Differenze tra le versioni di "Hannah Arendt"

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*L'[[educazione]] è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l'arrivo di esseri nuovi, di giovani. Nell'educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balìa di se stessi, tanto da non strappargli di mano la loro occasione d'intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d'imprevedibile per noi; e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti.
 
==''Vita Activaactiva''==
*La pluralità umana, condizione fondamentale sia del discorso sia dell'azione, ha il duplice carattere dell'eguaglianza e della distinzione. Se gli uomini non fossero uguali, non potrebbero né comprendersi fra loro, né comprendere i propri predecessori, né fare progetti per il futuro e prevedere le necessità dei loro successori. Se gli uomini non fossero diversi, e ogni essere umano distinto da ogni altro che è, fu o mai sarà, non avrebbero bisogno né del discorso né dell'azione per comprendersi a vicenda. Sarebbero soltanto sufficienti segni e suoni per comunicare desideri e necessità immediati e identici. (V, 24, p. 135)
*Il miracolo che salva il mondo, il dominio delle faccende umane, dalla sua normale, 'naturale' rovina è in definitiva il fatto della natalità, in cui è ontologicamente radicata la facoltà dell'azione. È, in altre parole, la nascita di nuovi uomini e il nuovo inizio, l'azione di cui essi sono capaci in virtù dell'esser nati. Solo la piena esperienza di questa facoltà può conferire alle cose umane fede e speranza, le due essenziali caratteristiche dell'esperienza umana che l'antichità greca ignorò completamente. È questa fede e speranza nel mondo che trova forse la sua più gloriosa e stringata espressione nelle poche parole con cui il vangelo annunciò la 'lieta novella' dell'avvento: 'Un bambino è nato per noi'". (p. 263)
*Con la [[parola]] e con l'agire ci inseriamo nel mondo umano, e questo inserimento è come una seconda nascita, in cui confermiamo e ci sobbarchiamo la nuda realtà della nostra apparenza fisica originale. (V, 24, p. 136)
*La nostra è la prima generazione divenuta pienamente consapevole delle conseguenze atroci che discendono da una linea di pensiero che costringe ad ammettere che tutti i mezzi, purché siano efficaci, sono leciti e giustificati per conseguire qualcosa di definitivo come fine. (Bompiani, Milano, 2008, 168)
*Il fatto che l'[[uomo]] sia capace d'[[azione]] significa che da lui ci si può attendere l'inatteso, che è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. E ciò è possibile solo perché ogni uomo è unico e con la nascita di ciascuno viene al mondo qualcosa di nuovo nella sua unicità. (traduzione di Sergio FinziV, Bompiani24, Milano,p. 1999137)
*La nostra è forse la prima generazione divenuta pienamente consapevole delle conseguenze atroci che discendono da una linea di pensiero che costringe ad ammettere che tutti i mezzi, purché siano efficaci, sono leciti e giustificati per conseguire qualcosa di definitivodefinito come un fine. (BompianiV, Milano31, 2008,p. 168176)
*Proprio come da [[Platone]] e [[Aristotele]] fino all'età moderna la [[filosofia]], nei suoi maggiori e più autentici rappresentanti, è stata l'articolazione dello stupore di fronte a ciò che è, così la filosofia moderna, da [[Cartesio|Descartes]] in poi, è consistita nelle articolazioni e ramificazioni del [[dubbio]].
*Il miracolo che salvapreserva il mondo, illa dominiosfera delle faccende umane, dalla sua normale, '"naturale'" rovina è in definitiva il fatto della natalità, in cui è ontologicamente radicata la facoltà dell'azionedi agire. È, in altre parole, la nascita di nuovi uomini e il nuovo inizio, l'azione di cui essi sono capaci in virtù dell'esser nati. Solo la piena esperienza di questa facoltà può conferire alle cose umane fede e speranza, le due essenziali caratteristiche dell'esperienza umana che l'antichità greca ignorò completamente. È questa fede e speranza nel mondo che trova forse la sua più gloriosa e stringataefficace espressione nelle poche parole con cui il vangelo annunciò la '"lieta novella'" dell'avvento: '"Un bambino è nato perfra noi'". (V, 34, p. 263 191)
*Con la [[parola]] e con l'agire ci inseriamo nel mondo umano, e questo inserimento è come una seconda nascita, in cui confermiamo e ci sobbarchiamo la nuda realtà della nostra apparenza fisica originale.
*Proprio come da [[Platone]] e [[Aristotele]] fino all'età moderna la [[filosofia]], nei suoi maggiori e più autentici rappresentanti, è stata l'articolazione dello stupore di fronte a ciò che è, così la filosofia moderna, da [[Cartesio|Descartes]] in poi, è consistita nelle articolazioni e ramificazioni del [[dubbio]]. (VI, 38, p. 212)
*La pluralità umana, condizione fondamentale sia del discorso sia dell'azione, ha il duplice carattere dell'eguaglianza e della distinzione. Se gli uomini non fossero uguali, non potrebbero né comprendersi fra loro, né comprendere i propri predecessori, né fare progetti per il futuro e prevedere le necessità dei loro successori. Se gli uomini non fossero diversi, e ogni essere umano distinto da ogni altro che è, fu o mai sarà, non avrebbero bisogno né del discorso né dell'azione per comprendersi a vicenda. Sarebbero soltanto sufficienti segni e suoni per comunicare desideri e necessità immediati e identici.
 
==Citazioni su Hannah Arendt==
*Hannah Arendt, ''Le origini del totalitarismo'', traduzione di Amerigo Guadagnin, Edizioni di Comunità, Milano, 1967.
*Hannah Arendt, ''Tra passato e futuro'', traduzione di Tania Gargiulo, Garzanti, Milano, 1991.
*Hannah Arendt, ''Vita activa. La condizione umana'', traduzione di Sergio Finzi, RCS Libri, Milano, 2011.
 
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