Differenze tra le versioni di "Vittorio Sgarbi"

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*{{NDR|Pietro Cavallini}} Niente ci consiglia di ritenere che egli dipenda da Giotto, come più volte è stato imprudentemente sostenuto: la limpida immagine {{NDR|del ''Giudizio universale''}} che ora abbiamo di fronte è senza precedenti, ha la forza di un isolato segnale che indirizza la rotta, senza errore, con sicurezza. (''Artisti'', p. 37)
*Asimmetrico, anarchico, monumentale e anche profondamente realistico, [[Benedetto Antelami|Antelami]] ha fondato la scultura moderna, definendo una lingua pienamente italiana, intimamente classica. (''Artisti'', p. 47)
*Il più misterioso, il più segreto, il più sensibile fra i pittori manieristi, è certamente [[Lelio Orsi]]. Pittore per diletto e non per necessità, Lelio Orsi ha una produzione naturalmente limitata, ma sempre ad altissimi vertici di qualità. (''Artisti'', p. 91)
*Con lui, gli strumenti della critica d'arte devono lasciare il posto a quelli della psicoanalisi. Davanti a noi si schierano non santi e sante in estasi, ma donne e uomini sfiniti da un desiderio struggente, affannati e sul punto di perdere i sensi. San Francesco brucia in un'estasi che lo divora, lo frantuma, lo spezza; Cristo nell'orto langue e impallidisce, come se avesse perduto tutte le forze. E tutto avviene nell'ombra, con luci striscianti, bagliori notturni, gemiti.<br>Ma il tema prediletto di [[Francesco Cairo]] sembra essere quello biblico di Erodiade con la testa del Battista; un soggetto ripetuto numerose volte, con sempre originali varianti, che trasformano la monotonia creativa in una suggestione di atmosfere peccaminose e dichiaratamente sadiche. (''Artisti'', p. 122)
*{{NDR|Riferendosi al quadro ''La famiglia Bellelli''}} [[Edgar Degas|Degas]] nulla aggiunge e nulla toglie alla vita; non deve esasperare nessun sentimento, nessuna emozione; registra tutto, impassibilmente; attribuisce ad ogni personaggio, pure esplicitamente in posa, l'atteggiamento dimostrato nei suoi confronti. Basta questo, oltre a una impercettibile ombra di malinconia che trasporta l'esistenza nella sfera sublime dell'arte. L'arte non è gesto, non è spontaneità, per Degas; è una profondissima riflessione sul passato, senza pedanterie, senza accademie. (''Artisti'', p. 158)
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