Fabrizia Ramondino: differenze tra le versioni

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[[File:‪Augusto De Luca ritrae Fabrizia Ramondino.jpg‬|right|thumb|Fabrizia Ramondino]]
'''Fabrizia Ramondino''' (1936 – 2008), scrittrice italiana.
 
==Citazioni di Fabrizia Ramondino==
*E fuggendo Napoli, per inseguire un Nord mitico, che quasi sempre non oltrepassava Roma, [i giovani intellettuali napoletani] venivano a loro volta inseguiti da Napoli, come da una segreta ossessione. Ché Napoli usa seguire i suoi concittadini dovunque, come un'ombra, se si trasferiscono altrove.... Così Napoli, dove è così difficile vivere e che invoglia tanto a partire, che è così difficile abbandonare e che costringe sempre a tornare, diventa, più di molti altri, il luogo emblematico di una generale condizione umana nel nostro tempo: trovarsi su un inabitabile pianeta, ma sapere che è l'unico dove per ora possiamo star di casa. (da ''Star di casa'', Garzanti, Milano, 1991, pp. 59-60<ref>Citato in Maria Ornella Marotti, ''Ethnic Matriarchy: Fabrizia Ramondino's Neapolitan Word'', in ''Italian Women Writers from the Renaissance to The Present, {{small|Revising the Canon}}'', Edited with an Introduction by Maria Ornella Marotti, The Pennsylvania State University Press, University Park, Pennsylvania, 1996, [https://books.google.it/books?id=-jj5TNYvakMC&lpg=PA184&dq=&pg=PA184#v=onepage&q&f=false p. 184]</ref>)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Taccuino tedesco''===
Fu così che venni a sapere in modo definitivo come nascono i bambini. Avevo diciassette anni e preparavo gli esami di maturità con un'amica del Viale Elena. Il Viale Elena era stato costruito in un periodo umbertino e era ombreggiato da due file di pini, regolari come i palazzi signorili, che facevano frangente da un lato al vento del mare, dall'altro ai poveri della Torretta. Ciascuna di noi due ragazze aveva i propri modelli di donna o fantasmi interiori. Per me, che appartenevo a una famiglia colta, ma decaduta economicamente, e che per varie vicissitudini ero outsider, tanto a scuola che nella borghesia napoletana, il fantasma amato era [[Anna Maria Ortese]], che pochi anni prima aveva frequentato quel Viale. Per la mia amica, che apparteneva a una famiglia più incolta, ma in rapida ascesa sociale, il fantasma era G. L., donna bellissima, elegante e libera. Attorno a ambedue i fantasmi femminili aleggiava il peccato: quello di comunismo attorno a Anna Maria Ortese, quello di sesso attorno a G. L.
 
==Note==
<references />
 
==Bibliografia==
==Altri progetti==
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