Differenze tra le versioni di "Indro Montanelli e Mario Cervi"

 
==''L'Italia del Novecento''==
*Di fisico asciutto, capelli impomatati, salutista, maniaco delle uniformi, {{NDR|[[Achille Starace]]}} non aveva una collocazione politica autonoma né un seguito personale. Proprio i suoi difetti più evidenti, la superficialità, la limitatezza di orizzonti culturali, la propensione per una pompa pseudo-guerriera e in effetti piuttosto sudamericana, la docilità agli ordini, fecero cadere su di lui la scelta di Mussolini. (p. 97).
*Achille Starace – che seppe poi morire bravamente, in piazzale Loreto – devitalizzò e narcotizzò il Pnf applicando puntualmente la volontà di Mussolini. Questa fu, se vogliamo usare una parola grossa, la sua funzione storica. (p. 98)
*Nella gerarchia fascista un solo uomo contrastò con vigore i procedimenti antisemiti, e fu [[Italo Balbo]]. Egli fu tenace, e coraggioso in questa azione: e riuscì ad ottenere qualche emendamento nelle misure persecutorie. Avverso alle leggi razziali fu anche il quadrumviro [[Emilio De Bono|De Bono]], probabilmente non per simpatia per gli ebrei, o per scrupoli umanitari, ma semplicemente perché gli pareva che l'improvviso zelo antisemita del Regime fosse malaccorto e sospetto. (p. 162)
*Se mai un Presidente del Consiglio italiano meritò la qualifica di galantuomo, questi fu [[Ferruccio Parri|Parri]]. Era timido nella vita quotidiana, sapeva essere intrepido nei frangenti pericolosi. (p. 292)
*Il 2 agosto 1980 l'Italia fu atterrita da una nuova strage politica. Un ordigno esplosivo collocato nella [[Strage di Bologna|stazione ferroviaria di Bologna]], affollata di viaggiatori in attesa dei treni delle vacanze, provocò un'ottantina di morti. Come autori materiali dell'orrendo attentato furono condannati all'ergastolo, anni dopo, i terroristi di destra [[Valerio Fioravanti|«Giusva» Fioravanti]] e [[Francesca Mambro]], già riconosciuti colpevoli di altri assassinî. Entrambi continuano a protestare la loro estraneità alla strage. (p. 504).
*I partiti avevano finalmente messo l'uomo sbagliato al posto sbagliato. [[Ciriaco de Mita|De Mita]] non è senza qualità. Ma gli facevano interamente difetto le doti di un governo. Lo si era visto quand'era ministro, e concludeva poco: e quel poco, di solito, sarebbe stato meglio non fosse stato concluso. (p. 536)
*[[Romano Prodi|Prodi]] e il suo vice [[Walter Veltroni|Veltroni]] ipotizzavano un Ulivo planetario – insieme all'inglese [[Tony Blair]] e a Bill Clinton – ma l'ambizioso progetto passò in sott'ordine quando il Presidente americano subì invece una grottesca gogna planetaria per i suoi incontri ravvicinati con la stagista [[Monica Lewinsky]]. La Russia affondava nel caos, l'Italia galleggiava, nemmeno tanto male, nella confusione: sotto la sorveglianza dei guardiani europei. Poi, alle prime avvisaglie d'autunno del 1998, il mondo fu sconvolto da una crisi economica seria – la Russia era in bancarotta, il Giappone aveva l'affanno, le maggiori borse crollavano – e anche l'Italia venne investita nella bufera. (p. 677)
*Bertinotti replicava la recita dell'anno precedente e, imputando alla finanziaria elaborata dal governo un'impronta troppo «capitalista», annunciava che Rifondazione avrebbe votato contro. Prodi, che aveva posto la questione di fiducia, venne sconfitto, per un solo voto, a Montecitorio e rassegnò le dimissioni. Era caduto il governo, e si era scissa Rifondazione: Cossutta e i suoi, contrari alla rottura della maggioranza, si distaccarono da Bertinotti e fondarono un altro partito comunista. A Prodi non riuscì di rimettere insieme una maggioranza, e l'incarico di provarcisi fu da Scalfaro affidato a [[Massimo D'Alema]] in quanto ''leader'' del maggior partito italiano. (p. 677).
 
==''L'Italia del Millennio''==
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