Differenze tra le versioni di "Massimo D'Alema"

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==Citazioni di Massimo D'Alema==
{{cronologico}}
*Quelli che rubano bisogna metterli in galera. Purtroppo questo non si può fare perché la maggioranza, in genere, li protegge. Questo è il vero scandalo che i giornali dovrebbero denunciare e invece non lo fanno, per complicità. (24 ottobre 1988)<ref name="eviti"/>Citato in [[Peter Gomez]] e [[Marco Travaglio]], ''Se li conosci li eviti'', Chiarelettere, Milano, 2008.</ref>
*C'è una volontà di normalizzazione, di ritorno a un vecchio sistema di potere, quello sul quale la mafia ha messo radici e costruito la sua potenza. Questo è il nostro allarme. Questi i fatti che denunciamo. (5 ottobre 1989)<ref name="eviti">
*Questa è la differenza fra noi e il «sovversivismo dall'alto» del professor [[Francesco Cossiga]]. Il piccone presidenziale... vuole distruggere il fondamento democratico della Repubblica: così si apre un varco nel quale penetrano e trovano legittimazione la destra fascista e la nuova destra leghista. Così si spinge verso un collasso delle istituzioni e verso il rischio di uno sbocco plebiscitario e autoritario. (26 gennaio 1992)<ref name="eviti">
*Lo so anch'io che nel mezzogiorno ci sono almeno due milioni di italiani che lavorano in nero: donne, giovani. Sento anch'io questa come un'enorme vergogna. Ma non sono sicuro, non sono sicuro che questo sia soltanto un problema di polizia di ispettorati del lavoro. Temo che non basti. Temo che non basti. Non sono sicuro che se li scopriamo avremo 7 mila miliardi di entrate in più. Io temo che se li scopriamo alcuni pagheranno le tasse, ma altri chiuderanno: avremo forse un milione di disoccupati in più in giro per il mezzogiorno. Allora, io lo capisco benissimo che questo pone un problema enorme, che questo pone un problema drammatico, e non chiedo certo al sindacato di legalizzare il lavoro nero, il lavoro precario, il sottosalario. Sarebbe assurdo. Ma penso che noi dovremmo preferire essere lì con quei lavoratori e negoziare, negoziare, quel salario per migliorarlo, quello; e negoziare i loro diritti, anziché stare fuori da quelle fabbriche con in mano una copia del contratto nazionale di lavoro.<ref>Dal congresso del PDS, Roma, 23 febbraio 1997; citato in Marco Simoni, ''Senza alibi: Perché il capitalismo italiano non cresce più'', Marsilio Editori spa, [https://books.google.it/books?id=Km_wDQAAQBAJ&pg=PT75 p. 75]. ISBN 8831733605. Video disponibile su ''[http://www.dailymotion.com/video/x2p01hh_d-alema-congresso-del-pds-febbraio-1997_fun Dailymotion.com]''.</ref>
*Ah-ah! È impensabile che il dottor [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] entri in politica. Deve occuparsi dei suoi debiti. Stia fermo, tanto prenderebbe pochi voti. Non siamo mica in Brasile!<ref>Nel 1993; citato in ''[http://d.repubblica.it/argomenti/2011/05/24/news/25_5-massimo_d_alema-349226/ Le ultime parole famose]'', ''D.Repubblica.it'', 24 maggio 2011.</ref>
*Lo dico e lo ripeto: [[Giuliano Amato|Amato]] è un bugiardo e un poveraccio. È uno che deve far di tutto per restare lì dov'è, sulla poltrona. Ma che devo fare? Devo dire vaffanculo?<ref>Citato in ''La Stampa'', 11 marzo 1993; citato in [[Marco Travaglio]], ''[http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/21-settem/21-settem.html Carta Canta – Proto-Vaffa Day]'', ''Repubblica.it'', 21 settembre 2007.</ref>
*Ho qualche difficoltà a considerare Berlusconi un uomo nuovo, dal momento che è stato uno degli uomini più vicini a quelli che han governato l'Italia negli anni Ottanta. (10 febbraio 1994)<ref name="eviti">
*Berlusconi mi ricorda [[Kim Il-sung|Kim Il Sung]]. (13 luglio 1994)<ref name="eviti">
*Caro Cavaliere, lei è come Ceausescu: anche lui, in Romania, controllava tutte le tv, ah, ah! (2 agosto 1994)<ref name="eviti">
*Berlusconi parla con la sua tipica mentalità autoritaria. (10 settembre 1994)<ref name="eviti">
*Il Pds non voterà mai una legge antitrust che non sia votata anche dal Polo.<ref>Citato in [[Marco Travaglio]], ''Ad personam'', Chiarelettere, Milano, 2010, p. 77. ISBN 978-88-6190-104-9.</ref> (12 giugno 1995)
*La [[Lega Nord|Lega]] c'entra moltissimo con la sinistra, non è una bestemmia. Tra la Lega e la sinistra c'è forte contiguità sociale. Il maggior partito operaio del Nord è la Lega, piaccia o non piaccia. È una nostra costola, è stato il sintomo più evidente e robusto della crisi del nostro sistema politico e si esprime attraverso un anti-statalismo democratico e anche antifascista che non ha nulla a vedere con un blocco organico di destra <ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/11/01/un-conclave-per-la-sinistra.html "Un conclave per la sinistra"]'', ''la Repubblica'', 1° novembre 1995.</ref>
*Io di Berlusconi mi fido: credo proprio che sia sincero, quando dice di volere le riforme.<ref name=adpersonam103/> (23 gennaio 1996)
*{{NDR|In visita alla sede di [[Mediaset]]}} Non sono qui per rendere omaggio a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], ma a un'azienda che è un patrimonio per il Paese.<ref>Citato in Paola Di Caro, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1996/aprile/05/Alema_Fininvest_non_dovete_temerci_co_0_9604052309.shtml D'Alema in Fininvest: non dovete temerci]'', ''Corriere della Sera'', 5 aprile 1996, p. 3.</ref>
*La delegittimazione dei giudici scardina l'ordinamento democratico. (9 aprile 1996)<ref name="eviti">
*La caduta della sua {{NDR|di [[Silvio Berlusconi]]}} leadership mi preoccupa, potrebbe bloccare il processo di costruzione di una democrazia dell'alternanza in Italia.<ref name="Travaglio110">Citato in [[Marco Travaglio]], ''Ad personam'', Chiarelettere, Milano, 2010, p. 110. ISBN 978-88-6190-104-9.</ref> (31 maggio 1996)
*Con [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dobbiamo riscrivere le regole dello Stato democratico.<ref name=Travaglio110/> (3 giugno 1996)
*Umanamente, [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] mi è proprio simpatico.<ref name=Travaglio110/> (25 luglio 1996)
*Penso che sia ingiusto attaccare [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]] e il Pool di Milano, perché questi magistrati hanno reso un grande servizio al Paese. (20 luglio 1997)<ref name="eviti">
*{{NDR|Francesco Cossiga}} Ormai è un vecchio signore che si diverte. (11 gennaio 1998)<ref name="eviti">
*Quanto a [[Mani pulite]], forse bisognerebbe un po' ridimensionare la portata di questo evento. Le inchieste di Milano hanno scoperto quello che era già noto a tutti. (27 febbraio 1998)<ref name="eviti">
*{{NDR|Su Francesco Cossiga}} Uno che è stato presidente della Repubblica non dovrebbe entrare nella mischia. Il suo ritorno in politica è inquietante. (11 aprile 1998)<ref name="eviti">
*La [[Lega Nord|Lega]] è un partito razzista. I leghisti sono antifascisti, ma razzisti [...] una strana forma di lepenismo non fascista del Nord.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/04/14/alema-lega-razzista.html D'Alema: Lega razzista]'', ''la Repubblica'', 14 aprile 1998.</ref>
*{{NDR|Pochi giorni prima di divenire premier senza elezioni}} O [[Romano Prodi|Prodi]] o elezioni.<ref>Citato in [[Marco Travaglio]], ''Ad personam'', Chiarelettere, Milano, 2010, p. 100. ISBN 978-88-6190-104-9.</ref> (ottobre 1998)
*Ringrazio il senatore Cossiga per il suo appoggio {{NDR|al nuovo Governo}}: è un gesto importante, significa che la guerra fredda è finita. (16 ottobre 1998)<ref name="eviti">
*{{NDR|Riferendosi a Gnutti, Colaninno e all'irresistibile ascesa dei "capitani coraggiosi"}} Si tratta di un gruppo di imprenditori e di manager ben noti, che hanno fatto Infostrada e Omnitel. Forse stanno facendo il passo più lungo della gamba, ma questo sarà oggetto di valutazioni. Allo stato delle cose, consentitemi di apprezzarne il coraggio.<ref>19 febbraio 1999; citato in Biondani Paolo, Gerevini Mario, Malagutti Vittorio, ''Capitalismo di rapina'', p. 35.</ref>
*Essere stato [[P2|piduista]] vuol dire aver partecipato a un'organizzazione, a una setta segreta, che tramava contro lo Stato, e questo è sancito dal Parlamento. E condivido quest'opinione che si è formata dopo l'inchiesta della Commissione Anselmi.<ref>Dall'intervista a ''Radio anch'io'', 7 marzo 2000; citato in Mario Guarino e Fedora Raugei ''Gli anni del disonore: dal 1965 il potere occulto di Licio Gelli e della Loggia P2 tra affari, scandali e stragi'', Edizioni Dedalo, 2006, [https://books.google.it/books?id=-drX79JnUwAC&pg=PA227 p. 227]. ISBN 8822053605</ref>
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