Differenze tra le versioni di "Stefan Zweig"

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*{{NDR|''[[Niccolò Machiavelli#Il principe|Il principe]]'' di [[Niccolò Machiavelli]]}} In questo manuale matematicamente limpido di una spregiudicata politica di potenza e di successo, il pensiero antitetico a quello erasmico trova la sua formula precisa, quasi come in un catechismo. (da ''L'eredità di Erasmo'', p. 169)
*Dopo di lui continua a scrivere la buona novella della bontà intelligente il suo discepolo [[Michel de Montaigne|Montaigne]], per il quale l'''inhumanité'' è il peggiore dei vizi, «''que je n'ay point le courage de concevoir sans horreur''<ref>Che non ho il coraggio di concepire senza orrore.</ref>». [[Baruch Spinoza|Spinoza]] invoca al posto della cieca passione l' ''amor intellectualis'', [[Denis Diderot|Diderot]], [[Voltaire]], [[Gotthold Ephraim Lessing|Lessing]], scettici ed idealisti ad un tempo, combattono ogni angustia mentale e propugnano la comprensione e la tolleranza. [[Friedrich Schiller|Schiller]] dà slancio poetico al messaggio dell'internazionalismo, [[Immanuel Kant|Kant]] invoca la pace perenne e sempre, sino a [[Lev Tolstoj|Tolstoi]], a [[Mahatma Gandhi|Gandhi]], a [[Romain Rolland|Rolland]], lo spirito della conciliazione afferma con forza logica il proprio diritto morale accanto a quello della violenza. (da ''L'eredità di Erasmo'', pp. 172-173)
*Soltanto quegli ideali che non si sono logorati o compromessi attuandosi rivivono in ogni generazione come aculeo morale. Ad essi soltanto, non ancora adempiuti, è assicurato l'eterno ritorno. (2015)
 
===[[Explicit]]===
*Soltanto ciò che eleva lo spirito oltre il proprio ambito di vita, sino alla cerchia dell'intera umanità, può dare al singolo la forza di trascendere la propria forza. Solo di fronte alle mète ultrapersonali e forse inattuabili gli individui come i popoli riconoscono la loro vera e sacra misura.
==Bibliografia==
*Stefan Zweig, ''Erasmo da Rotterdam'', traduzione di [[Lavinia Mazzucchetti]], Fabbri Editori, 2000.
*Stefan Zweig, ''Erasmo'', traduzione di Lavinia Mazzucchetti, Castelvecchi, 2015.
*Stefan Zweig, ''Il mondo di ieri'', traduzione di Lavinia Mazzuchetti, Mondadori.
*Stefan Zweig, ''L'agnello del povero'', traduzione di Lavinia Mazzuchetti, da ''IL DRAMMA'', Anno 25°, n. 151, 1952.
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