Differenze tra le versioni di "Massimo Cacciari"

*{{NDR|Sulla contrapposizione tra chi è a favore delle [[unione civile|unioni civili]] e dell'[[omogenitorialità]] e chi è contrario}} [...] vorrei che qualcuno mi spiegasse cos'è la famiglia tradizionale. Quella dell'Atene del V secolo? Quella di Sparta? Quella di Roma? [...] Quella patriarcale di cinquant'anni fa? Quella "moglie, marito, figlio-due figli"? È quella? È quella cioè degli ultimi cinquant'anni la famiglia tradizionale? [...] La famiglia è un prodotto socio-culturale. [...] È quindi del tutto evidente che il suo concetto si vada trasformando. [...] occorrerebbe che queste trasformazioni [...] avvenissero con un minimo di [...] fondamento culturale, di consapevolezza, di coscienza. Non alla faccia di "Vogliamo tutto" e ogni cosa che ci salti in mente è un "diritto naturale" perché poi si contrappongono due "naturalismi": quello cattolico che è di un'assurdità totale perché tutto può essere un cristiano fuorché un "naturalista"; e quello dall'altra parte dei cosiddetti "diritti naturali" che sono un fantasma [...] (da ''diMartedì'', 2 febbraio 2016<ref>Visibile al minuto 08:30 di [https://www.youtube.com/watch?v=vaoSvEaA80I ''Giuseppe De Rita e Massimo Cacciari si confrontano su politica e attualità''], YouTube, 2 febbraio 2016.</ref>
 
{{intestazioneInt|Intervista di Andrea Galli,Da ''L'ateismo oggi? Volgare e mondano'',|Intervista di Andrea inGalli, ''Avvenire'', 11 dicembre 2009.}}
*L'affermazione nietzschiana della morte di Dio non è affatto volgarmente ateistica come qualcuno può pensare.
*Un autore come [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] non ha nulla a che spartire con un volgare ateismo.
*La vera forma dell'[[ateismo]], che non ha a che vedere né con Nietzsche né con Heidegger, è la visione per cui, detto in estrema sintesi, noi siamo soltanto un essere nel mondo: noi siamo accasati, addomesticati nel nostro essere mondano.
{{Int|Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/11/12/news/cacciari_centri_storici-211497927/ Cacciari: “La città non è utopia, i turisti servono”]''|Intervista di Raffaella De Santis, ''Rep.repubblica.it'', 12 novembre 2018.}}
*Il fenomeno che viviamo in Italia è analogo a quello di tutti i [[Centro storico|centri storici]] delle maggiori città del mondo, dove funzioni più redditizie di quelle residenziali diventano competitive.
*A [[Venezia]] c'erano due milioni di turisti all'anno negli anni Settanta, adesso ce ne sono trenta milioni. Ed è una pressione irresistibile, una domanda che continuerà a crescere. Pochi anni fa non c'erano i cinesi, non c'erano i russi. Adesso sì, a valanghe. Sarà dura. Il consumo della città aumenta vertiginosamente.
*Se vogliamo resistere al deflusso dai centri storici bisogna dare alle persone la possibilità di viverci a parità di condizioni rispetto a chi vive altrove. Il costo della vita di chi abita in centro non può essere il doppio rispetto a chi abita dieci chilometri fuori. Oggi invece stare in centro ha dei prezzi altissimi. Bisognerebbe rivedere il sistema fiscale e di agevolazioni, sia per i residenti che per le attività artigianali e commerciali.
 
==Citazioni su Massimo Cacciari==
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