Apri il menu principale

Modifiche

→‎Aforismi sulla saggezza del vivere: continuo a sistemare con fonte completamente consultabile
*La [[bellezza]] è una lettera aperta di raccomandazione che ci guadagna i cuori anticipatamente; [...]. (1885, p. 15)
*[...] esteriormente il bisogno e la privazione generano il [[dolore]]; per contraccambio, gli agi e l'abbondanza fanno nascere la [[noia]]. (1885, p. 15)
*L'uomo volgare non si preoccupa che di ''passare il tempo'', l'uomo di talento che d'''impiegarlo''. (1885, p. 17)
*Ciò che un individuo può essere per un altro è molto strettamente limitato; ciascuno finisce col restar solo, [...]. (1885, p. 18)
*La mancanza di beni a cui un uomo non ha mai sognato d'aspirare, non può affatto privarlo di qualche cosa; [...]. (1885, p. 25)
*Il solo [[denaro|danaro]] è il bene assoluto, perché esso non provvede unicamente ''ad un solo bisogno «in concreto,»'' ma ''al bisogno'' in generale ''«in abstracto.»'' (1885, p. 26)
*Intanto l'orgoglio a più buon mercato è l'orgoglio nazionale. Esso tradisce presso chi ne è tocco l'assenza di ogni qualità ''individuale'' di cui potesse andar fiero, perocché, se così non fosse, questi non sarebbe ricorso ad una qualità che divide con tanti milioni d'individui. (1885, p. 33)
*Le decorazioni sono letterecambiali ditirate cambio emesse sullasull'opinione pubblica opinione:; il loro valore si basa sul credito didel chitraente. li(1855, emettep. 34)
*L'[[onore]] è la [[coscienza]] esterna, e la coscienza l'onore interno. (1855, p. 34)
*Il [[maschio e femmina|sesso femminile]] invoca e si aspetta dal sesso mascolino assolutamente tutto; tutto ciò che desidera e tutto ciò che gli è necessario; il [[maschio e femmina|sesso mascolino]] non domanda all'altro, prima di tutto e direttamente, che un'unica cosa. (1885, p. 37)
*D'ordinario la [[gloria]] è tanto più tardiva quanto più sarà durevole, perocché tutto ciò che è squisito matura adagio. (1885, p. 45)
*L'uomo più felice è dunque colui che conduce un’esistenzaun'esistenza senza dolori troppo forti sia nel morale, sia nel fisico, e non colui che ebbe per sua parte le gioie più vive ed i piaceri più grandi. (1885, p. 61)
*LoIl stoltopazzo corre dietro ai piaceri della vita e sinon trova ingannato.che Ildisinganni; il saggio evita ievitai mali. (1885, p. 62)
*Tenere le pretese il più basso possibile in proporzione colle proprie risorse d'ogni specie, ecco la via più sicura per evitare grandi guai. (1885, p. 64)
*[...] la [[lontananza]] che impiccolisce gli oggetti per l'occhio, li ingrandisce per il pensiero. (1885, p. 67)
*Bastare a se stesso, esser per se stesso tutto in tutto, e poter dire: «''Omnia mea mecum porto''» (porto con me tutte le cose mie), ecco certamente la condizione più favorevole per la nostra felicità; [...]. (1885, p. 69)
*La solitudine offre all'uomo altolocato intellettualmente due vantaggi: il primo d'esser con sé, il secondo di non esser con gli altri. (1885, p. 72)
*La solitudine è il retaggio delle menti superiori; qualche volta succederà loro che se ne rammarichino, ma la sceglieranno sempre come il minore dei mali. (1885, p. 74)
*L'''[[invidia]]'' è naturale all'uomo:, e tuttavia ècostituisce in un viziotempo estesso unaun disgraziavizio aed un'infelicità. tempo(1885, p. 76)
*Si capirà egualmente che in presenza di imbecilli o di pazzi non v'ha che ''una sola'' maniera di mostrare che si è forniti di ragione: cioè non parlare con essi. (1885, p. 86)
*Gli uomini, nella maggior parte, sono talmente personali che, in sostanza, nessuna cosa ha interesse agli occhi loro se non essi stessi, e ciò affatto esclusivamente. (1885, p. 87)
*La compitezza è stabilita sopra una convenzione tacita di non osservare gli uni presso gli altri la miseria morale ed intellettuale della condizione umana e di non rinfacciarsela reciprocamente; d'onde risulta che essa appare meno facilmente con vantaggio d'ambo le parti. (1885, p. 94)
*Chi vuole che la sua [[opinione]] trovi credito deve enunciarla freddamente e spassionatamente. (1885, p. 95)
*«''Non aver [[amore e odio|amore né odio]]''» compendia metà della più alta [[saggezza|saviezza]]; «''non dir verbo e non credere in cosa alcuna''», ecco l'altra metà. Davvero che si volterà ben volentieri la schiena ad un mondo che rende necessarie regole come queste e come le seguenti. (1885, p. 97)
*I casi della nostra vita hanno anche simiglianza colle figure del caleidoscopio: ad ogni giro vediamo qualche combinazione nuova mentre in realtà abbiamo sotto gli occhi sempre la stessa cosa. (1885, p. 97)
*[...] gli avvenimenti e le nostre risoluzioni più importanti sono ordinariamente da paragonare a due forze che agiscono in direzioni differenti e di cui la diagonale rappresenta il corso della vita nostra. (1885, p. 98)
 
 
*L'invidia è naturale all'uomo: tuttavia è un vizio e una disgrazia a un tempo.
*Lo stolto corre dietro ai piaceri della vita e si trova ingannato. Il saggio evita i mali.
*L'[[onore]] è la [[coscienza]] esterna e la coscienza l'onore interno.
*L'[[ottusità]] dello spirito va sempre unita all'ottusità del sentimento e alla mancanza di sensibilità.
*La via più sicura per evitare una grande infelicità è di ridurre possibilmente le proprie pretese in rapporto ai propri mezzi di qualunque specie.
*Le decorazioni sono lettere di cambio emesse sulla pubblica opinione: il loro valore si basa sul credito di chi li emette.
*Le persone comuni mirano soltanto a passare il tempo, chi ha un po' d'ingegno... a utilizzarlo.
*[[Amore e odio|Né amare né odiare]]: questa è la metà di ogni [[saggezza]]. Nulla dire e nulla credere è l'altra metà. Certo però si volgeranno volentieri le spalle a un mondo che rende necessarie norme come questa.
*Nel mondo non si ha altra scelta che quella tra la solitudine e la volgarità.
*Nella conversazione ci si astenga da osservazioni intese a correggere, per quanto a fin di bene: poiché offendere la gente è facile, migliorarla è difficile, se non impossibile.
*Il destino può mutare, la nostra natura mai.
*In genere è consigliabile palesare la propria intelligenza con quello che si tace piuttosto che con quello che si dice. La prima alternativa è saggezza, la seconda è [[vanità]].
*L'[[ottusità]] dello spirito va sempre unita all'ottusità del sentimento e alla mancanza di sensibilità.
*La vita negli anni della vecchiaia assomiglia al quinto atto di una tragedia: si sa che la fine tragica è vicina, ma non si sa ancora quale sarà.