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amplio Protagora con citazione proposta da Ulisse
==Citazioni di Platone==
*Aster, prima splendevi come stella del mattino tra i viventi, ora, morto, tra i defunti splendi come stella della sera.<ref name="Apu196">Citato in [[Apuleio]], ''Sulla magia e in sua difesa'', EDIPEM, 1973, p. 196.</ref>
*E bisogna star bene attenti, o amico, che il [[Sofistica|Sofista]], lodando le cose che vende, non ci inganni, così come fanno coloro che vendono il cibo del corpo, cioè i mercanti e i bottegai. Infatti, costoro, dei cibi che vendono non sanno neppure essi quale sia buono e quale sia cattivo per il corpo, ma li lodano tutti per poterli vendere.<ref>Socrate: da ''Protagora'', traduzione di Giovanni Reale, editrice La Scuola, VI edizione 1986, p. 27.</ref>
*Gli incanti sono le parole buone.<ref>Da ''Carmide'', citato in Apuleio, ''Sulla magia e in sua difesa'', EDIPEM, 1973, p. 207.</ref>
*La [[bellezza]] è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito.<ref>Citato in [[Ermes Ronchi]], ''Il canto del pane'', San Paolo, 2006, p. 78.</ref>
===[[Explicit]]===
"Se l'uno non è, neppure qualcuna delle altre cose viene pensata come uno e molti: senza l'uno è impossibile pensare ai molti". "Impossibile". "Se l'uno non è, le altre cose non sono, né si possono pensare come uno e molti". "Pare di no". "Né simili, né dissimili". "No". "Né identiche, né diverse, né in contatto, né separate, né tutto quanto prima si è passato in rassegna come apparenza, nessuna di queste cose sono né appaiono le altre cose, se l'uno non è". "Vero". "Se dunque in sintesi dicessimo che se l'uno non è, nulla è, diremmo in modo giusto?" "Certo". "Si dica dunque questo, e si dica anche che, a quanto pare, che l'uno sia, o che non sia, esso stesso e le altre cose, rispetto a sé e fra di loro, sono tutto, in relazione ad ogni aspetto dell'essere, e non sono, e appaiono e non appaiono". "Verissimo".
 
===''Protagora''===
===[[Incipit]]===
====I traduzione====
AMICO: Da dove sbuchi, Socrate? Lo so che sei andato a caccia della bellezza di Alcibiade! Quando l'ho visto l'altro ieri mi è proprio sembrato un bell'uomo; un uomo, però, Socrate, per dirla tra noi: e il suo mento è già quasi coperto di barba.<br />
SOCRATE: E che significa questo? Non sei tu forse un ammiratore di [[Omero]], che ha detto che il momento più affascinante della giovinezza è lo spuntare della prima barba? E questa è proprio l'età di Alcibiade.<br />
AMICO: Come vanno le cose ora? Vieni da un incontro con lui? Come è disposto verso di te il ragazzo?<br />
SOCRATE: Bene, mi è sembrato, e soprattutto oggi: infatti ha parlato molto in mio favore ed è venuto in mio aiuto; torno proprio da un incontro con lui. Ti voglio raccontare una cosa davvero straordinaria: Alcibiade era vicino a me e io non gli prestavo affatto attenzione e spesso me ne dimenticavo.<br />
AMICO: E quale fatto così importante può essersi messo in mezzo fra te e lui? Certo non puoi aver incontrato un altro più bello, almeno in questa città.<br />
SOCRATE: Anzi, molto più bello.<br />
AMICO: Cosa dici? Un cittadino o uno straniero?<br />
SOCRATE: Uno straniero.<br />
AMICO: Di dove?<br />
SOCRATE: Di Abdera.<br />
AMICO: E questo straniero ti è sembrato così bello da apparirti più affascinante del figlio di Clinia?<br />
SOCRATE: Ma mio caro amico, come può non apparire più bello chi è più sapiente?<br />
AMICO: E così arrivi da noi, Socrate, dopo aver incontrato un sapiente?<br />
SOCRATE: Sì. Il più sapiente fra i sapienti del nostro tempo, se [[Protagora]] ti sembra tale.
 
====Ruggiero Bonghi====
'''Amico''': Di dove spunti, Socrate? O non si domanda? Dalla caccia di quella leggiadra fiera d'Alcibiade<ref>Di Alcibiade che è rimasto, pe' suoi difetti più che per le sue qualità, il nome più popolare della storia greca, ''omnia in vulgus nota''. Ne sarà discorso nel dialogo che porta il suo nome e nel Convivio.</ref>? E anche a me, ti so dire, che l'ho visto jeri l'altro, e' m' è parso un bell'uomo, ma però già un uomo, Socrate, a dirla tra noi, e tutto pieno di barba.<br />
'''Socrate''': E per questo? Oh, tu davvero, non sei ammiratore di Omero, il quale dice che quando la prima lanugine adombra il [[mento]], Il più bel fior di giovinezza sia<ref>''Iliad''. XXIV, 348, ed ''Odyss''. X, 278. ‐ Non manca di una sua bellezza questa libertà e genialità di conversazione. Socrate in luogo di rispondere alla precisa dimanda dell'amico, s'oppone a una sua osservazione passeggiera e di nessun rilievo riguardo alla dimanda stessa. Alcibiade ci si dipinge come un uomo su' venti anni. Non si sa precisamente l'anno della sua nascita; ma mi par probabile il ragionamento del MASON nello SMITH'S ''Dictionary'', il quale crede ch'egli nascesse nel 450 a. C. all'incirca. Dall'età presunta d'Alcibiade si argomenterebbe dunque che Platone finga che questo dialogo fosse tenuto nel 430 o nel 428 su per giù; che sarebbe un anno prima o dopo la battaglia di Potidea, alla quale è verisimile che Alcibiade fosse presente insieme con Socrate, come più tardi a quella di Delio (424).</ref>, quella che ha Alcibiade ora?<br />
'''Amico''': Ebbene, dunque? Tu ti spicchi da lui, eh? E com'è egli disposto verso di te il giovine?<br />
'''Socrate''': Bene, certo, m'è parso; anzi, mai meglio di oggi. Di fatti, ha parlato molto in mio favore per ajutarmi; cosicché, anche, non è un momento che l'ho lasciato. Pure, ti voglio dire una strana cosa; lui presente, non solo non gli ho badato, ma mi sono più volte scordato ch'egli ci fosse.<br />
'''Amico''': E che così gran caso vi sarebb'egli potuto avvenire a te e a lui? Certo, non ti sei imbattuto in uno più bello, in questa città almeno.<br />
'''Socrate''': E di molto, anche.<br />
'''Amico''': Cosa dici? Cittadino o forestiero?<br />
'''Socrate.''' Forestiero.<br />
'''Amico''': Di dove?<br />
'''Socrate''': Abderita<ref>ABDERA, città di Tracia vicino all'imboccatura del Nesto. Una colonia fondata prima da Timesio di Clazomene nel 656 av. Cristo, distrutta da' Traci subito, e ristabilita più tardi da' Tei, abitanti d'una città marittima della Bitinia. Di dove Protagora che era nato in Abdera, si trova a volte chiamato Teio (FREI. ''op. cit.'' p. 3).</ref>.<br />
'''Amico''': E t'è sembrato così un bell'uomo il forestiero, da parerti più bello del figliolo di Clinia<ref>Morto alla battaglia di Coronea, combattuta nel 443 a. C. tra gli Ateniesi e i Beozii, colla peggio de' primi.</ref>?<br />
'''Socrate''': E come non deve, o beat'uomo, il fiore d'ogni sapienza non parere più bello?<br />
'''Amico''': Ma oh! che tu mi capiti, dopo un incontro con qualche sapiente?<br />
'''Socrate''': Anzi, col più sapiente di quanti vivono oggi, se a te Protagora pare che sia il più sapiente.<br />
{{NDR|Platone, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/plato/index.htm Protagora]'', traduzione di Ruggiero Bonghi, Milano, F. Colombo, 1859.}}
 
===Citazioni===
*Nessuno dei sapienti ritiene che ci sia alcun uomo che deliberatamente erri e deliberatamente commetta [[Azione|azioni]] brutte e cattive, ma sanno bene che tutti coloro che commettono azioni brutte e cattive, le commettono senza volerlo. (Socrate; 1986, p. 5)
*E bisogna star bene attenti, o amico, che il [[Sofistica|Sofista]], lodando le cose che vende, non ci inganni, così come fanno coloro che vendono il cibo del corpo, cioè i mercanti e i bottegai. Infatti, costoro, dei cibi che vendono non sanno neppure essi quale sia buono e quale sia cattivo per il corpo, ma li lodano tutti per poterli vendere.<ref> (Socrate: da ''Protagora'', traduzione di Giovanni Reale, editrice La Scuola, VI edizione; 1986, p. 27.</ref>)
 
==''Simposio''==
TEODORO: Bene, Socrate, per il nostro dio Ammone, e giustamente, e certamente con buona memoria mi rimproveri per il mio errore di calcolo.
Di questo ti chiedo conto più tardi. E tu, straniero, non stancarti affatto di essere compiacente nei nostri confronti, ma subito, sia che tu scelga prima l'uomo politico, sia che tu scelga il filosofo, quando lo hai scelto, comincia a trattarlo.
 
===''Protagora''===
====I traduzione====
AMICO: Da dove sbuchi, Socrate? Lo so che sei andato a caccia della bellezza di Alcibiade! Quando l'ho visto l'altro ieri mi è proprio sembrato un bell'uomo; un uomo, però, Socrate, per dirla tra noi: e il suo mento è già quasi coperto di barba.<br />
SOCRATE: E che significa questo? Non sei tu forse un ammiratore di [[Omero]], che ha detto che il momento più affascinante della giovinezza è lo spuntare della prima barba? E questa è proprio l'età di Alcibiade.<br />
AMICO: Come vanno le cose ora? Vieni da un incontro con lui? Come è disposto verso di te il ragazzo?<br />
SOCRATE: Bene, mi è sembrato, e soprattutto oggi: infatti ha parlato molto in mio favore ed è venuto in mio aiuto; torno proprio da un incontro con lui. Ti voglio raccontare una cosa davvero straordinaria: Alcibiade era vicino a me e io non gli prestavo affatto attenzione e spesso me ne dimenticavo.<br />
AMICO: E quale fatto così importante può essersi messo in mezzo fra te e lui? Certo non puoi aver incontrato un altro più bello, almeno in questa città.<br />
SOCRATE: Anzi, molto più bello.<br />
AMICO: Cosa dici? Un cittadino o uno straniero?<br />
SOCRATE: Uno straniero.<br />
AMICO: Di dove?<br />
SOCRATE: Di Abdera.<br />
AMICO: E questo straniero ti è sembrato così bello da apparirti più affascinante del figlio di Clinia?<br />
SOCRATE: Ma mio caro amico, come può non apparire più bello chi è più sapiente?<br />
AMICO: E così arrivi da noi, Socrate, dopo aver incontrato un sapiente?<br />
SOCRATE: Sì. Il più sapiente fra i sapienti del nostro tempo, se [[Protagora]] ti sembra tale.
 
====Ruggiero Bonghi====
'''Amico''': Di dove spunti, Socrate? O non si domanda? Dalla caccia di quella leggiadra fiera d'Alcibiade<ref>Di Alcibiade che è rimasto, pe' suoi difetti più che per le sue qualità, il nome più popolare della storia greca, ''omnia in vulgus nota''. Ne sarà discorso nel dialogo che porta il suo nome e nel Convivio.</ref>? E anche a me, ti so dire, che l'ho visto jeri l'altro, e' m' è parso un bell'uomo, ma però già un uomo, Socrate, a dirla tra noi, e tutto pieno di barba.<br />
'''Socrate''': E per questo? Oh, tu davvero, non sei ammiratore di Omero, il quale dice che quando la prima lanugine adombra il [[mento]], Il più bel fior di giovinezza sia<ref>''Iliad''. XXIV, 348, ed ''Odyss''. X, 278. ‐ Non manca di una sua bellezza questa libertà e genialità di conversazione. Socrate in luogo di rispondere alla precisa dimanda dell'amico, s'oppone a una sua osservazione passeggiera e di nessun rilievo riguardo alla dimanda stessa. Alcibiade ci si dipinge come un uomo su' venti anni. Non si sa precisamente l'anno della sua nascita; ma mi par probabile il ragionamento del MASON nello SMITH'S ''Dictionary'', il quale crede ch'egli nascesse nel 450 a. C. all'incirca. Dall'età presunta d'Alcibiade si argomenterebbe dunque che Platone finga che questo dialogo fosse tenuto nel 430 o nel 428 su per giù; che sarebbe un anno prima o dopo la battaglia di Potidea, alla quale è verisimile che Alcibiade fosse presente insieme con Socrate, come più tardi a quella di Delio (424).</ref>, quella che ha Alcibiade ora?<br />
'''Amico''': Ebbene, dunque? Tu ti spicchi da lui, eh? E com'è egli disposto verso di te il giovine?<br />
'''Socrate''': Bene, certo, m'è parso; anzi, mai meglio di oggi. Di fatti, ha parlato molto in mio favore per ajutarmi; cosicché, anche, non è un momento che l'ho lasciato. Pure, ti voglio dire una strana cosa; lui presente, non solo non gli ho badato, ma mi sono più volte scordato ch'egli ci fosse.<br />
'''Amico''': E che così gran caso vi sarebb'egli potuto avvenire a te e a lui? Certo, non ti sei imbattuto in uno più bello, in questa città almeno.<br />
'''Socrate''': E di molto, anche.<br />
'''Amico''': Cosa dici? Cittadino o forestiero?<br />
'''Socrate.''' Forestiero.<br />
'''Amico''': Di dove?<br />
'''Socrate''': Abderita<ref>ABDERA, città di Tracia vicino all'imboccatura del Nesto. Una colonia fondata prima da Timesio di Clazomene nel 656 av. Cristo, distrutta da' Traci subito, e ristabilita più tardi da' Tei, abitanti d'una città marittima della Bitinia. Di dove Protagora che era nato in Abdera, si trova a volte chiamato Teio (FREI. ''op. cit.'' p. 3).</ref>.<br />
'''Amico''': E t'è sembrato così un bell'uomo il forestiero, da parerti più bello del figliolo di Clinia<ref>Morto alla battaglia di Coronea, combattuta nel 443 a. C. tra gli Ateniesi e i Beozii, colla peggio de' primi.</ref>?<br />
'''Socrate''': E come non deve, o beat'uomo, il fiore d'ogni sapienza non parere più bello?<br />
'''Amico''': Ma oh! che tu mi capiti, dopo un incontro con qualche sapiente?<br />
'''Socrate''': Anzi, col più sapiente di quanti vivono oggi, se a te Protagora pare che sia il più sapiente.<br />
{{NDR|Platone, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/plato/index.htm Protagora]'', traduzione di Ruggiero Bonghi, Milano, F. Colombo, 1859.}}
 
===''Teagete''===
*Platone, ''Liside'', da ''Discorsi sull'amicizia e sull'amore'', introduzione di Giovanni Pugliese Carratelli, a cura di Elmo Totti, traduzione di Emidio Martini, BIT, Editoriale Opportunity Book, 1995. ISBN 8881110016
*Platone, ''[http://www.liberliber.it/libri/p/plato/index.htm Protagora]'', traduzione di Ruggiero Bonghi, Milano, F. Colombo, 1859.
*Platone, ''Protagora'', traduzione di Giovanni Reale, editrice La Scuola, VI edizione 1986.
*Platone, ''[[s:Timeo|Il Timeo ovvero Della natura]]'', in ''Dialoghi'', versione di Francesco Acri, CDE, Milano, 1988.
*''Platone, Tutti gli scritti'', a cura di [[Giovanni Reale]], Bompiani, Milano, 2001. ISBN 88-452-9003-4
 
==Altri progetti==
{{interprogetto|s_lingua=italiana|s_preposizione=di|s2=el:Πλάτων|s2_lingua=greca antica|s2_preposizione=di}}
===Opere===
{{Pedia|Alcibiade (dialogo)|''Alcibiade''|(399-387 a.C.)}}