Fabrizia Ramondino: differenze tra le versioni

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https://books.google.it/books?id=qh3FAAAAIAAJ&q=%22di+noi+due+ragazze+aveva+i+propri+modelli+di%22&dq=%22di+noi+due+ragazze+aveva+i+propri+modelli+di%22&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj8x6vtlfncAhVOy6QKHe8wAO8Q6AEILDAB
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===''Taccuino tedesco''===
Fu così che venni a sapere in modo definitivo come nascono i bambini. Avevo diciassette anni e preparavo gli esami di maturità con un'[[Amico|amica]] del Viale Elena. Il Viale Elena era stato costruito in un periodo umbertino e era ombreggiato da due file di pini, regolari come i palazzi signorili, che facevano frangente da un lato al [[vento]] del [[mare]], dall'altro ai poveri della Torretta. {{sic|Ciacunna}}Ciascuna di noi due ragazze aveva i propri modelli di [[donna]] o fantasmi interiori. Per me, che appartenevo a una famiglia colta, ma decaduta economicamente, e che per varie vicissitudini ero outsider, tanto a [[scuola]] che nella borghesia [[Napoli|napoletana]], il fantasma amato era [[Anna Maria Ortese]], che pochi anni prima aveva frequentato quel Viale. Per la mia amica, che apparteneva a una [[famiglia]] più incolta, ma in rapida ascesa sociale, il fantasma era G. L., donna bellissima, elegante e libera. Attorno a ambedue i fantasmi femminili aleggiava il [[peccato]]: quello di [[comunismo]] attorno a Anna Maria Ortese, quello di [[sesso]] attorno a G. L.
 
==Bibliografia==