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*La generazione che aveva venti anni nel '68 era più o meno tutta conquistata a quelle idee rivoluzionarie. Cionondimeno ne sono venuti fuori fior di professionisti, fior di intellettuali, di professori, la classe dirigente della cultura e del giornalismo italiano. ([[Ugo Intini]])
*Nel '68, la cinefilia era divisa in due. Erano anni in cui la prima cosa che bisognava definire era la propria collocazione ideologica. Stai con gli studenti o con John Ford? Con Howard Hawks o col '68? O con Don Milani? Le contrapposizioni ideologiche erano nette. ([[Tatti Sanguineti]])
*Nel Sessantotto (c’ero e me lo ricordo bene) la lotta contro le classi dominanti, contro i santuari della cultura paludata, contro i “baroni” dell’università, contro il perbenismo borghese (allora si chiamava così) era animata dal bisogno di espressione di una generazione nata dopo la guerra, che non aveva vissuto la guerra, e voleva girare pagina rispetto a tutto quanto di poco commendevole il Novecento aveva prodotto fino ad allora. ([[Giuseppe Turani]])
*Per me è stato fondamentale non solo per i grandi avvenimenti storici che si sono susseguiti in quegli anni (dalla Primavera di Praga alla guerra in Vietman) ma per la musica e per il costume. Non nego che come tutte le rivoluzioni ci siano stati degli strascichi "pesanti". Ma è stata una fase fondamentale per la crescita civile, come ad esempio i diritti delle donne. ([[Caparezza]])
*Per me gli anni 60 sono finiti quel giorno del Sessantotto... ([[I Simpson (tredicesima stagione)|''I Simpson'', tredicesima stagione]])
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