Differenze tra le versioni di "Andy Serkis"

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Corretto: "un orso"
(Corretto: "un orso")
*{{NDR|Su ''[[Mowgli (film)|Mowgli]]''}} La giungla è un luogo selvaggio, inospitale. Ci saranno scene di grande impatto, con gli animali impegnati in combattimenti epici. Non ci siamo tirati indietro, ma gli spettatori non dovrebbero aspettarsi nulla di eccessivamente violento: in quanto a toni il film è vicino a quelli del ''Pianeta delle Scimmie'', quindi va bene per tutta la famiglia.
*Per me l'aspetto fondamentale era che queste creature parlanti fossero credibili. L'idea di doppiare un animale fotorealistico non mi interessava. Perciò abbiamo impiegato la performance capture: per la maggior parte del cast si trattava di un’esperienza nuova. [...] La faccia degli attori è stata unita a quella del personaggio che avrebbero interpretato grazie al morphing, allungandola e tirandola al punto giusto, fino a quando potevamo vedere sia il volto umano che quello animale. C'è voluto molto tempo, da un punto di vista dell'animazione. Tutto ha inizio con la recitazione, però, non dimentichiamolo.
*I fan del ''Libro della Giungla'' hanno un'idea precisa di Baloo, che è considerato un' orso allegro e ottimista che ama schiacciare pisolini. Il libro, invece, fa capire che la sua relazione con il bambino ha a che fare soprattutto con la durezza dell'amore. Per lui la vita si fonda su alcune regole che vanno rispettate: lavorare duro e osservare le leggi della giungla. È un tipo all'antica e un imperialista, per certi versi. Una specie di sergente, molto severo sia con i cuccioli di lupo che con Mowgli.
*Quando abbiamo iniziato a lavorarci, nel 2014, non sapevamo che Disney avesse in programma di realizzare una versione live action del ''Libro della Giungla'', ispirandosi al cartone animato del 1967. Il confronto non mi preoccupa affatto, si tratta di due tipi di film completamente diversi.
*Sin dai tempi del ''Signore degli Anelli'' mi piace la metafora del fantasy, che ci permette di raccontare storie che riguardano la condizione umana. In questo periodo storico si tratta di un genere che consente agli autori di essere sovversivi e di esplorare temi profondi in un modo accessibile per chiunque. Prendiamo i cinecomic della Marvel, che considero veri e propri miti moderni. Tra 500 anni la gente guarderà indietro e accosterà Hans Christian Andersen ai supereroi della Casa delle Idee. Queste storie sono la nostra versione delle favole e permettono ai nostri bambini di abbracciare e comprendere i pericoli del mondo reale, ma in un modo sicuro, controllato.
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