Differenze tra le versioni di "Nigel Warburton"

→‎Citazioni: Kant: la realtà che possiamo percepire
(→‎Citazioni: riferimenti)
(→‎Citazioni: Kant: la realtà che possiamo percepire)
 
*Per [[John Locke|Locke]] le questioni dell'identità individuale avevano strettamente a che fare con la responsabilità morale. Egli credeva che Dio avrebbe punito le persone solo se erano in grado di ricordare i crimini che avevano commesso. Uno che non ricordava più di aver commesso un crimine non doveva essere considerato la stessa persona che l'aveva commesso. (cap. 14, p. 91)
*Secondo [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]] gli esseri umani sono buoni per natura. Se fossimo lasciati a noi stessi nel mezzo di una foresta, non daremmo molti problemi. Se però veniamo sottratti allo stato di natura e portati nelle città, le cose prendono un'altra piega: iniziamo a desiderare di avere la meglio sugli altri e di attrarre la loro attenzione. Questo atteggiamento competitivo ha effetti psicologici terribili, e l'invenzione del denaro non può che peggiorare la situazione. (cap. 18, p. 114)
*Qualunque cosa percepiamo, la percepiamo come situata nel tempo e nello spazio, e riconducendo ogni fenomeno a una causa. Ma secondo [[Immanuel Kant|Kant]] queste caratteristiche – tempo, spazio, relazione di causa ed effetto – non appartengono alla realtà in sé: sono un'aggiunta del nostro intelletto. (cap. 19, p. 118)
*[[Georg Wilhelm Friedrich Hegel|Hegel]] ebbe molti ammiratori: [[Arthur Schopenhauer]] non era uno di loro. Anzi, pensava che Hegel non fosse neppure un filosofo, perché gli mancavano, secondo lui, serietà e sincerità nell'approccio alla materia. Per quanto lo riguardava, la filosofia di Hegel era una stupidaggine. Hegel, per parte sua, definì Schopenhauer «ripugnante e ignorante». (cap. 22, pp. 142-143)
*«Lei è parente delle scimmie da parte di madre o di padre?» fu la maliziosa domanda posta a [[Thomas Henry Huxley]] dal vescovo Samuel Wilberforce durante un famoso dibattito tenutosi presso l'Oxford Museum of Natural History nel 1860. L'intenzione del vescovo era prendere in giro e insultare allo stesso tempo, ma la domanda gli si rivoltò contro. Huxley mormorò sottovoce: «Grazie, Dio, per averlo consegnato nelle mie mani» e replicò che avrebbe preferito essere parente di una scimmia piuttosto che di un essere umano che si facesse beffe della scienza. (cap. 25, p. 156)
21 471

contributi