Differenze tra le versioni di "Richard Nixon"

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*L'Iran ha perso un capo valido. Il mondo ha perso uno di quei ''leader'' che, lungi dall'essere ottusi, capiscono meglio di altri, anche appartenenti a importanti paesi, quali sono le grandi forze che muovono il mondo. Quando l'ho rivisto nel Messico lo scià mi ha fornito, dietro mia richiesta, una valutazione degli sviluppi in URSS, Cina, India, Medio Oriente, Africa e America latina, parlando per un'ora. La sua conoscenza era enciclopedica, la sua saggezza acuta. (p. 295)
*Non dobbiamo insistere per imporre una democrazia di stile americano a nazioni con tradizioni storiche e problemi diversi. Esse devono muoversi a modo loro, secondo il loro passo, verso gli obiettivi che noi in Occidente abbiamo impiegato centinaia di anni per raggiungere. (p. 295)
*I dirigenti sovietici da me conosciuti, fin dal 1959 quando andai a Mosca come vicepresidente, sono ben diversi dai vecchi stereotipi di bolscevichi dinamitardi degli Anni Venti o dei meschini sovversivi degli Anni Trenta e Quaranta. I russi, e i comunisti, come individui, sono assai più complessi: meno sgradevoli, ma potenzialmente più pericolosi.<br>Come russi sono padroni di casa molto ospitali; sono generosi, forti e coraggiosi; sono soprattutto fieri del loro passato e straordinariamente sensibili agli affronti personali.<br>Come comunisti mentono, ingannano, si approfittano, bluffano, e armeggiano in continuazione, cercando sempre di vincere con qualsiasi mezzo per raggiungere lo scopo.<br>Come individui si differenziano moltissimo per il passato e per le caratteristiche personali. Kruscev era rozzo e maleducato, d'intelligenza pronta e con un senso dell'umorismo di grandissimo effetto. Breznev era in apparenza espansivo, sincero e materiale: da come spesso voleva stringermi il braccio per richiamare la mia attenzione, mi ricordava Lyndon Johnson. Pur non essendo d'intelligenza altrettanto pronta, era più equilibrato e meno impulsivo di Kruscev. Kossighin era freddo, aristocratico, un calmo tecnocrate; se fosse nato a Chicago invece che a Leningrado, sarebbe diventato presidente di una multinazionale americana. Gromyko era austero, duro, ostinato da fare impazzire, e inflessibile nel difendere la politica estera del suo governo. (p. 312)
 
==Citazioni su Richard Nixon==
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