Differenze tra le versioni di "Canti popolari"

*''Dal cielo un [[Anello (gioiello)|anello]] è disceso, | ed è venuto a mettermisi al dito; | credevo che la pietra n'era falsa; | son fortunata: è un diamante vero!'' (da ''Strofette di Vigiak, II'', p. 27)
*''L'amor mio tocchi il tuo! | Solleva le mani; invoca Dio! | La vecchia dalla testa di cagna sia distrutta! | L'amor mio tocchi il tuo! | Sposa novella, tira lieta sorte! | L'Ascensione appaghi i tuoi desideri; | si avveri l'augurio del mio cuore.'' (da ''Strofette di Vigiak, II'', p. 28)
*''La luna, la luna alla festa della Croce, | la luna è discesa sul nostro verziere; | l'ha girato da un punto all'altro, | ha fatto il nido nell'aiola delle rose. | O sposa novella, tira lieta sorte...'' (da ''Strofette di Vigiak, II'', p. 28)
*''Il mare sia per te cambiato in vino, | il battello per te cambiato in coppa; | versa tu stesso e bevi! | Dio stesso te lo dona. | Sposa novella, tira sorte lieta...!'' (da ''Strofette di Vigiak, II'', p. 28)
*''Una chiave è caduta dal cielo; | la nostra casa si è empita di sole; | il nostro pane è il pane del padre Abramo; | la nostra acqua è il latte della Vergine santa. | Sposina, tira una sorte lieta!...'' (da ''Strofette di Vigiak, II'', p. 28)
*''Hanno ornato il nostro re; | l'han rivestito di begli abiti dorati; | l'han fidanzato secondo la legge armena; | il Signore lo protegga! | San Karapet<ref>San Giovanni Battista, considerato in Armenia il più potente fra i santi. {{cfr}} nota a p. 65 di ''Canti popolari armeni''.</ref> benedica la sua giovinezza; | il buon Dio lo protegga || Hanno ornato il nostro re; | l'hanno sposato secondo la legge armena; | il "risuscitatore dei morti" benedica la sua giovinezza; | il Signore lo protegga! || Il nostro re porta la croce, | porta la croce sul petto; | ha in capo il ''giago'' rosso, tutto rosso; | e rossa, tutta rossa splende la sua giovinezza. || La sua corona è rossa, e il nodo verde; | rosso il mantello e verde giovinezza; | il sol del nostro re sia sempre ardente; | Dio lo protegga sino al giorno estremo; | rossa è la sua cintura, il suo mantello rosso; | tessuti in fili d'oro i suoi calzari, la sua giovinezza è rossa.'' (da ''Lodi dello sposo, IV'', pp. 46-47)
*''Non voglio andarmene, mamma; non voglio partire! | Mi portano via a forza! | Tu, mammina, augura che mi renda felice, | il latte che mi hai dato, mi renda felice. | Tu, babbo, augura che mi renda felice, | il pane che m'hai guadagnato, mi renda felice. || Non lamentarti, soglia della mia casa, | devo io lamentarmi; | non strisciare, terreno, | debbo io strisciare, | non agitarti, alberello, | io devo agitarmi; | non cadere, o foglia, | devo io cadere; | non brillare, o stella, | devo io brillare; | non levarti, luna, | devo io levarmi; | non piangere, mamma, | devo io piangere.'' (da ''L'addio alla casa paterna, La sposa'', p. 52-53)
*''Sii felice, o re; mille volte felice; | tu sei una rosa con le foglie verdi; | Dio benedica alla tua giovinezza | col potere del cielo e della terra. || Re, sii felice, cento volte felice; | tu sei una rosa con le foglie verdi; | Dio benedica alla tua giovinezza | col potere di Gerusalemme. || Re, sii felice, mille volte felice; | tu sei una rosa con le foglie verdi; | Dio benedica alla tua giovinezza | col potere d'Ečmiadzin.''<ref>''Ečmiadzin'', sede pontificale della Chiesa armena. Nota a p. 53 di ''Canti popolari armeni''-</ref> ''|| Re, sii felice, mille volte felice; | tu sei una rosa con le foglie verdi; | Dio benedica alla tua giovinezza | col potere di San Karapet.'' (da ''L'addio alla casa paterna, Per benedire allo sposo'', p. 53)
*''"Se tu ti crucci e fuggi da tuo padre, | io diventerò una cicogna alata, | ti costringerò a seguirmi stridendo, | e ti costringerò a tornare in casa." | "Se tu diventi una cicogna alata, | se tu mi forzi a seguirti stridendo, | io diverrò un sarmento coi racimoli, | mi appenderò al muro di mio padre." | "Se diventi sarmento coi racimoli | e ti sospendi al muro di tuo padre, | io diverrò un coltello affilato | e ti taglierò da quel muro." | "Se tu diventi un coltello affilato | e vieni a tagliarmi da quel muro, | io ti divento vin di melagrano, | e mi {{sic|rifugierò}} in un barile." | "Se tu diventi vin di melagrano, | e vai a rifugiarti in un barile, | io diverrò una coppa dipinta di fiori, | e verrò a berti deliziosamente." | "Se diventi una coppa dipinta a fiori | e vieni a bermi deliziosamente, | io ti divento un fiume straripato | e ti farò scoppiare la ventraia."'' (da ''Tenzone'', p. 55)
 
*(''L'[[usignolo]] è disceso sui giovinetti fiori del giardino; | ora modula un lamento, or geme una canzone; | dice il lamento per chi è morto giovine, | canta la canzone per chi è felice'' (''Su giovani morti, Lamentazioni su giovani morti'', p. 77)
*''Vorrei chinarmi a versar rugiada | sul tuo bel seno bianco; | tu ti desteresti in sussulto: | "Che rugiada è questa che mi piove su?"'' (''Sulla sposa, Lamentazioni su giovani morti'', p. 78)
*''Una rosa spuntò in Arapkir; | andò a vedere la santa luce in Gerusalemme; | i demoni la perseguirono con gli artigli e l'afferrarono; | i monti echeggiarono, piansero gli arbusti; | piantarono sopra Oropa una pietra grande come la sua persona; | sospesero all'albero due mele rosse; | comperarono incenso e ceri; | e alla vigilia di ogni domenica | si leva il fumo dell'incenso per l'anima sua.'' (''Su d'una vergine, Lamentazioni di madre'', p. 78'')
*''Se la [[disgrazia|sciagura]] mi fosse venuta dagli uomini, | avrei pianto sì forte, che m'avrebbe udito il mondo intero. | Ma la sciagura mi è venuta da Dio; | io piangerò sì basso, che neppur la soglia della mia porta senta.'' (''Rassegnazione, Lamentazioni su soggetti diversi'', p. 81)
*''Non credere ch'io t'abbia [[oblio|dimenticato]]; | non ti ho dimenticato; non è possibile dimenticarti; | tu eri entrato nel mio cuore, | tu non uscirai mai dai miei occhi.'' (''Pel giorno dei morti, Lamentazioni su soggetti diversi'', p. 81)
==Russi==
*''Ei uchnem! | Ei uchnem! | Iescerasich | Iesceras! Ei uchnem! | Ei uchnem! | Iescerasich, iesceras; ravasiom mu | Vieseru ravasiom mu da cudriavu! Ai da da. Ai da. | Ai da da. Ai da. Ravasiom mu cudriavu!'' (''Ei uchnem'')
:''Oh issa! Oh issa! Avanti | intonate il nostro antico richiamo. | Oh issa! Oh issa! | Avanti intonate il nostro antico richiamo! Issate | il tronco di betulla! | Issate il ceppo dell'albero ricciuto!''<ref>Era antica usanza russa innalzare un tronco di betulla con rami intrecciati nelle pause di riposo o nelle feste. Alla ripresa del lavoro il tronco veniva rimosso.{{cfr}} nota a p. 480 de ''La nuova antologia Garzanti '', volume secondo.</ref>'' Ai da da. Ai da | Ai da da. Ai da, issate il nostro ceppo ricciuto!'' (''I battellieri del Volga''<ref>Citato in ''La nuova antologia Garzanti'', volume secondo, Garzanti, 1981, pp. 479-480. (Discografia:''Vieilles chansons de Russie'', «Le Chant du Monde» LD-S 4163.)</ref>)
 
==Calabresi==