Libro dei Giudici: differenze tra le versioni

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{{Antico Testamento}}
'''''Libro dei Giudici''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana.
 
==[[Incipit]]==
 
==Citazioni==
*In quel tempo era giudice d'Israele una profetessa, [[Debora (Bibbia)|Dèbora]], moglie di Lappidot. Essa sedeva sotto la palma di Dèbora, tra Rama e Betel, sulle montagne di Efraim, e gli Israeliti venivano a lei per le vertenze giudiziarie. (4, 4 – 9)
*''Sia benedetta fra le donne [[Giaele]],| la moglie di Eber il Kenita, | benedetta fra le donne della tenda! || Acqua egli chiese, latte essa diede, | in una coppa da principi offrì latte acido. || Una mano essa stese al picchetto | e la destra a un martello da fabbri, | e colpì Sisara, lo percosse alla testa, | ne fracassò, ne trapassò la tempia.'' (5, 24 – 26)
*[[Giaele]] uscì incontro a Sisara e gli disse: "Fermati, mio signore, fermati da me: non temere". Egli entrò da lei nella sua tenda ed essa lo nascose con una coperta. Egli le disse: "Dammi un po' d'acqua da bere perché ho sete". Essa aprì l'otre del latte, gli diede da bere e poi lo ricoprì. Egli le disse: "Sta' all'ingresso della tenda; se viene qualcuno a interrogarti dicendo: C'è qui un uomo?, dirai: Nessuno". Ma Giaele, moglie di Eber, prese un picchetto della tenda, prese in mano il martello, venne pian piano a lui e gli conficcò il picchetto nella tempia, fino a farlo penetrare in terra. (4, 18 – 21)
*''Era cessata ogni autorità di governo, | era cessata in Israele, | fin quando sorsi io, Dèbora, | fin quando sorsi come madre in Israele.'' (5, 7)
*''Sia benedetta fra le donne [[Giaele]],| la moglie di Eber il Kenita, | benedetta fra le donne della tenda! || Acqua egli chiese, latte essa diede, | in una coppa da principi offrì latte acido. || Una mano essa stese al picchetto | e la destra a un martello da fabbri, | e colpì Sisara, lo percosse alla testa, | ne fracassò, ne trapassò la tempia.'' (5, 24 – 26)
*''Così periscano tutti i tuoi nemici, Signore! | Ma coloro che ti amano siano come il sole, | quando sorge con tutto lo splendore.'' (5, 31)
*''Si misero in cammino gli [[albero|alberi]] | per ungere un re su di essi. | Dissero all'[[ulivo]]: | Regna su di noi. || Rispose loro l'ulivo: | Rinuncerò al mio olio, | grazie al quale | si onorano dei e uomini, | e andrò ad agitarmi sugli alberi? || Dissero gli alberi al [[fico]]: | Vieni tu, regna su di noi. || Rispose loro il fico: | Rinuncerò alla mia dolcezza | e al mio frutto squisito, | e andrò ad agitarmi sugli alberi? || Dissero gli alberi alla [[vigneto|vite]]: | Vieni tu, regna su di noi. || Rispose loro la vite: | Rinuncerò al mio [[mosto]] | che allieta dei e uomini, | e andrò ad agitarmi sugli alberi? || Dissero tutti gli alberi al [[rovo]]: | Vieni tu, regna su di noi. || Rispose il rovo agli alberi: | Se in verità ungete | me re su di voi, | venite, rifugiatevi alla mia ombra; | se no, esca un fuoco dal rovo | e divori i [[cedro del Libano|cedri del Libano]].'' (9, 8 – 15)