Differenze tra le versioni di "Bernardo Valli"

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*Il presidente turco non detesta i giornalisti, non sopporta quelli che lo criticano. Mette in prigione quelli che non sono d'accordo con lui.<ref>Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/07/31/il-regime-dei-giornalisti-in-carcere01.html?ref=search ''Il regime dei giornalisti in carcere''], ''la Repubblica'', 31 luglio 2016.</ref>
*I Taliban non occupavano tanto territorio afgano dall'autunno 2001. Cioè da quando cominciò l'intervento armato Usa firmato Enduring Freedom (libertà duratura). [...] Adesso, in questo nostro autunno, i Taliban controllano il dieci per cento della popolazione, mentre un terzo dei trentun milioni di abitanti vive in zone contese.<ref name="guerrasenzafine">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/10/06/afghanistan-la-guerra-senza-fine02.html?ref=search ''Afghanistan la guerra senza fine''], ''la Repubblica'', 6 ottobre 2016.</ref>
*Prima della presenza americana, che ho vissuto nella fase iniziale tra Kabul e le regioni orientali, con una puntata a Tora Bora sull'Indu Kusch, avevo seguito un ventennio prima le tragiche vicende dei sovietici andati a vivere l' agonia del loro impero nel groviglio tribale afgano. Neppure i comunisti della fazione kalk (popolo), in larga parte Pashtun, il gruppo etnico maggioritario, erano fedeli all'[[Armata Rossa]]. I generali venuti da Mosca potevano fidarsi ciecamente soltanto dei parsham (bandiera), comunisti della corrente dominata per lo più dalla minoranza tagika.<ref name="guerrasenzafine"/>
*Gli americani furono generosi con i ribelli che si battevano contro i sovietici e i generali oggi amici del loro protetto presidente della repubblica in esercizio. Gli fornirono persino i famosi Stinger, i missili antiaerei portatili, che annientarono la flottiglia di elicotteri russi, affrettando la sconfitta e indirettamente la successiva implosione dell'impero sovietico. Nei jihadisti nacque allora la convinzione di avere trionfato su una super potenza, e quindi di poter fare altrettanto con quella che restava: di poter umiliare anche gli Stati Uniti d'America.<ref name="cullajihad">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/10/06/la-culla-della-jihad-dove-nacque-il-terrore-globale04.html?ref=search ''La culla della jihad dove nacque il terrore globale''], ''la Repubblica'', 6 ottobre 2016.</ref>
*{{NDR|Sui [[Talebani]]}} Da un lato era un movimento religioso puritano, rigorista e fondamentalista, ma con un solo progetto politico: l'applicazione della sharia. La sharia, nient'altro che la sharia. Non aveva, ma poi l'ha maturata, una tendenza apertamente anti-occidentale. Come l'Iran di Khomeini o l'Al Qaeda di Bin Laden. All'origine aveva anche un'aspirazione nazionalista: quella di creare uno Stato afgano con un'identità pashtun, appartenendo i Taliban a quel gruppo etnico.<ref name="cullajihad"/>
{{Int|1=Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/11/14/le-quattro-vite-della-capitale-tra-assedi.html?ref=search Le quattro vite della capitale tra assedi e complotti]''|2=''la Repubblica'', 14 novembre 2001}}
*La neve conferisce a Kabul una certa nobiltà. Se ci arrivi d'inverno ne apprezzi i rilievi senza vedere il tessuto urbano sbrindellato. La corona di montagne appuntite, di cime di varie forme e altezze, tutte eleganti, attorno all'ampia pianura, è imponente. Coperto di bianco, anche quello che hanno fatto gli uomini, ossia la città, diventa accettabile. Basta non vedere nel dettaglio l'agglomerato di bazar e di villaggi desolanti, di solito definiti medievali ma soltanto poveri; basta ignorare anzitutto le zone residenziali moderne.
*Nei primi giorni di gennaio del 1980 fui fortunato. Kabul era invisibile. I carri armati sovietici appena arrivati, nei giorni di Natale, dall'Uzbekistan e dal Tagikistan sembravano elefanti galleggianti su un oceano immacolato, con le proboscidi, i cannoni, puntati contro il nulla. Perché la capitale era deserta. Le principali tribù a confronto in quelle ore, perlomeno a Kabul, erano comuniste. Da un lato i comunisti Khalq (popolo) e dall'altro i comunisti Parsham (bandiera). Ma lo schieramento non era cosi netto. La tragedia delle ultime settimane si era svolta con una mischia in cui era difficile distinguere le fazioni. Breznev aveva deciso di far intervenire l'[[Armata Rossa]] proprio per far cessare quella rissa tra compagni. Il segretario generale del partito sovietico era stato colpito dall'assassinio di Nuhr Mohammad Taraqi, suo amico personale. Taraqi era stato strangolato dagli uomini di Hafizullah Amin. Il quale sarebbe stato a sua volta fucilato dai sovietici, sostenitori di Babrak Karmal. Erano al tempo stesso faide personali e convulsioni rivoluzionarie, sulle quali pesavano le interferenze di Mosca.
*I Khalq, i comunisti del popolo, erano in gran parte Pashtun, ma erano anche in larga parte gente della campagna; mentre i Parsham, i comunisti della bandiera, erano spesso Tagiki e gente di città. C'erano anche i comunisti maoisti, poco numerosi e nascosti: ed erano per lo più giovani musulmani sciiti (come l'ayatollah Khomeini, da poco al potere nel vicino Iran). Le adesioni politiche erano avvenute all'inizio secondo criteri universali, sul piano ideologico, con preferenze nazionali o prosovietiche o procinesi. Col tempo erano però emersi i clan regionali e comunitari.
*{{NDR|Su [[Nur Mohammad Taraki]]}} Lui e Amin erano entrambi Khalq. Ma Taraqi era più moderato e non tollerava l' estremismo di Amin. I sovietici avevano acconsentito. L'assassinio doveva avvenire all'aeroporto di Kabul, dove non mancavano gli agenti del Kgb, sovietici e afgani. Ma Amin aveva sventato il complotto. E dopo giorni di trattative, l'ambasciatore sovietico, Puzanov, era riuscito a convincere i due nemici a incontrarsi. Se non era possibile la pace, bisognava almeno tentare una tregua. C'era invece stata una sparatoria, prima ancora che i due si potessero rivolgere la parola.
*Il caso del presidente siriano, Bashir el-Assad, è esemplare. Dall'inizio dell'insurrezione, nel 2013, l'apparato militare del regime di Damasco ha concentrato gli attacchi sulle zone del paese favorevoli alla ribellione e sui gruppi armati dell'opposizione liberale o islamista, risparmiando lo Stato islamico nel suo feudo di Rakka (nel Nord-Est siriano). Il riguardo ha suscitato il forte sospetto che quel movimento jihadista fosse un mostruoso strumento del "laico" Assad. La complicità appariva a molti evidente, anche se non provata.
*Al Qaeda è la madre di tutti gli jihadismi, anche se adesso molti movimenti, come lo Stato islamico, l'hanno superata nel fanatismo, nella ferocia ed anche nella capacità di raccogliere consensi e occupare territorio. L'Al Qaeda delle origini è invecchiata e non esercita più l'autorità di un tempo, sebbene siano in tanti a servirsi abusivamente del suo nome. Sia pure con altri protagonisti, la sua storia assomiglia in alcuni tratti a quella del califfato di el Baghdadi.
*La sconfitta sovietica fu attribuita all'aiuto di Dio, ma i missili Stinger forniti dagli Stati Uniti furono decisivi, perché privarono i russi del decisivo appoggio di aerei ed elicotteri. Il ritiro dell'[[Armata rossa]] dall'Afghanistan precedette di poco l'implosione dell'Urss, e questo convinse Al Qaeda di avere provocato il crollo di uno dei grandi imperi della storia. Perché non sconfiggere anche quello americano, di cui erano stati lo strumento contro i russi?
*Neppure agli israeliani passò per la testa di favorire il consolidamento del loro futuro tenace avversario, quando agevolarono l'espansione di Hamas, nella Striscia di Gaza. Il loro obiettivo era allora di contrastare, attraverso gli islamisti, l'azione del Fronte popolare di Georges Habache. Un nazionalista marxista, come si definiva.
 
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