Differenze tra le versioni di "Hannah Arendt"

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*Il dominio [[totalitarismo|totalitario]], al pari della [[tiranno|tirannide]], racchiude in sé i germi della propria distruzione.
*Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più.
*La rivoluzione d'ottobre ottenne la vittoria con stupefacente facilità in un paese dove una burocrazia dispotica e accentrata governava una massa amorfa, che né i residui del feudalesimo rurale né il debole, nascente capitalismo urbano avevano saputo organizzare. Quando [[Lenin]] affermava che in nessun altro paese del mondo sarebbe stato così facile conquistare il potere e così difficile conservarlo, si rendeva conto non solo della debolezza della classe operaia russa, ma altresì delle anarchiche condizioni sociali che favorivano i cambiamenti improvvisi. Privo com'era degli istinti del capo della massa (non era un oratore e aveva una spiccata tendenza ad ammettere pubblicamente i propri errori e ad analizzarli, cosa che urtava contro l'infallibilità dei capi totalitari, oltre che contro le regole di ogni demagogia), Lenin puntò subito su tutte le possibili differenziazioni, sociali, nazionali, professionali, capaci di introdurre delle strutture nella popolazione, nella palese convinzione che tale processo stratificatore avrebbe costituito la salvezza del potere rivoluzionario.
*Le ideologie ritengono che una sola idea basti a spiegare ogni cosa nello svolgimento dalla premessa, e che nessuna esperienza possa insegnare alcunché dato che tutto è compreso in questo processo coerente di deduzione logica.
*Nella loro pretesa di spiegazione totale, le ideologie hanno la tendenza a spiegare non quel che è, ma quel che diviene, quel che nasce e muore.
*Quel che prepara così bene gli uomini moderni al dominio totalitario è l'estraniazione che da esperienza limite, usualmente subìta in certe condizioni sociali marginali come la [[vecchiaia]], è diventata un'esperienza quotidiana delle masse crescenti del nostro secolo.
*Se la legalità è l'essenza del governo non tirannico e l'[[illegalità]] quella della tirannide, il [[terrore]] è l'essenza del potere totalitario.
*[[Heinrich Himmler|Himmler]] definì le SS come il nuovo tipo umano che in nessuna circostanza avrebbe fatto "«una cosa per se stessa"».<ref name=Cor>Da ''Le origini del totalitarismo'', Edizioni di Comunità, Milano, 1967; citato in [[Massimo Corsale]], ''L'autunno del Leviatano'', Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 1998.</ref>
*I movimenti [[Totalitarismo|totalitari]] trovano un terreno fertile per il loro sviluppo dovunque ci sono delle masse che per una ragione o per l'altra si sentono spinte all'organizzazione politica, pur non essendo tenute unite da un interesse comune e mancando di una specifica coscienza classista, incline a proporsi obiettivi ben definiti, limitati e conseguibili.<ref name=Cor/>
*L'atomizzazione della società sovietica venne ottenuta con l'abile uso di ripetute epurazioni, che invariabilmente precedevano l'effettiva liquidazione di un gruppo. Per distruggere tutti i legami sociali e familiari, le epurazioni venivano condotte in modo da minacciare della stessa sorte l'accusato e tutta la sua cerchia, dai semplici conoscenti agli amici e ai parenti più stretti. La conseguenza dell'ingegnoso criterio della "«colpa per associazione"» era che, appena un uomo veniva accusato, i suoi vecchi amici si trasformavano di colpo nei suoi nemici più accaniti [...]. In ultima analisi, fu con l'impiego radicale di questi metodi polizieschi che il regime [[stalin]]iano riuscì a instaurare una società atomizzata quale non si era mai vista prima, e a creare intorno a ciascun individuo un'imponente solitudine quale neppure una catastrofe da sola avrebbe potuto causare.<ref name=Cor/>
*Il livellamento delle condizioni dei sudditi è sempre stato una delle principali preoccupazioni dei despoti e dei tiranni fin dai tempi più antichi; ma un simile livellamento non è sufficiente per il regime totalitario, perché lascia più o meno intatti certi legami non politici, come i vincoli familiari e gli interessi culturali comuni. Se tale regime vuole sul serio raggiungere il suo scopo, deve far sì che "«finisca una volta per tutte la neutralità del gioco degli scacchi"», vale a dire l'esistenza autonoma di qualsiasi attività.<ref name=Cor/>
*La concezione dei [[diritti umani]] è naufragata nel momento in cui sono comparsi individui che avevano perso tutte le altre qualità e relazioni specifiche, tranne la loro qualità umana. [...]. Se un individuo perde il suo status politico, dovrebbe trovarsi, stando alle implicazioni degli innati e inalienabili diritti umani, nella situazione contemplata dalle dichiarazioni che li proclamano. Avviene esattamente l'opposto: un uomo che non è altro che un uomo sembra aver perso le qualità che spingevano gli altri a trattarlo come un proprio simile.<ref>Da ''Le origini del totalitarismo'', traduzione di A. Guadagnin, Edizioni di Comunità, Milano, 1996, pp. 415-416; citato in Massimo Filippi, ''I margini dei diritti animali'', Ortica editrice, 2011, pp. 12-13. ISBN 978-88-97011-18-7</ref>
 
==''Tra passato e futuro''==
==Bibliografia==
*Hannah Arendt, ''Ebraismo e modernità'', a cura di Giovanna Bettini, Feltrinelli, Milano, 1993.
*Hannah Arendt, ''Le origini del totalitarismo'', traduzione di Amerigo Guadagnin, Edizioni di Comunità, MilanoEinaudi, 19672004.
*Hannah Arendt, ''Tra passato e futuro'', traduzione di Tania Gargiulo, Garzanti, Milano, 1991.
*Hannah Arendt, ''Vita activa. La condizione umana'', traduzione di Sergio Finzi, RCS Libri, Milano, 2011.
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