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*C'è chi nasce per comandare, che per servire. Non ci si può far niente, è l'ordine del mondo voluto da Dio. Chi si azzarda a cambiarlo è un eretico da lapidare. Il dogma della predestinazione dice anche che chi nasce nella fede è creatura superiore a chi nasce nel paganesimo; è più vicina alla salvezza, poiché su di essa si è posata la mano di Dio. Fu con questa credenza che gli afrikaner giunsero in Sudafrica. L'immagine del mondo, forgiata dal dogma della predestinazione, appariva loro in tutta la sua manicheista evidenza. Da una parte loro, gli uomini di fede; dall'altra i pagani. L'uomo di fede era bianco, il pagano nero. Così Dio, nella sua saggezza, aveva creato il mondo, prediligendo i bianchi e condannando alla dannazione i neri. Il nero non può cambiare pelle né scrollarsi di dosso il paganesimo, poiché Dio ha stabilito una volta per tutte l'ordinamento del mondo. (p. 93)
*Il razzismo afrikaner non deriva esclusivamente dal desiderio di difendere la sua posizione privilgiata nella società coloniale, come accade invece per gli inglesi. Il razzismo è per lui un dogma della fede, e nella sua coscienza la fede è una conferma dell'esistenza dell'afrikaner stesso. Ogni invito a riconoscere qualche diritto civile agli indigeni viene preso dall'afrikaner non solo come un attacco alla propria posizione sociale, ma anche come un gesto di persecuzione verso la propria fede, un oltraggio alla propria chiesa, una bestemmia. (p. 94)
*[[Ahmed Ben Bella|Ben Bella]] aveva forte individualità, dominava nettamente per l'ampiezza delle vedute e la profondità del pensiero. Il suo pensiero era coraggioso e fecondo, anche se spesso incoerente. Una personalità di rilievo, ma estremamente complessa e disuguale. (p. 112)
*{{NDR|Su [[Ahmed Ben Bella]]}} Ha conferito all'Algeria il prestigio di primo stato del Terzo Mondo. Voleva farne un ponte tra l'Africa e l'Europa per aprire alla sinistra europea e ai partiti comunisti la via all'Africa e al mondo arabo. (p. 112)
*Il socialismo di Ben Bella è stato un esperimento audace e originale. Semplificando, voleva fondare un'economia socialista tenendo la sovrastruttura islamica. L'opposizione gli rimprovera di averne parlato troppo e di aver fatto troppo poco. Rinfaccia al socialismo di Ben Bella di essere stato un socialismo ''verbale''. (p. 113)
*Nel mondo arabo non esiste la tradizione dei partiti politici intesi come forza sociale di punta e bene organizzata. È difficile costruire un partito del genere. Del resto, Ben Bella non si dedicò affatto a questo compito: il partito gli occorreva come facciata, per disporre di un gruppo di collaboratori, e tanto gli bastava. (p. 115)
*Forse la caduta di Ben Bella preannuncia la fine dell'epoca dei grandi capi del Terzo Mondo che sono emersi dalla grama vita quotidiana dei loro paesi, ma che erano più dei leader che degli economisti. Perfino [[Julius Nyerere|Nyerere]] e [[Ahmed Sékou Touré|Sékou Touré]] hanno perso slancio e sono stati schiacciati dall'economia. Le difficoltà economiche incalzano, mancano i dirigenti, il commercio va male. (p. 117)
*[[Mobutu Sese Seko|Mobutu]] aveva arrestato il presidente Kasavubu, autonominandosi presidente per cinque anni. L'aspetto più curioso e interessante della dichiarazione era proprio il termine di "cinque anni" che Mobutu si era assegnato.<br/>E nessuno trovava niente da ridere.<br/>Mobutu aveva ragione: da queste parti, un ufficiale e mille soldati rappresentano una potenza senza rivali. Chi può contrastarli? Quanti partiti al governo hanno la possibilità di disporre, nel momento del bisogno, di mille uomini fidati, fedeli a un'idea e soprattutto non in contrasto tra loro? (p. 128)
 
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