Differenze tra le versioni di "Marsilio Ficino"

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[[Immagine:Marsilio Ficino - Angel Appearing to Zacharias (detail).jpg|thumb|Marsilio Ficino, dettaglio della scena dell'''Annuncio dell'angelo a Zaccaria'' di [[Domenico Ghirlandaio]].]]
'''Marsilio Ficino''' (1433 – 1499), filosofo e umanista italiano.
 
==Citazioni di Marsilio Ficino==
*Ti saluta il tuo Alessandro Filicario, uomo tanto saggio quanto caro a noi, dunque carissimo.
:''Salutat Alexander Filicarius tuus, vir quantum probus tantum nobis carus, ergo carissimus.''<ref>Dalla (lettera a [[Lorenzo de' Medici]] del 13 gennaio 1474, dallanella raccolta ''Lettere'', vol. I, Firenze, 1977, p. XXII).</ref>
*L'Anima è connessa in modo eguale a tutte le cose, anche a quelle che sono a grande distanza le une dalle altre, in quanto esse non sono distanti da lei. Oltre al fatto che l'[[Anima del Mondo]] da un lato si conforma al divino e dall'altro al transeunte, e si lascia attrarre da entrambi in virtù del desiderio, essa è interamente e simultaneamente in ogni luogo.<ref>Da ''Come ricevere vita dal cielo'' ("''De vita coelitus comparanda''"), traduzione e commento di Giacomo Albano, edizioni Lulu, 2014, p. 23.</ref>
*Qualsiasi oggetto materiale, quando venga posto in contatto con le cose superiori... è colpito immediatamente da un influsso celeste tramite quel potentissimo agente, di meravigliosa forza Vitale, che è ovunque presente... come uno specchio riflette un volto, o Eco il suono di una voce, Di ciò fornisce un esempio [[Plotino]] quando, imitando [[Mercurio (divinità)|Mercurio]], afferma che gli antichi sacerdoti, o [[Magi]], solevano introdurre qualcosa di divino e di mirabile nelle loro statue e nei loro sacrifici. Egli [Plotino] sostiene, concordando con [[Ermete Trismegisto|Trismegisto]], che essi non vi introducevano spiriti separati dalla materia [e cioè demoni], ma ''mundana numina'', come ho già detto all'inizio, conformemente all'opinione di [[Sinesio]]...…<ref>Da (''De vita coelitus comparanda''); citato in <ref>Yates, p. 74</ref>
*{{NDR|In merito all'inconoscibilità di Dio}} Queste misteriose affermazioni di [[Dionigi l'Areopagita|Dionigi]] sono confermate da [[Ermete Trismegisto]] il quale dice che Dio è nulla e che nello stesso tempo egli è tutto, che Dio non ha alcun nome e purtuttavia ha ogni nome possibile. <ref>Citato in Yates, ppp. 139-140</ref>
*Se c'è un'età che dobbiamo chiamar [[età dell'oro|d'oro]], essa è senza dubbio quella che produce dovunque ingegni d'oro. (dalle<ref>Dalle ''Lettere'').</ref>
*Tutta la potenza della [[magia]] consiste nell'amore. L'opera della magia è una certa attrazione d'una cosa verso l'altra, per affinità naturale. Tutte le parti di questo mondo dipendono, come le catene dell'essere, da un amore e sono legate da un nesso naturale [...] questa è l'autentica magia. (da<ref>Da ''Simposio''<ref>Citato; citato in [[Marie-Louise von Franz]], ''Psiche e materia'', Bollati Boringheri, p. 149. ISBN 978-88-339-0712-3</ref>)
 
==''Sopra lo amore''==
 
===Citazioni===
*Il Sommo Amore della Provvidenza divina, per ridurci alla diritta via da noi smarrita, anticamente spirò in Grecia una castissima donna, chiamata [[Diotima]] sacerdotessa: la quale da Dio spirata, trovando [[Socrate]] filosofo dato sopra tutto allo Amore, gli dichiarò, che cosa fusse questo ardente desiderio, e per che via ne possiamo cadere al sommo Male e per che via ne possiamo salire al sommo Bene. Socrate rivelò questo sacro misterio al nostro [[Platone]]: Platone filosofo sopra gli altri pio, subito un libro {{NDR|''[[Platone#Simposio|Simposio]]''}} per rimedio de’ Greci ne compose. (dedica; p. 15)
*{{NDR|L'[[amore]]}} desta le cose che dormono: le tenebrose illumina: dà vita alle cose morte: forma le non formate: e dà perfezione alle imperfette. (I, II; p. 23)
*Essendo così, è necessario che la [[Bellezza]] sia una natura comune alla virtù, figure e voci. Perché noi non chiameremmo qualunque di questi tre bello, se e' non fosse in tutti tre comune diffinizione della Bellezza. E per questo si vede, che la natura della Bellezza non può essere corpo. Perché se ella fusse corpo, non converrebbe alle virtù dell'animo, che sono incorporali. (V, III; p. 71)