Differenze tra le versioni di "Gilbert Keith Chesterton"

nessun oggetto della modifica
*C'è un aspetto per il quale i matrimoni moderni falliscono quasi certamente: cercano di raggiungere uno scopo impossibile. Il desiderio di venerazione è profondo e insito nella natura umana, ma deve essere diretto a Dio. Avendo perso l'idea di Dio, molti uomini e donne iniziano la loro vita matrimoniale venerandosi l'un l'altro. E così arriva la disillusione. Nessun uomo può essere tutto per sua moglie e nessuna donna può essere tutto per il marito: solo il Dio infinito può essere tutto per l'uomo e per la donna che ha creato per Lui.<ref name=timeabstr>Da un articolo su ''Time's Abstract and Brief Chronicle'', 1905; citato nella postfazione a Gilbert Keith Chesterton, ''La Ballata del Cavallo Bianco'', Raffaelli Editore, Seconda Edizione 2011, a cura di Annalisa Teggi e Marco Antonellini, postfazione di Marica Ferri, p. 172.</ref>
*C'è un grande uomo che fa sentire ogni uomo piccolo. Ma il vero grande uomo è colui che fa sentire tutti grandi. (''Charles Dickens'', cap. 1)
*Chi crede nei miracoli li accetta (a torto o a ragione) perché sono evidenti per lui; chi non ci crede li nega (a torto o a ragione) perché ha una dottrina contro essi. (da ''Ortodossia'', p. 206)
:Chi crede ai miracoli lo fa perché ha delle prove a loro favore. Chi li nega è perché ha una teoria contraria ad essi. (citato in [[Antonio Socci]], ''[http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=Q0JOQ La Madonna di Lourdes sconvolge gli intellettuali]'', ''Libero'', 19 febbraio 2010)
*Con la benedizione del [[matrimonio]], si riceve la forza per amarsi ed essere fedeli l'uno all'altra e in quanto sacramento, la grazia di portare su di sé i limiti e gli errori dell'altro come fossero i propri. Qualsiasi marito e qualsiasi moglie sbaglia a volte così come ogni madre a volte sbaglia col figlio. Non siamo onniscienti e onnipotenti: non vediamo tutti gli elementi, non possiamo controllare nemmeno quelli che vediamo e l'egoismo umano a volte gioca brutti scherzi inconsci anche nel cuore più adorabile. In altre parole, non siamo Dio e guai a chi venera idoli anche all'interno del matrimonio. Ma una volta che ci si rende conto di questo, una volta che Dio è messo sul trono, nel matrimonio entra un enorme potere, per cui gli errori e i peccati dei due che sono stati fatti uno, possono servire per la reciproca santificazione.<ref name=timeabstr/>
*Dicono che il viaggiare allarghi la mente, ma è necessario possedere una mente.<ref>Da ''L'ombra del pescecane'', ne ''Il poeta e i pazzi'', traduzione di Frida Ballini, Bompiani, 2012.</ref>
*Il [[male]] vince sempre grazie agli uomini dabbene che trae in inganno; e in ogni età si è avuta un'alleanza disastrosa tra abnorme ingenuità e abnorme peccato. (da ''Eugenetica e altri malanni'')
*Il mondo non languirà mai per mancanza di [[Meraviglia|meraviglie]], ma soltanto quando l'uomo cesserà di meravigliarsi.<ref name="Parisini">Citato in Marcus Parisini, ''L'anima degli animali'', Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone, 2002, p. 45. ISBN 88-87881-68-5</ref>
*Il [[poeta]] cerca solo di mettere la testa in cielo. È il logico che cerca di mettere il cielo dentro la propria testa. Ed è la sua testa che si spacca. (''Ortodossia'', cap. 2)
*Il povero onesto può a volte dimenticare la sua condizione, ma l'uomo ricco e onesto non lo può fare. (''All things considered'', cap. 2)
*Il temperamento artistico è una malattia che affligge i [[dilettante|dilettanti]]. (''Eretici'', cap. 17)
*Se una cosa merita di essere fatta, merita di essere fatta male. (da ''What's wrong with the world'')
*Si potrebbe compilare il peggior libro del mondo usando solamente passi scelti dei migliori scrittori esistiti. (''On lying in bad and other essays'', a cura di Alberto Manguel, Bayeux Arts, 2000)
*Si può conoscere il cosmo, ma non il proprio ego; il proprio io è più distante di ogni altra stella. (''Ortodossia'', cap. 4)
*Tutta la differenza fra costruzione e creazione è esattamente questa: una cosa costruita si può amare solo dopo che è stata costruita; ma una cosa creata si ama prima che esista. (dalla prefazione a Charles Dickens, ''Il Circolo Pickwick'')
*Tutti i [[dialetto|dialetti]] sono metafore e tutte le metafore sono poesia. (''L'imputato'', cap. 13)
===[[Incipit]]===
Questo libro risponde ad una sfida: è la sua sola giustificazione. Per uno che appena sappia tenere la spada in mano è sempre un onore accettare un duello. Quando pubblicai, tempo addietro, una raccolta di scritti, frettolosi ma sinceri, sotto il titolo ''Eretici'', parecchi critici per la cui intelligenza ho molta stima (ricorderò specialmente [[G. S. Street]]) osservarono che era giustissima la mia proposta che ognuno dovesse esporre la propria teoria cosmica, ma che intanto, per ciò che mi riguardava, avevo mancato di dare il buon esempio. «Alla mia filosofia – scriveva Street – comincerò a pensarci quando Chesterton ci avrà fatto conoscere la sua». Fu forse imprudente dare suggerimento simile ad uno, come me, fin troppo pronto a scriver libri a ogni più piccola provocazione.
 
===Citazioni===
*Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell'umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l'umanità pur di combattere la Chiesa.
*II [[paradossi dai libri|paradosso]] fondamentale del Cristianesimo è che la ordinaria condizione dell'uomo non è il suo stato di sanità e di sensibilità normale: la [[normalità]] stessa è un'anormalità. Questa è la filosofia profonda della caduta.
*II valore delle cose sta nell'essere state salvate da un naufragio, ripescate dal Nulla all'esistenza. Ma io ho fantasticato (l'idea può sembrare pazzesca) che l'ordine e il numero delle cose non sia che il romantico avanzo del naviglio di Crusoe [...]. Gli alberi e i pianeti mi parevano come salvati dal naufragio, e quando vidi il Matterhorn fui contento che non fosse stato dimenticato nella confusione.
*La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. ([)] Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro.
*Ah, io non posso concepire né tollerare alcuna utopia che non mi lasci la libertà che mi è più cara: la libertà di vincolare me stesso.
*Non sarà necessario che qualcuno combatta la proposta di una censura della stampa. Non c'è bisogno di una censura della stampa. Abbiamo una censura ad opera della stampa.
*È consuetudine lamentarsi del trambusto e del dinamismo della nostra epoca; ma in verità la caratteristica principale di quest'epoca è la sua profonda pigrizia e stanchezza, ed è precisamente questa effettiva pigrizia la causa dell'apparente trambusto. Prendete un caso visibilissimo: le strade sono piene del rumore dei taxi e delle automobili, dovuto non all'attività, ma al riposo umano. Ci sarebbe meno trambusto se ci fosse più attività: se la gente semplicemente andasse a piedi. Il nostro mondo sarebbe più silenzioso se fosse più energico.
*Tutto il mondo moderno è in guerra con la ragione, e la torre già vacilla.
 
*Chi crede nei miracoli li accetta (a torto o a ragione) perché sonone evidentiha perdelle lui;prove. chiChi non ci crede nei miracoli non li negaaccetta (a torto o a ragione) perché ha una dottrina contro di essi. (da ''Ortodossia'', pcap. 206IX; 2010)
*Il poeta desidera solamente l'esaltazione e l'espansione, un mondo entro cui espandersi. Il poeta chiede solo di levare la propria testa fino ai cieli. È il logico che cerca di spingere i cieli dentro la sua testa. Ed è la sua testa a spaccarsi. (cap. II; 2010)
*Si può comprendere l'universo, ma non si riesce mai a capire il proprio io, che sembra più lontano delle stelle. (cap. IV; 2010)
 
===[[Explicit]]===
*Gilbert Keith Chesterton, ''La saggezza di padre Brown'', traduzione di Paolo Morganti, Morganti Editori, Pezzan di Carbonera (Treviso), 2008.
*Gilbert Keith Chesterton, ''Ortodossia'', traduzione di Roberto Ferraro, Morcelliana, Brescia, 2007.
*Gilbert Keith Chesterton, ''Ortodossia'', traduzione di Raffaella Asni, Lindau, Torino, 2010.
*Gilbert Keith Chesterton, ''San Tommaso d'Aquino'', traduzione di Isa Maranesi, Piemme, Torino, 1998.
*Gilbert Keith Chesterton, ''San Tommaso d'Aquino'', traduzione di Giovanna Caputo, Lindau, Torino, 2008.
42 716

contributi