di ''Giochi senza frontiere''. (p. 50)
 
* Quando si tratta di peli (gambe, baffetti, sopracciglia, mento, capezzolo, inguine) credo che sarebbe utile espandere le relative definizioni nel dizionario estetico, un po' come quando il comico inglese [[Eddie Izzard]] definisce il suo travestitismo «diritti d'abbigliamento uguali per tutti». Non è che Eddie voglia indossare tutti i giorni un vestito da donna (capita che non si metta i tacchi a spillo per un anno intero), ma ogni volta in cui un uomo avesse piacere a farlo (o una donna avesse piacere a essere pelosa) non c'è motivo per cui non dovrebbe poter assecondare i suoi desideri. (p. 52)
* A quattordici anni, sono un esperimento scientifico: dentro mi sento completamente rinata. Mi trovo nel mezzo di un'esplosione che negli anni a venire cercherò di replicare in vari modi in discoteca, alle feste, nei gabinetti, investendo parecchio denaro in pillole che mi facciano sentire almeno un decimo di quanto fossi spensierata e ispirata a quel tempo. (p. 55)
* La pelle mi si è lacerata come se fossi cresciuta a dismisura: le smagliature coprono quasi tutte le parti morbide del mio corpo. La pubertà è un leone che mi ha squarciato con gli artigli mentre cercavo di batterlo in velocità. (p. 57)
* Quel che ho io, invece, è una ''cunt'' (che in italiano equivale più o meno a «fica»). A volte la chiamo anche «grandi labbra» o «vulva», ma di solito è «fica». È una parola vera, possente, radicata nella storia; mi piace l'idea che la mia uscita di sicurezza sia definita dalla più poderosa parolaccia della mia lingua, perché è questo ciò che è, mie care signore. (p. 60)
* In una cultura in cui qualsiasi cosa riguardi l'universo femminile è ancora associata a strilletti e debolezze di vario genere (pensate alle mestruazioni, alla menopausa o al solo fatto di chiamare qualcuno «femminuccia»), adoro l'idea che «fica» sia una parola suprema e invincibile dalle risonanze mistiche. Sappiamo tutte di avere una «fica» ma non possiamo chiamarla così; la consideriamo troppo potente per essere pronunciata, così come gli ebrei non possono mai pronunciare il tetragramma e devono accontentarsi di «Geova». (p. 60)
* Sono convinta che capire come chiamare i propri genitali sia per una ragazza un rito di passaggio formale tanto importante quanto il menarca o la risoluzione dell'amletico dubbio «salopette sì o salopette no?». (p. 63)
* Un uomo femminista è uno dei prodotti finiti più splendidi dell'evoluzione e dovrebbe ASSOLUTAMENTE stare in piedi sulla seggiola circondato da donne festanti che brindino a lui con lo champagne per poi concupirlo. E, tanto che c'è, potrebbe anche cambiare la lampadina e togliere quella ragnatela dal lampadario. (p. 70)
* L'arte è il tentativo di qualcuno di dirmi qualcosa: sono ''migliaia'' le persone che vogliono parlarmi appena apro il loro libro o mi sintonizzo sul loro programma. È come ricevere miliardi di telegrammi con consigli e informazioni importanti: potranno anche essere pessime informazioni o consigli infidi, ma almeno vi danno qualche nozione su come gira il mondo. (p. 71)
* Penso che i libri siano lo strumento più potente perché ogni libro è una somma delle esperienze di vita che possono essere inalate in un giorno solo. [...] Poi scoprite che ogni libro fa parte di una comunità sociale e vi vuole presentare degli amici, come se steste partecipando a una festa in biblioteca senza limiti di orario. (pp. 71-72)
* [[Dorothy Parker]] è per me un monumento perché mi parve essere la prima donna divertente nella storia dell'umanità: per noi rappresenta un passo evolutivo fondamentale tanto quanto il pollice opponibile o l'invenzione della ruota. Dopo di lei, negli anni Venti, il vuoto: mi convinco che non esistano donne altrettanto divertenti fino agli anni Ottanta, con il duo comico French e Saunders e [[Victoria Wood]]. Dorothy Parker è l'Eva dell'umorismo femminile. (p. 72)
* Non posso fare a meno di notare che la maggior parte delle donne che tengono testa agli uomini sono infelici e propense a morire giovani. Secondo la trita opinione comune, questo fenomeno è dovuto al fatto che intimamente non riescono a gettare il cuore oltre l'ostacolo e a competere ad armi pari con gli uomini. Le donne non sono capaci di affrontare le cose da grandi, e non dovrebbero nemmeno provarci. Ma quando guardo al disfacimento femminile (disperazione, autoflagellazione, scarsa autostima, stanchezza, frustrazione dovuta alla perenne mancanza di opportunità, spazio, comprensione, sostegno o contesto di appartenenza) a me sembra che tutte stiano morendo per la stessa ragione: l'obbligo di vivere nel secolo sbagliato. (p. 73)
* La [[Germaine Greer|Greer]] usa termini come «liberazione» e «[[femminismo]]» e io mi rendo conto, all'età di quindici anni, che lei è la prima persona che incontro a non pronunciare queste parole con sarcasmo o tra invisibili virgolette. [...] No, la Greer dichiara «Sono una femminista» in tono perfettamente calmo, logico e ragionato. Sembra la soluzione a un rompicapo che ci ha assillato per anni. Lei lo dice con autorevolezza e orgoglio: quella parola è un premio per i miliardi di donne che hanno combattuto nel corso dell'intera storia dell'umanità. Questo è il vaccino per i fallimenti delle prime pioniere, questa è l'atmosfera che ci terrà tutte in vita nello spazio, la strumentazione che ci mancava: questo è ciò che ci manterrà vive. (pp. 74-75)
* Germaine scrive della donna nello stesso modo in cui gli uomini cantano l'uomo. La descrizione che [[David Bowie|Bowie]] dà di Ziggy in «Ziggy Stardust» [...] potrebbe averla tranquillamente usata la Greer per parlare di sé: «È la più figa di tutte e il suo culo è un dono divino». [...] Germaine è nuova, veloce, libera; ride, scopa e non ha paura di mandare a quel paese gli stupidi o chi si comporta in maniera sbagliata, che si tratti di un fidanzato o di un governo. È una donna che si ascolta A TUTTO VOLUME, COME IL ROCK. (pp. 75-76)
* Germaine ha l'inafferrabile velocità dei primi della classe e la schietta spensieratezza di chi è conscio di dire cose che nessuno aveva mai detto prima. Sa di essere il fronte meteorologico di cui tutti parleranno, la tempesta imminente. (p. 76)
* Le donne sono la novità del moderno XX secolo: le ritroviamo ancora fasciate nel cellophane e ben piegate nella loro scatola perché si erano date per morte per tutta la storia dell'umanità. (p. 76)
* Non credo basti usare la parola «femminista» in sé; io voglio affondare la lama e riportare in auge il termine accompagnandolo all'aggettivo «accanita», che rende l'espressione molto più affascinante. Ed è bene che sia così, perché dopo tanti anni in cui è stato considerato un concetto sbagliato deve tornare a essere giusto. L'hanno usato loro per abusare di noi! Torniamo noi a usarlo, ributtandoglielo in faccia! Voglio riappropriarmi della locuzione «accanita femminista» allo stesso modo in cui la comunità nera si è riappropriata della parola «negro». (p. 79)
* Abbiamo bisogno dell'unica parola che sia mai esistita per descrivere il tentativo di «trasformare il mondo in un posto equo per uomini e donne». (p. 80)
* Quando ho poco tempo e ho bisogno di dare un giudizio rapido, uso una mia personale prova del nove per capire se mi trovo di fronte a forme di discriminazione sessuale. Ovviamente il test non è infallibile, ma in genere mi orienta verso la giusta direzione. Quello che dovete fare è porvi questa domanda: «Anche gli uomini lo fanno? Gli uomini si preoccupano per questa cosa? Gli uomini sprecano tempo su questa cosa? Agli uomini viene detto di non farlo perché in tal modo deluderebbero gli altri uomini? Gli uomini devono scrivere dei libri per parlare di queste stupide stronzate che sono soltanto una perdita di tempo? Questa cosa intaccherebbe la sicurezza di [[Walker Texas Ranger]]?». (p. 85)
* Agli uomini non viene mai detto che i loro commenti stanno opprimendo altri uomini: si presume infatti che sappiano sopportare benissimo l'idea dell'esistenza di altri uomini che si comportano da bastardi nei loro confronti. Seguendo il loro esempio, anche noi dovremmo riuscire a convivere con l'idea che esistano altre donne che si comportano da stronze nei nostri confronti. (p. 86)
* Con ogni probabilità LA CORTESIA è il più grande contributo che ognuno di noi possa dare ogni giorno al resto della vita sulla Terra. (p. 86)
* Ma non dimenticate che la domanda «Anche gli uomini lo fanno?» è un buon sistema per identificare le spore di misoginia presenti in un terreno che altrimenti potreste ritenere ottimo per costruirci sopra una filosofia. (p. 86)
* Ricordate, lo scopo del femminismo non è creare un ''tipo'' particolare di donna. L'idea che esistano «tipi» di donne intrinsecamente sbagliati o giusti è ciò che ha rovinato il femminismo. (p. 87)
 
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