Differenze tra le versioni di "Herbert Kappler"

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==Citazioni di Herbert Kappler==
{{Int|Dagli atti del processo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine|Riportato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0010_01_1948_0127_0001_24520194/ Il macabro piano per l'eccidio delle Ardeatine]'', ''La Stampa'', 8 giugno 1948.}}
*Sentivo terribile su di me la responsabilità dell'[[eccidio delle Fosse Ardeatine|esecuzione]]. Ne studiai febbrilmente le modalità. Chiamai a rapporto i miei ufficiali e li misi al corrente della situazione e impartii loro gli ordini. Ogni comandante doveva partecipare all'esecuzione sparando un colpo di mitra. Era questa una necessità simbolica.
*Ciascuno doveva sparare non più di un colpo e bisognava che si mirasse alla nuca della vittima, senza però che si appoggiasse sul cranio la canna; questo per evitare che il fucilando ne provasse l'impressione fisica e psichica.
*Mi venne in mente di eseguire la fucilazione in una caverna; non potevo infatti, per ragioni di tempo, costruire un cimitero né usare il forte Bravetta; avrei dovuto adoperare le sedie e il numero dei fucilandi era troppo alto.
*Fui costretto a ordinare che nessun cappellano assistesse all'esecuzione: è, infatti, terribile per un morituro il distacco dal sacerdote.
*Era mio dovere preciso obbedire agli ordini che parlavano come dovessero essere fucilati dieci italiani per ogni soldato tedesco ucciso.
 
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,9/articleid,1104_01_1976_0266_0009_15984655/ Intervista a Kappler Il boia delle Ardeatine dice "Sono malato"]''|Intervista riportata in ''La Stampa'', 3 dicembre 1976.}}
*Finché non sarò in Germania non voglio illudermi, né disperarmi. Troppe volte i miei sogni di libertà sono stati delusi.
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